
Conoscere le previsioni meteo finalizzate alla produzione di energie rinnovabili. È possibile grazie ad un nuovo portale, www.meteorinnovabili.it, aperto in Italia nell’ambito di un progetto europeo di più ampio respiro, EnergizAir, finanziato dal bando Intelligent Energy Europe del 2008.
In Italia sono disponibili le previsioni dell’energia rinnovabile che si può produrre da solare termico e da solare fotovoltaico, mentre in altri Paesi d’Europa che hanno aderito al progetto, tra cui Francia e Slovenia, sono disponibili anche i dati per la produzione da eolico.
Il monitoraggio in Italia è diviso in quattro macro-aree geografiche, con la rilevazione fornita dalle centraline dislocate in città del Nord, del Centro, del Sud Italia e nelle isole, esattamente a Milano, Livorno, Roma e Palermo.
Da questi bollettini in pratica possiamo sapere, in percentuale, quanta energia potranno produrre i nostri impianti fotovoltaici, piuttosto che quanta acqua calda avremo assicurata dai pannelli termici.
Via | Il Tempo

Il Parlamento europeo affronta la questione energia. Sul tavolo c’è il Set Plan (Strategic Energy Technology Plan), cioè le linee guida europee per la riduzione delle emissioni di CO2 e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Oggi, in particolare, l’Europarlamento ha dato il suo ok ad una risoluzione sulle “low carbon tecnologies” che, detta in breve, chiede principalmente due cose: aumentare i fondi in tempi rapidi, da una parte, puntare su ricerca, piccole e medie imprese e riduzione della burocrazia, dall’altra.
La cosa più interessante, ovviamente, sono i fondi: decidere in fretta dove spenderli è fondamentale. Gli europarlamentari suggeriscono di investire 300 milioni di euro per sviluppare il Carbon Capture and Storage (CCS), cioè lo stoccaggio della CO2. Una tecnica che, di fatto, non esiste ancora e che lascia molto perplesse alcune associazioni ambientaliste come Greenpeace che temono si riveli solo una sorta di greenwashing per le centrali a carbone.
Oltre al CCS l’Europarlamento chiede maggior impegno nelle smart grids, le cosiddette reti intelligenti che permetterebbero una migliore e maggiore diffusione dei piccoli impianti da fonte rinnovabile, e lo sviluppo del mini idro, cioè l’idroelettrico di piccola capacità. Più in generale, se guardiamo al Set Plan, i fondi messi a disposizione dall’Europa sono pari a 45 miliardi di euro per i prossimi dieci anni, così divisi:
6 miliardi per l’eolico
6 miliardi per il solare
2 miliardi per le reti elettriche
9 miliardi per le bioenergie
13 miliardi per il CCS
7 miliardi per la fissione nucleare
5 miliardi per le fuel cell e l’idrogeno
Via | Parlamento eurpeo
Foto | Parlamento europeo
Oggi pomeriggio il dibattito in Senato potrebbe essere più acceso del solito, infatti un gruppo di senatori chiederà di dirottare la quota di incentivi prevista per il solare termodinamico verso le altre fonti di energia incluso il nucleare. Secondo le valutazioni esposte, il solare termodinamico fornirebbe un energia troppo a caro prezzo a causa della necessità di ampi spazi su cui installare gli impianti e il ricavo non sarebbe equiparato all’investimento, per cui, suggeriscono i senatori è meglio spostare gli incentivi altrove.
La “brillante” proposta è contenuta nella mozione n° 1-00155 presentata dai Senatori D’Alì, Gasparri, Quagliariello, Viceconte, Alicata, Coronella, Dell’Utri, Digilio, Gallone, Nania, Nessa e Orsi, dove si legge a proposito delle valutazioni fatte in merito al solare termodinamico:
appare economicamente più vantaggioso puntare sulle tecnologie per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per le quali i costi connessi alla curva di apprendimento risultano prossimi alla combinazione ottimale di efficacia ed efficienza quali, in particolare, le tecnologie del solare fotovoltaico, del consumo di biomasse e dell’eolico.
Gli investimenti sulle energie rinnovabili sono ormai ritenuti l’arma in più per poter uscire dalla morsa della crisi economica mondiale. Eppure a tal proposito c’è da segnalare un dato negativo. Parliamo del settore fotovoltaico che dopo le impennate ed i fatturati record degli ultimi cinque tre anni starebbe subendo un inaspettato rallentamento.
Alla fine del 2008 il settore aveva toccato un fatturato record di 20 miliardi di dollari, pari a cinque volte il volume d’affari del 2005, ma dall’inizio del 2009 sarebbe aumentato l’invenduto (fra celle, moduli e pannelli, lungo tutti i segmenti della filiera di settore) per un valore che raggiungerebbe una quota di 1,4 GW.
Responsabile di questo rallentamento nel vecchio continente potrebbe essere in parte attribuito al calo di incentivi deciso dal governo spagnolo, data la situazione critica del mercato immobiliare interno. Secondo alcuni economisti potrebbe essere però che da questa situazione di stallo si possano trarre nuovi condizioni positive, fra cui l’abbassamento dei prezzi che per certi versi si starebbe verificando, avendo già toccato in alcuni casi punte del 50%.
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