Dopo 5 anni di viaggio e dopo avere percorso 3 miliardi di chilometri, la sonda Juno è finalmente entrata nell’orbita di Giove alle 5.53 di questa mattina (ora italiana).
Tutti coloro che hanno partecipato al progetto hanno tenuto il fiato sospeso, ma tutto è andato come da programma. Si tratta di un grande successo per la Nasa, proprio nel giorno in cui si festeggiava l’Indipendence Day (la sonda è infatti entrata nell’orbita alle 23.30 ora di Miami).
Proprio l’aggancio dell’orbita è stato il passaggio più delicato per la sonda Juno, il primo veicolo spaziale ad avvicinarsi così tanto al più grande pianeta del sistema solare. Ora la sonda è pronta a esplorare la Giove e a svelarne i misteri grazie a 10 strumenti scientifici, fra cui due prodotti in Italia: la sonda raccoglierà, fra gli altri, dati sui campi gravitazionali e magnetici, sull’atmosfera e sulla struttura interna del pianeta.
Il “cuore” di Juno è Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper – Mappatore all’Infrarosso di Aurore Gioviane), finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), realizzato da Leonardo-Finmeccanica e operato sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale dell’Inaf.
Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana, non ha dubbi, quella di Juno è “una missione storica”.
Anche Google ha deciso di celebrare questo prestigioso traguardo scientifico con uno dei suoi Doodle.
Via | Askanews








