Quando l’etichetta finisce sotto accusa: il caso Esselunga, fatto emergere da Altroconsumo, sulla quantità di frutta dichiarata nella confettura extra
Nel test di Altroconsumo su 19 confetture di albicocca in vendita in Italia, il dato che ha fatto più rumore riguarda la confettura extra di albicocche Esselunga: secondo le analisi di laboratorio, il prodotto indicava in etichetta 55 grammi di frutta ogni 100 grammi, ma ne avrebbe contenuti 41.
Un valore più basso sia rispetto a quanto dichiarato sia rispetto alla soglia prevista per la categoria. Più ancora dei residui di pesticidi trovati in 13 vasetti su 19, comunque entro i limiti di legge, è questo l’elemento che ha spinto l’associazione dei consumatori a mettere il prodotto in fondo alla classifica.
Dai 55 grammi dichiarati ai 41 trovati: il divario emerso dalle analisi
Nel report di Altroconsumo, il punto più delicato è proprio la quantità di albicocca dichiarata. Sull’etichetta della confettura extra Esselunga compare il 55% di frutta, ma il laboratorio incaricato dall’associazione ha rilevato 41 grammi per 100 grammi di prodotto. Uno scarto evidente, che in un test comparativo pesa. E infatti ha inciso sul giudizio finale, insieme ad altri elementi come composizione, profilo nutrizionale e assaggio.

Alle prove di laboratorio, spiega Altroconsumo, si è aggiunta una degustazione alla cieca fatta con consumatori a Milano e Bologna, oltre ai controlli chimici sui residui di pesticidi. In quel campione, 13 prodotti mostravano tracce di sostanze fitosanitarie, ma sempre nei limiti fissati dalla legge. Il caso Esselunga, però, si distingue per un altro motivo: qui il nodo non è solo la presenza di residui, ma una possibile difformità dell’etichetta rispetto a quello che c’è davvero nel vasetto.
Nella classifica finale il prodotto risulta ultimo. Ai primi posti, invece, ci sono Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio, Vis Confettura extra albicocche e Puertosol Eurospin Confettura extra di albicocca. Quest’ultima è stata segnalata anche come Miglior Acquisto, con un prezzo contenuto e senza residui rilevati. Un dettaglio che conta: in questa prova, qualità e costo non sono andati per forza nella stessa direzione.
Confettura extra, cosa dice la legge e perché il prodotto è finito in fondo
Per essere venduta come confettura extra, una confettura deve rispettare requisiti precisi. Tra questi c’è la quantità minima di frutta, che — ricorda Altroconsumo — è fissata in 45 grammi ogni 100 grammi per questa categoria. Se il dato rilevato di 41 grammi fosse confermato, la confettura Esselunga resterebbe quindi sotto la soglia prevista. A quel punto la questione non riguarderebbe più soltanto la presentazione del prodotto, ma la sua coerenza con la denominazione di vendita.
Il quadro generale, però, è più ampio. Quasi tutte le altre confetture di albicocca testate superano il minimo richiesto, comprese alcune vendute come semplici preparazioni alla frutta. Ma il caso segnalato da Altroconsumo riporta al centro una domanda che interessa molti consumatori: quanto è affidabile quello che leggiamo in etichetta? Per ora, nel materiale diffuso, non risultano repliche ufficiali del gruppo sulla contestazione specifica. Resta il dato del test, netto: 55 dichiarati, 41 rilevati. Ed è lì che oggi si concentra il punto più sensibile della vicenda.








