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Come pulire il condizionatore di casa senza errori: filtri, split e unità esterna

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Questi i passaggi per una corretta pulizia del condizionatore - Ecoblog.it

Come pulite correttamente il condizionatore in vista dell’arrivo dell’estate: tutto ciò che devi sapere

Con l’arrivo del caldo, tra la fine di maggio e l’inizio dell’estate, torna anche una di quelle incombenze che spesso si rimandano: pulire il condizionatore di casa.

Eppure filtri, split e unità esterna andrebbero controllati prima di rimettere in funzione l’impianto, perché da lì passano qualità dell’aria, consumi e problemi frequenti come cattivi odori o perdite d’acqua.

Le indicazioni valgono per i normali climatizzatori split domestici, con unità interna a parete e motore esterno. Per impianti canalizzati, portatili o centralizzati il discorso cambia.

La regola, in fondo, è semplice: quando si accumula sporco, l’aria passa peggio e l’apparecchio fatica di più. Conviene quindi intervenire, ma senza andare oltre quello che si può fare in sicurezza.

Pulizia sicura dell’unità interna: filtri, griglie e alette passo per passo

La prima cosa da fare, quando si mette mano alla pulizia dell’unità interna, è una sola: staccare la corrente. Non basta spegnere dal telecomando. Bisogna togliere alimentazione e aspettare che ventole e parti mobili siano del tutto ferme.

Solo a quel punto si può aprire il pannello indicato nel manuale e sfilare i filtri del condizionatore, senza strattoni. I filtri si possono aspirare e, se il produttore lo prevede, anche lavare con acqua tiepida e poco detergente delicato. Poi però vanno lasciati asciugare bene. Rimontarli ancora umidi significa spalancare la porta a muffe e odori che si ripresentano in poche ore.

La pulizia ordinaria riguarda anche griglie, bocchette, pannello frontale e telecomando, da passare con un panno morbido appena inumidito. Più attenzione, invece, alle alette orientabili: niente oggetti rigidi, niente torsioni, niente mani mentre sono in movimento. Se sulle parti accessibili compaiono macchie scure, si può pulire con cautela.

Ma se lo sporco è più in profondità, dentro lo split, sulla batteria interna o vicino a parti elettriche, è meglio fermarsi. Anche perché spray, schiume, aceto o miscugli fai da te usati con troppa leggerezza possono finire su sensori e circuiti e creare danni. Le funzioni self clean o auto clean, quando ci sono, aiutano ad asciugare l’umidità residua, ma non sostituiscono una vera pulizia manuale.

Unità esterna, checklist e limiti del fai da te: quando fermarsi

Per la pulizia dell’unità esterna vale lo stesso principio: si interviene solo se il motore è facilmente raggiungibile, in una posizione stabile e senza esporsi su davanzali, scale insicure o facciate.

Dopo aver tolto corrente, si possono rimuovere foglie, polvere e detriti dalle griglie con una spazzola morbida, un panno o l’aspirapolvere. Va liberata anche l’area intorno all’apparecchio: vasi, teli o arredi troppo vicini ostacolano il passaggio dell’aria e possono aumentare rumori e vibrazioni.

Da evitare, invece, i getti ad alta pressione, che piegano le alette e rischiano di compromettere il funzionamento.

Ci sono però casi in cui il fai da te deve finire lì. Se il condizionatore perde acqua, manda un odore che torna subito dopo la pulizia, raffredda poco, segnala errori o fa rumori anomali, è il momento di chiamare un tecnico qualificato. L

o stesso vale per gas refrigerante, scarico della condensa, parti elettriche e smontaggi interni: sono interventi che, anche in base alla normativa europea sui gas fluorurati, richiedono personale certificato.

Un controllo dei filtri ogni due settimane nei periodi di uso intenso, soprattutto nelle case con animali o persone allergiche, resta la misura più utile. Il resto — odori coperti con profumatori, acqua raccolta in una bacinella, rumori “sopportati” — di solito serve solo a spostare il problema di qualche giorno.

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