Quanta albicocca c’è davvero nel vasetto lo si capisce in due modi: leggendo bene l’etichetta e guardando i controlli
Il test di Altroconsumo segnala che 13 prodotti contengono residui di pesticidi, ma sempre entro i limiti di legge. C’è poi un caso a parte, quello della confettura extra Esselunga, dove la quantità di frutta dichiarata non coinciderebbe con quella trovata in laboratorio.
L’indagine, fatta con analisi chimiche e assaggi alla cieca a Milano e Bologna, non parla di rischi sanitari. Punta piuttosto su una questione molto concreta: che cosa distingue una confettura extra da una confettura normale o da una preparazione a base di frutta e quanto ci si possa fidare dei numeri stampati sul vasetto.
Confettura extra, confettura o preparazione: la vera soglia della frutta
Sugli scaffali sembrano tutte uguali, ma non è così. La confettura extra, per legge, deve avere almeno 45 grammi di frutta ogni 100 grammi di prodotto. La confettura semplice parte invece da una soglia più bassa. Diverso ancora il caso della preparazione a base di albicocca, che non rientra nella stessa categoria e può seguire regole diverse, spesso meno chiare per chi compra.
Proprio su questo punto si è concentrata una parte del test di Altroconsumo. Quasi tutti i prodotti esaminati, spiega l’associazione, vanno oltre il minimo richiesto per le confetture extra. L’eccezione è il vasetto Esselunga Albicocche Confettura extra: in etichetta riporta 55 grammi di frutta per 100 grammi, ma secondo le analisi si fermerebbe a 41 grammi. Un dato più basso non solo rispetto a quanto dichiarato, ma anche sotto la soglia minima per essere venduto come extra.

Il risultato incide sulla classifica finale e il prodotto finisce nelle ultime posizioni. In cima ci sono invece Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio con 86 punti, poi Vis Confettura extra albicocche con 82 e Puertosol Eurospin Confettura extra di albicocca con 73. E da qui emerge anche un altro dato: tra i vasetti senza residui non ci sono solo marchi bio, ma anche prodotti della grande distribuzione.
Etichetta, ingredienti e percentuali: come capire se il vasetto è trasparente
Il primo numero da controllare è la percentuale di frutta dichiarata. Se sulla confezione si legge “55 g di frutta per 100 g”, quel dato deve corrispondere alla composizione reale. Ed è proprio qui che, nel caso indicato da Altroconsumo, si apre il nodo della trasparenza in etichetta. Il nome del prodotto, da solo, non basta.
Poi ci sono gli ingredienti. Un elenco breve, con albicocche, zucchero e pochi altri elementi, di solito aiuta a capire subito che cosa si sta comprando. Se invece le voci aumentano o compaiono diciture generiche, orientarsi diventa più difficile. Anche parole come biologico, extra e preparazione vanno lette per quello che sono: non una garanzia automatica di qualità, ma indicazioni da incrociare con i numeri riportati sul vasetto.
Infine il capitolo pesticidi. Il test trova residui in 13 vasetti su 19, ma in nessun caso oltre i limiti consentiti. Nella graduatoria, però, Altroconsumo penalizza le sostanze ritenute più critiche dal punto di vista tossicologico. È un criterio più severo del semplice rispetto della legge, spiega l’associazione, pensato per dare un quadro più completo. Per chi acquista, la regola resta semplice: controllare denominazione di vendita, grammi di frutta per 100 grammi, ordine degli ingredienti e, quando ci sono, i risultati dei test comparativi. Il resto viene dopo.








