Quanta albicocca c’è davvero nel vasetto? La risposta si trova nell’etichetta — ma solo se si sa dove guardare. Tra confetture extra, confetture semplici e preparazioni a base di frutta, le differenze sono concrete e spesso sottovalutate da chi fa la spesa.
Il test di Altroconsumo su 19 vasetti di confettura di albicocca mette in fila numeri, ingredienti e residui chimici per rispondere a una domanda precisa: i grammi di frutta dichiarati in etichetta corrispondono davvero a quelli presenti nel prodotto? L’indagine, condotta con analisi chimiche e assaggi alla cieca a Milano e Bologna, non segnala rischi sanitari. Punta piuttosto su una questione molto concreta: che cosa distingue una confettura extra da una confettura normale o da una preparazione a base di frutta e quanto ci si possa fidare dei numeri stampati sul vasetto.
Il risultato più discusso riguarda la confettura extra Esselunga, dove la quantità di frutta dichiarata non coinciderebbe con quella trovata in laboratorio. E poi c’è il capitolo pesticidi: 13 prodotti contengono residui, ma sempre entro i limiti di legge.
Confettura extra, confettura o preparazione: la vera soglia della frutta
Sugli scaffali sembrano tutte uguali, ma non è così. Capire quanta albicocca c’è davvero nel vasetto parte dalla denominazione di vendita, che non è un dettaglio stilistico ma un dato regolamentato.
Le tre categorie e i loro requisiti minimi
- Confettura extra: deve contenere almeno 45 grammi di frutta ogni 100 grammi di prodotto finito. È la categoria più vincolante e quella che il consumatore associa istintivamente a una maggiore qualità.
- Confettura semplice: la soglia minima di frutta è più bassa. Il nome non include la parola “extra” e il disciplinare è meno restrittivo.
- Preparazione a base di albicocca: non rientra nelle stesse categorie regolamentate e può seguire regole diverse, spesso meno trasparenti per chi acquista. La percentuale di frutta può essere significativamente inferiore senza che l’etichetta lo renda immediatamente evidente.
Proprio su questo punto si è concentrata una parte del test di Altroconsumo. Quasi tutti i prodotti esaminati vanno oltre il minimo richiesto per le confetture extra. L’eccezione è il vasetto Esselunga Albicocche Confettura extra: in etichetta riporta 55 grammi di frutta per 100 grammi, ma secondo le analisi si fermerebbe a 41 grammi. Un dato più basso non solo rispetto a quanto dichiarato, ma anche sotto la soglia minima per essere venduto come extra.

Il risultato incide sulla classifica finale e il prodotto finisce nelle ultime posizioni. In cima ci sono invece Rigoni di Asiago Fiordifrutta Albicocche Bio con 86 punti, poi Vis Confettura extra albicocche con 82 e Puertosol Eurospin Confettura extra di albicocca con 73. E da qui emerge anche un altro dato: tra i vasetti senza residui non ci sono solo marchi bio, ma anche prodotti della grande distribuzione.
Come leggere i numeri in etichetta: guida pratica ai dati che contano
Sapere quanta albicocca c’è davvero nel vasetto richiede di incrociare almeno tre informazioni distinte. Nessuna, da sola, racconta tutta la storia.
1. La percentuale di frutta dichiarata
Il primo numero da controllare è la percentuale di frutta dichiarata. Se sulla confezione si legge “55 g di frutta per 100 g”, quel dato deve corrispondere alla composizione reale. Ed è proprio qui che, nel caso indicato da Altroconsumo, si apre il nodo della trasparenza in etichetta. Il nome del prodotto, da solo, non basta: una confettura che si chiama “extra” ma non raggiunge i 45 grammi di frutta per 100 grammi non rispetta la definizione legale della categoria.
2. L’elenco degli ingredienti
Un elenco breve, con albicocche, zucchero e pochi altri elementi, di solito aiuta a capire subito che cosa si sta comprando. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso: se le albicocche compaiono per prime, sono l’ingrediente predominante. Se invece le voci aumentano o compaiono diciture generiche, orientarsi diventa più difficile. Anche parole come biologico, extra e preparazione vanno lette per quello che sono: non una garanzia automatica di qualità, ma indicazioni da incrociare con i numeri riportati sul vasetto.
3. I residui di pesticidi e i criteri di valutazione
Il test trova residui in 13 vasetti su 19, ma in nessun caso oltre i limiti consentiti dalla normativa vigente. Nella graduatoria, però, Altroconsumo penalizza le sostanze ritenute più critiche dal punto di vista tossicologico. È un criterio più severo del semplice rispetto della legge, pensato per dare un quadro più completo a chi acquista. Questo spiega perché alcuni prodotti conformi alla normativa ottengono comunque un punteggio inferiore nella classifica comparativa.
Per chi acquista, la regola resta semplice: controllare denominazione di vendita, grammi di frutta per 100 grammi, ordine degli ingredienti e, quando ci sono, i risultati dei test comparativi. Il resto viene dopo.
FAQ: domande frequenti sulla quantità di frutta nelle confetture di albicocca
Quanta albicocca deve contenere una confettura extra per legge?
Almeno 45 grammi di frutta ogni 100 grammi di prodotto finito. È il requisito minimo stabilito dalla normativa europea sulle confetture. Se un vasetto non raggiunge questa soglia, non può essere commercializzato come “confettura extra”.
Qual è la differenza tra confettura extra e preparazione a base di frutta?
La confettura extra è una categoria regolamentata con soglie minime di frutta ben definite. La preparazione a base di frutta, invece, non rientra nello stesso quadro normativo e può contenere una percentuale di frutta inferiore senza che l’etichetta lo evidenzi in modo immediato. Leggere la denominazione di vendita è il primo passo per distinguerle.
Come faccio a sapere se la percentuale di frutta dichiarata è reale?
Non è possibile verificarlo direttamente a casa. I test di laboratorio come quello condotto da Altroconsumo servono proprio a questo: confrontare quanto dichiarato in etichetta con la composizione effettiva del prodotto. Consultare le classifiche dei test comparativi è il modo più pratico per orientarsi al momento dell’acquisto.
I residui di pesticidi nelle confetture di albicocca sono pericolosi?
Secondo il test di Altroconsumo, i residui rilevati nei 13 prodotti positivi rientrano tutti entro i limiti di legge e non configurano un rischio sanitario diretto. Altroconsumo applica tuttavia criteri aggiuntivi, penalizzando le sostanze con profilo tossicologico più critico, per offrire una valutazione più completa rispetto al solo rispetto della normativa.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








