Ecologia

A Padova apre PHI12, la piscina termale più profonda al mondo

Tecnici con caschi osservano l’acqua che entra da una tubazione in una profonda vasca cilindrica in cemento
Avvio dei test: l’acqua viene immessa nella nuova piscina termale profonda durante la fase di cantiere e collaudo.

A Montegrotto Terme, in provincia di Padova, è entrato oggi il primo litro d’acqua in PHI12, la nuova piscina con acqua termale profonda 44 metri e larga 12 metri, avviando le prove tecniche dell’opera ideata dall’architetto Emanuele Boaretto per ampliare il polo subacqueo di Y-40 The Deep Joy e aprire spazi di lavoro a ricerca, medicina, addestramento e produzioni audiovisive. Un passaggio simbolico, certo, ma anche molto concreto: da qui comincia la fase in cui il progetto esce dai rendering e incontra tubazioni, sensori, pompe, controlli di tenuta. Acqua vera. E tempi da cantiere.

PHI12, a Montegrotto Terme parte il riempimento della piscina termale più profonda

Il primo ingresso dell’acqua segna l’avvio dei test su PHI12, struttura annunciata come la piscina con acqua termale più profonda al mondo: 44 metri di altezza verticale e 12 metri di diametro, numeri che la collocano in una categoria diversa rispetto agli impianti natatori tradizionali. La vasca nasce accanto a Y-40 The Deep Joy, già conosciuta nel circuito internazionale della subacquea per la sua profondità e per l’uso di acqua termale, elemento che consente immersioni senza muta in condizioni controllate.

A Montegrotto, nel cuore del bacino termale euganeo, il cantiere è seguito con attenzione da tecnici, operatori turistici e addetti del settore. “Ora comincia la parte più delicata, quella delle verifiche”, ha spiegato chi lavora al progetto, riferendosi ai controlli su pressione, tenuta degli impianti e gestione dell’acqua. Non è ancora l’apertura al pubblico, dunque. È il momento in cui ogni dettaglio deve rispondere ai calcoli.

Il progetto di Emanuele Boaretto e il legame con Y-40 The Deep Joy

L’opera porta la firma dell’architetto Emanuele Boaretto, già ideatore di Y-40 The Deep Joy, struttura che negli anni ha attirato apneisti, subacquei, istruttori e ricercatori da diversi Paesi. Con PHI12, l’obiettivo dichiarato è ampliare il complesso esistente, offrendo una colonna d’acqua più ampia e profonda per attività che richiedono spazi verticali controllati, accessibili tutto l’anno e indipendenti dalle condizioni del mare.

La scelta dell’acqua termale resta uno degli elementi centrali. A differenza delle vasche sportive, qui la temperatura naturale permette sessioni lunghe e riduce alcuni fattori di stress legati al freddo, un aspetto utile nella formazione subacquea, nei test medico-scientifici e nelle prove ripetute. In un impianto del genere, ha confidato un tecnico, “non si misura solo la profondità: si misura la stabilità dell’ambiente”. Una frase semplice, ma rende l’idea.

Ricerca scientifica, medicina subacquea e studi aerospaziali

La nuova vasca è pensata anche per attività di ricerca scientifica e medico-subacquea, ambiti nei quali servono condizioni riproducibili e un controllo preciso di profondità, tempi di immersione, temperatura e recupero. In acqua, il corpo cambia comportamento: respirazione, assetto, pressione, percezione dello spazio. Per questo una struttura come PHI12 può interessare centri di studio, università, medici iperbarici e specialisti della preparazione fisica.

Tra gli scenari indicati dai promotori figurano anche gli studi aerospaziali, settore in cui gli ambienti acquatici vengono usati da tempo per simulare alcune condizioni operative legate alla microgravità e all’addestramento in spazi complessi. Non si tratta di replicare lo spazio, ma di creare procedure, esercizi e protocolli in un contesto sicuro, monitorato, ripetibile. Solo allora i dati diventano confrontabili. E utilizzabili.

Addestramento, recupero e set cinematografici: le possibili applicazioni

Oltre alla ricerca, PHI12 punta a diventare una piattaforma per la formazione di forze specializzate nella ricerca e nel recupero, dai nuclei subacquei agli operatori impegnati in scenari di emergenza. Una colonna d’acqua di 44 metri consente simulazioni progressive, con profondità diverse e condizioni gestite da terra, senza i rischi logistici legati a mare aperto, correnti o visibilità variabile. Per chi si addestra, questo può fare la differenza.

Nel progetto trovano spazio anche i test industriali e le produzioni cinematografiche, due settori che cercano ambienti controllati per provare attrezzature, materiali, riprese e movimenti complessi sott’acqua. Un set verticale, riscaldato e monitorato, permette di lavorare con tempi più prevedibili e con squadre tecniche vicine agli operatori. Il primo litro d’acqua, a guardarlo da fuori, sembra poca cosa. In realtà, per Montegrotto Terme e per il polo di Y-40, è l’inizio della fase che porterà PHI12 dal cantiere alla sua funzione reale.

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