Ecologia

Tartaruga morde alcuni bagnanti in Puglia: le regole per evitare rischi

Tartaruga marina in acqua bassa vicino alla riva, mentre alcuni bagnanti e un bagnino osservano a distanza
Una tartaruga marina vicino alla battigia, con bagnanti e bagnino che mantengono le distanze e monitorano la situazione.

Le tartarughe marine Caretta caretta finite al centro delle segnalazioni nelle acque di Lesina, in Puglia, dopo alcuni morsi a bagnanti negli ultimi giorni non indicano, secondo i tecnici del progetto Life Turtlenest, un aumento dell’aggressività della specie, ma richiedono attenzione, monitoraggio e regole più chiare per la convivenza tra persone e fauna selvatica lungo le coste.

Tartarughe marine a Lesina, gli esperti: “Nessun allarme generalizzato”

“Non ci sono elementi per parlare di allarmi generalizzati”, hanno spiegato i tecnici di Life Turtlenest, progetto dedicato alla tutela della tartaruga marina attivo sulle coste italiane, spagnole e francesi. Il riferimento è agli episodi registrati nelle acque di Lesina, dove una tartaruga avrebbe morso alcuni bagnanti, attirando l’attenzione di residenti, turisti e operatori balneari.

Gli esperti invitano a non trasformare i singoli casi in una lettura più ampia del comportamento della specie. “Non possiamo parlare di aumento di aggressività né di una escalation di aggressioni da parte di tartarughe marine”, hanno chiarito. Il punto, semmai, è seguire da vicino questi episodi e capire se alcuni individui, in circostanze precise, possano manifestare reazioni difensive o legate all’ambiente in cui si trovano.

La Caretta caretta, ricordano i tecnici, è un animale selvatico. La sua presenza vicino alla costa, anche in piena stagione balneare, non rappresenta di per sé un’anomalia. Eppure, quando la distanza tra uomo e animale si riduce troppo, può crearsi una situazione difficile da gestire. In quel momento basta poco: un gesto, un avvicinamento, un tentativo di toccarla.

Caretta caretta e bagnanti, cosa può spiegare i morsi

Secondo Life Turtlenest, gli episodi di interazione aggressiva tra Caretta caretta e bagnanti restano “estremamente rari” e troppo limitati per trarre conclusioni statistiche. Potrebbe trattarsi, spiegano i tecnici, di singoli esemplari con un comportamento anomalo, oppure di reazioni territoriali, difensive o collegate alla ricerca di cibo.

Un’altra ipotesi riguarda la presenza di risorse alimentari concentrate in alcune aree costiere, magari per condizioni ambientali favorevoli. Se una tartaruga resta più a lungo vicino alla riva, aumenta anche la possibilità di incontri con i bagnanti. Non è un mistero: nelle settimane più affollate, spiagge e fondali bassi diventano spazi condivisi, spesso senza che le persone se ne rendano davvero conto.

La questione centrale, per gli esperti, è proprio questa sovrapposizione crescente tra la presenza della Caretta caretta nelle aree costiere e la stagione balneare. “Dobbiamo seguire questi casi con attenzione”, hanno ribadito, “per evitare nuovi incidenti”. Non con divieti generici, ma con informazione, sorveglianza e indicazioni comprensibili anche a chi arriva in spiaggia per poche ore.

Legambiente: animali selvatici da osservare, non da toccare

Il tema non riguarda solo il mare. Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente, ha richiamato quanto accaduto a Scanno, in Abruzzo, dove alcuni turisti si sarebbero avvicinati fino a toccare e circondare un cervo selvatico, provocandone la reazione. “La possibilità di osservare un animale selvatico da vicino non ci autorizza a cercare un contatto con lui”, ha detto Nicoletti.

Il ragionamento vale per i cervi, ma anche per tartarughe marine, delfini, lupi e orsi. La confidenza di un animale con la presenza umana, ha spiegato Nicoletti, non significa che quell’animale sia addomesticato o possa essere accarezzato, inseguito o alimentato. Una foto ravvicinata, un selfie, una mano allungata: gesti che sembrano innocui e invece possono modificare il comportamento dell’animale e creare rischi per tutti.

“Osservare, mantenere le distanze e non cercare mai il contatto”, ha aggiunto il rappresentante di Legambiente. È una regola semplice, quasi banale, ma spesso dimenticata nei luoghi turistici, dove la presenza di un animale diventa in pochi minuti un piccolo richiamo collettivo. E lì, tra telefoni alzati e curiosi troppo vicini, la situazione può cambiare.

Le regole in spiaggia: distanza, niente cibo e segnalazioni

Per Stefano Di Marco, responsabile del progetto Life Turtlenest, lo strumento principale resta l’informazione. “Sarebbe bene dotare i litorali di cartelli informativi chiari”, ha spiegato, in attesa di chiarire le motivazioni degli eventi avvenuti nelle acque di Lesina. Indicazioni semplici, visibili dagli accessi alla spiaggia e comprensibili anche ai turisti stranieri.

In caso di avvistamento di una tartaruga marina, le regole sono nette: non avvicinarsi, non toccarla, non inseguirla e non alimentarla. Se l’animale mostra comportamenti anomali o sembra in difficoltà, occorre contattare la Capitaneria di Porto, i centri di recupero o le associazioni ambientaliste presenti sul territorio. Meglio una segnalazione in più che un intervento improvvisato.

Attenzione anche ai nidi. Chi nota tracce sulla sabbia deve evitare di camminare nell’area, non toccare uova o sabbia vicino alle uova e non illuminare la tartaruga durante la deposizione. Bisogna allontanarsi e avvisare gli organismi competenti. La tutela della Caretta caretta passa anche da qui: meno contatto, più rispetto, una convivenza gestita con buon senso.

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