Una centrale idroelettrica costruita negli anni Venti del Novecento, incastonata tra le montagne bergamasche, è diventata a luglio 2026 il sito di un primato europeo: l’integrazione tra produzione idroelettrica e accumulo su batterie come unità di mercato unica. Si chiama BESS4HYDRO ed è operativo all’impianto Dossi di Enel a Valbondione, in Valseriana. Il progetto mette al centro il tema dell’accumulo idroelettrico su batterie, una combinazione che finora nessun altro operatore in Europa aveva realizzato in questa forma.
Cosa distingue BESS4HYDRO da un normale impianto di accumulo
Gli impianti di accumulo su batterie non sono una novità nel panorama energetico europeo. Quello che rende BESS4HYDRO diverso — e tecnicamente rilevante — è il modo in cui il sistema è strutturato: la batteria agli ioni di litio non affianca semplicemente le turbine idroelettriche, ma si integra con loro in modo da formare un’unica unità che partecipa al mercato dell’energia.
Questa distinzione non è solo formale. Sul mercato elettrico, la capacità di offrire servizi di flessibilità — cioè rispondere rapidamente alle variazioni di domanda e offerta — dipende anche dalla classificazione dell’impianto. Un sistema ibrido che combina idroelettrico e battery energy storage system (BESS) come entità unica può potenzialmente operare con una maggiore efficienza rispetto a due impianti separati, coordinando in tempo reale la risposta della batteria con quella delle turbine.
Fino all’inaugurazione di Valbondione, nessun progetto europeo aveva realizzato questa integrazione nella forma di una singola unità di mercato. Enel lo ha fatto su un impianto storico, attivo da un secolo, trasformandolo in un banco di prova per un modello potenzialmente replicabile.
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La centrale Dossi: cent’anni di storia, una nuova funzione
L’impianto idroelettrico di Dossi è stato costruito negli anni Venti del Novecento. Si trova a Valbondione, in provincia di Bergamo, nell’alta Val Seriana, ed è gestito da Enel. Come molte centrali idroelettriche italiane di quella generazione, ha attraversato decenni di esercizio continuativo, contribuendo alla produzione di energia rinnovabile in una delle regioni industrialmente più attive d’Italia.
Scegliere un impianto esistente — e non una struttura nuova — per ospitare il progetto BESS4HYDRO non è un dettaglio secondario. Significa che il modello ibrido di accumulo idroelettrico su batterie può, in linea di principio, essere applicato anche a infrastrutture già operative, senza richiedere la costruzione di nuovi siti. Questo aspetto ha un peso considerevole nel contesto europeo, dove il patrimonio di centrali idroelettriche esistenti è ampio ma spesso sottoutilizzato rispetto al potenziale di flessibilità che potrebbe offrire.
L’inaugurazione si è tenuta a luglio 2026, alla presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
Il finanziamento europeo e il significato del riconoscimento
Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea. Il sostegno europeo a BESS4HYDRO non è solo un fatto economico: indica che la Commissione ha ritenuto questo tipo di integrazione tra accumulo idroelettrico e batterie coerente con gli obiettivi del Green Deal e con la necessità di aumentare la flessibilità delle reti elettriche nel continente.
Le reti europee stanno attraversando una fase di trasformazione profonda. L’aumento della produzione da fonti variabili — solare ed eolico in primo luogo — rende sempre più necessaria la capacità di bilanciare in tempo reale l’offerta e la domanda. I sistemi di accumulo sono una delle risposte tecnologiche a questa esigenza, ma la loro integrazione con l’idroelettrico esistente rappresenta una frontiera ancora poco esplorata a livello industriale.
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BESS4HYDRO si posiziona esattamente su questa frontiera. Il finanziamento europeo segnala che istituzioni come la Commissione europea per l’energia considerano questo modello degno di essere sviluppato e, potenzialmente, replicato in altri contesti nazionali.
Perché l’integrazione tra idroelettrico e batterie è più complessa di quanto sembri
Combinare una turbina idroelettrica con un sistema di accumulo su batterie richiede di risolvere problemi tecnici e regolatori che non sono banali. Le turbine idroelettriche hanno tempi di risposta relativamente lenti rispetto alle batterie, che possono erogare o assorbire energia in frazioni di secondo. Coordinare i due sistemi — e farli operare come un’unità sola sul mercato — richiede sia soluzioni di controllo sofisticate sia un quadro normativo che riconosca questa configurazione.
Il fatto che BESS4HYDRO sia il primo impianto europeo di questo tipo suggerisce che le barriere, fino a poco tempo fa, erano ancora significative. Non si tratta solo di tecnologia: i mercati elettrici europei sono organizzati in modo da classificare separatamente produzione e stoccaggio, e la creazione di un’unità ibrida ha richiesto un lavoro specifico anche sul piano della partecipazione al mercato.
Proprio per questo, il valore del progetto va oltre il singolo impianto. Se il modello funziona — e la valutazione richiederà tempo e dati operativi — potrebbe diventare un riferimento per altri operatori che gestiscono centrali idroelettriche in Europa e cercano modi per aumentarne la flessibilità senza costruire nuove infrastrutture.
Resta da osservare come il sistema si comporterà nelle diverse stagioni, in particolare nei periodi di bassa portata idrica, quando la componente batteria assume un peso maggiore nella risposta alla rete. Sono questi i dati che, nei prossimi mesi, diranno quanto il modello BESS4HYDRO sia effettivamente scalabile.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








