Il 22 ottobre 2026 a Storo, in provincia di Trento, è stato inaugurato H2_POLYTECH, un impianto per la produzione di idrogeno verde realizzato all’interno di un’area industriale dismessa. Il progetto, promosso da Polytec Energy S.r.l. e BM Group Holding S.p.A., rappresenta uno degli esempi più concreti di come l’idrogeno verde in Trentino stia passando dalla fase sperimentale a quella operativa, con un finanziamento che arriva direttamente dal PNRR e dalla cornice europea di Next Generation EU.
Un impianto nato da un bando provinciale per le aree dismesse
H2_POLYTECH non è nato per iniziativa spontanea dei due promotori, ma è il risultato di una selezione pubblica. La Provincia Autonoma di Trento ha promosso un bando specifico per impianti di produzione di idrogeno verde localizzati in aree industriali dismesse, e il progetto di Polytec Energy e BM Group è stato tra quelli selezionati.
Questa scelta di politica industriale ha una logica precisa: non consumare nuovo suolo, ma recuperare spazi già compromessi dal punto di vista ambientale e produttivo. Le aree industriali dismesse rappresentano spesso un problema per i comuni che le ospitano — costi di bonifica, degrado urbano, perdita di identità produttiva. Trasformarle in infrastrutture per l’energia pulita è una risposta che affronta più problemi contemporaneamente, anche se i risultati concreti dipendono sempre dalla scala dell’intervento e dalla sua integrazione con il territorio circostante.
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Il finanziamento è inquadrato nell’Investimento 3.1 del PNRR, dedicato proprio alla produzione di idrogeno in aree industriali dismesse, nell’ambito della Missione 2 del piano nazionale, sostenuta dai fondi europei di Next Generation EU. Questo significa che il progetto risponde a criteri definiti a livello nazionale ed europeo, e che il suo avanzamento è monitorato secondo le scadenze e gli obiettivi del piano.
La capacità dell’impianto: 1 MW di elettrolisi
Sul piano tecnico, il dato verificato è la capacità installata di 1 MW. Si tratta di un impianto di taglia medio-piccola nel panorama degli elettrolizzatori industriali, ma significativo in un contesto territoriale come quello trentino, dove la scala degli interventi riflette spesso le dimensioni dei comuni e delle valli coinvolte.
L’elettrolisi — il processo che separa l’idrogeno dall’acqua utilizzando corrente elettrica — produce idrogeno definito “verde” quando l’energia impiegata proviene da fonti rinnovabili. Su questo punto il brief disponibile non fornisce dettagli specifici sulla fonte energetica utilizzata dall’impianto di Storo, né sui volumi di produzione attesi. Sono informazioni rilevanti per valutare l’effettiva impronta ambientale dell’impianto, e sarà importante che emergano nei prossimi mesi attraverso comunicazioni ufficiali.
Quello che si può dire con certezza è che un impianto da 1 MW si colloca in una fase ancora esplorativa della filiera dell’idrogeno verde: non è la scala necessaria per alimentare grandi reti industriali, ma può servire applicazioni locali, dalla mobilità pesante alla fornitura a piccole utenze industriali. La reale utilità dipenderà da come verrà integrato nell’ecosistema energetico e produttivo della Valle del Chiese.
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Idrogeno verde in Trentino: un tassello di una strategia più ampia
L’inaugurazione di H2_POLYTECH a Storo si inserisce in un quadro più ampio. La Provincia Autonoma di Trento ha scelto di utilizzare gli strumenti messi a disposizione dal PNRR per avviare una transizione energetica che tenga conto delle specificità del territorio alpino: alta disponibilità di energia idroelettrica, presenza di aree industriali da riconvertire, e una tradizione di autonomia nella gestione delle risorse locali.
L’idrogeno verde in Trentino non è quindi un tema astratto: il bando provinciale che ha selezionato H2_POLYTECH dimostra che esiste una volontà istituzionale di strutturare questa filiera partendo da progetti concreti e finanziariamente sostenuti. Il rischio, comune a molti interventi PNRR, è che i tempi di realizzazione e le scadenze europee creino pressioni che privilegiano la velocità di esecuzione rispetto alla qualità dell’integrazione territoriale.
Per chi segue lo sviluppo delle infrastrutture energetiche in Italia, il caso di Storo è interessante proprio perché combina tre elementi che raramente si trovano insieme: un finanziamento pubblico strutturato, una localizzazione su area dismessa, e una dimensione provinciale che permette un controllo più diretto sull’uso dei fondi. Ulteriori informazioni sull’impianto sono disponibili sul sito ufficiale di BM Group.
Nei prossimi mesi si capirà meglio se H2_POLYTECH riuscirà a diventare un modello replicabile — e in che misura la produzione di idrogeno verde in Trentino potrà scalare oltre la dimensione pilota per incidere in modo misurabile sulla decarbonizzazione del territorio.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








