Chi possiede un’auto di media cilindrata o una moto ha buone ragioni per guardare con attenzione a quanto previsto per il prossimo anno fiscale: il decreto-legge 162/2026, approvato dal Consiglio dei Ministri, introduce una sospensione del bollo auto 2027 per tutti i veicoli con potenza non superiore a 80 kW, pari a circa 109 CV. Una misura che interessa una fetta consistente del parco circolante italiano, ma con criteri precisi che vale la pena conoscere bene prima di dare per scontata l’esenzione.
Cosa prevede esattamente la sospensione
Il provvedimento non è un’abolizione definitiva del bollo, ma una sospensione valida per l’intero anno 2027. La distinzione non è banale: significa che la misura ha un orizzonte temporale definito e che, salvo ulteriori interventi legislativi, il tributo tornerà nella sua forma ordinaria a partire dal 2028.
Il criterio centrale è la potenza del veicolo: fino a 80 kW si è esonerati dal pagamento, sopra quella soglia il bollo rimane dovuto nei termini consueti. Gli 80 kW corrispondono a circa 109 CV, una soglia che esclude le auto sportive e i modelli di fascia alta, ma che copre la gran parte delle utilitarie, delle citycar, di molte berline compatte e di una quota significativa di vetture ibride di piccola taglia.
Rientrano nell’esenzione anche motocicli e ciclomotori con potenza entro il limite stabilito, il che amplia ulteriormente la platea dei beneficiari.
Chi può accedere all’esenzione e chi no
Qui sta il punto più importante da chiarire, perché l’esenzione non è universale. Il decreto-legge 162/2026 la riserva esclusivamente alle persone fisiche: sono escluse le società, le imprese e qualsiasi altro soggetto giuridico. Chi intestato il veicolo a una partita IVA o a una società, anche se si tratta di un’auto di piccola cilindrata, non potrà beneficiare della sospensione.
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C’è un secondo vincolo altrettanto rilevante: ogni persona fisica può applicare l’esenzione a un solo veicolo. Chi possiede più auto o più moto entro gli 80 kW dovrà quindi scegliere per quale mezzo usufruire del beneficio, mentre per gli altri veicoli il bollo resterà dovuto normalmente.
Questo doppio limite — soggettivo e quantitativo — riduce il rischio che la misura venga utilizzata in modo distorto, ma introduce anche una complessità gestionale che chi ha un parco veicoli familiare numeroso dovrà valutare con attenzione.
Quali veicoli rientrano concretamente nella soglia degli 80 kW
Per capire chi risparmia davvero, vale la pena ragionare in termini concreti. La soglia degli 80 kW include la maggior parte delle auto più diffuse sul mercato italiano: modelli come le utilitarie di segmento A e B, molte berline di segmento C con motorizzazioni base, e buona parte delle ibride full hybrid e mild hybrid di piccola taglia. Sono invece escluse le versioni più potenti di queste stesse famiglie di auto, oltre a SUV e berline di segmento D in poi.
Per i motocicli, la soglia degli 80 kW copre una gamma molto ampia: la maggior parte delle moto di media cilindrata rientra in questo limite, con le eccezioni concentrate tra le maxi-naked e i modelli sportivi di alta gamma.
Chi non è sicuro della potenza del proprio veicolo può verificarla sul libretto di circolazione, alla voce P.2 (potenza massima netta del motore, espressa in kW). Per chi preferisce una verifica ufficiale, il sito dell’ACI fornisce informazioni aggiornate sull’esenzione e gli strumenti per controllare la propria posizione.
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Quanto si risparmia e perché non è semplice dirlo
Il risparmio concreto dipende da variabili che cambiano da caso a caso: la regione di residenza (il bollo è un tributo regionale e le tariffe variano sensibilmente tra le diverse amministrazioni), la potenza specifica del veicolo e la sua categoria fiscale. Non esiste un importo fisso valido per tutti.
In linea generale, per un’auto con potenza intorno ai 60-70 kW, il bollo annuale si colloca tipicamente in una fascia che può andare da poche decine di euro fino a oltre cento, a seconda della regione e dell’anzianità del veicolo. Per le moto, gli importi sono generalmente più contenuti. Qualsiasi cifra specifica andrebbe verificata sulla base della propria situazione concreta, consultando il portale della propria regione o quello dell’ACI.
Cosa rimane ancora da chiarire
Il quadro normativo, pur definito nei suoi elementi principali, presenta ancora margini di incertezza su alcuni aspetti applicativi. Le modalità operative con cui le regioni recepiranno la sospensione, le eventuali istruzioni tecniche per i casi limite e le procedure per chi possiede più veicoli sono dettagli che potrebbero essere precisati nei mesi successivi all’approvazione del decreto, attraverso circolari ministeriali o indicazioni regionali.
È quindi consigliabile non agire sulla base di informazioni parziali, soprattutto per chi si trova in situazioni meno lineari: veicoli intestati a più persone, famiglie con più auto entro la soglia, o casi in cui la potenza del veicolo si avvicina molto agli 80 kW. In questi casi, attendere le istruzioni operative ufficiali è la scelta più prudente.
Quello che è certo è che, per milioni di automobilisti italiani con un veicolo di ordinaria cilindrata intestato a proprio nome, il 2027 si apre con un alleggerimento fiscale concreto — limitato nel tempo, ma reale. La sospensione del bollo auto 2027 è una delle misure più dirette nel toccare la spesa ordinaria delle famiglie, e per questo vale la pena monitorare gli sviluppi normativi nelle prossime settimane.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








