Il mondo compra autobus elettrici, e noi?

Dall'India al Cile le più grandi metropoli fanno acquisti faraonici di autobus elettrici, in Italia la gara Consip per 50 bus a batteria va deserta.


autobus elettrici mercedes citaro amburgo


Il governo di Delhi, la città più popolosa dell'India e la sesta al mondo con oltre 16 milioni di abitanti censiti, ha deliberato l'acquisto di 1.000 autobus elettrici per il servizio di trasporto pubblico urbano.

Mille, una cifra talmente alta che persino alcuni politici e giornali indiani hanno messo in dubbio le capacità di Delhi Integrated Multi-Modal Transit System (DIMTS, consulente che curerà le procedure di gara) di gestire un affare talmente grosso.

Pochi giorni fa Santiago del Cile ha deliberato, invece, l'acquisto di 100 autobus elettrici che saranno costruiti dalla cinese BYD e verranno consegnati a partire da novembre.

Ancora qualche giorno prima la città di Londra ha acquistato 68 mezzi pubblici elettrici a due piani di BYD e dell'indiana Optare che, quando saranno consegnati tutti, porteranno il numero di bus elettrici circolanti nella capitale UK a 240.

Sempre BYD ha appena venduto 4 mezzi elettrici alla città di Saint Albert in Canada e altri 48 ne ha venduti a Oslo, in Norvegia. Dall'altra parte dell'oceano atlantico, in Canada, la Toronto Transit Commission (TTC) ha deliberato l'acquisto di 60 bus elettrici da consegnare entro metà 2020 e ne comprerà altri 847 entro il 2027. Toronto ha 2,8 milioni di abitanti, tanti quanti ne ha Roma.

In Olanda la città di Rotterdam (620 mila abitanti, meno di Palermo) ha appena acquistato da Vdl Bus & Coach 55 nuovi autobus elettrici da consegnare entro il 2019, più altri 50 per il 2024 e altri 110 nel 2029.

A maggio Mercedes ha venduto 20 nuovi autobus elettrici eCitaro alla città di Amburgo, in Germania. Ed è giusto far notare che li ha comprati sulla carta, perché a maggio Mercedes neanche li aveva ancora presentati ufficialmente gli eCitaro.


In Giappone, invece, Toyota prevede di vendere oltre 100 autobus elettrici a idrogeno Sora fuel cell entro il 2020, soprattutto nell'area metropolitana di Tokyo con cui sta già dialogando in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici che si terranno lo stesso anno.

La lista delle città che stanno acquistando a mani basse dai costruttori di autobus elettrici potrebbe continuare ancora, tra commesse piccole e grandi. C'è da chiedersi, allora, se anche l'Italia stia seguendo questo trend. La risposta, con poche eccezioni che lasciano un barlume di speranza, è no.

Consideriamo a parte lo scandaloso caso dei 47 autobus Irisbus Civis Trolley elettrici/diesel che avrebbero dovuto rivoluzionare la mobilità a Bologna, ma sono finiti in vendita a Como perché mai utilizzati: fa storia a sé.


Milano (1,3 milioni di abitanti) ha acquistato l'anno scorso 25 autobus elettrici, Torino (900 mila abitanti) ne ha acquistati sempre nel 2017 23.

La capitale lombarda, secondo quanto prevede il piano industriale di Azienda Trasporti Milanesi S.p.A., comprerà solo autobus elettrici a partire dal 2020 e otterrà un parco circolante completamente elettrico nel 2030.

C'è poi una manciata di altre commesse, tutte tra i 10 e i 20 autobus a batteria, già assegnate o in fase di gara in alcuni comuni del nord Italia.

E poi c'è il caso: il lotto 1 (50 autobus elettrici corti a pianale ribassato) della gigantesca gara pubblica d'appalto nazionale della Consip è andato deserto. Un lotto da 17.742.565 euro su un totale di gara da 649 milioni di euro, poi diventati 494 milioni con i ribassi d'asta.

Nessuno ha voluto presentare offerte per il lotto degli autobus elettrici: troppi pochi soldi a disposizione. Nel frattempo, però, sono andati aggiudicati gli altri 8 lotti per un totale di 1.200 autobus a gasolio, 200 a metano e 100 ibridi.

E poi c'è "il caso a parte": Roma. Nella capitale d'Italia che ha lo stesso numero di abitanti di Toronto (che vuole superare i 900 bus elettrici entro 9 anni da oggi) il bando di gara per 320 autobus a gasolio è andato deserto. Nessuno ha presentato offerte o per motivi economici o per ragioni industriali.

Ma poco cambia: nella città dove gli autobus vanno a fuoco da soli non arriveranno, almeno non a breve, nuovi mezzi ecologici (e neppure diesel) per sostituire i mezzi vetusti.

Non stanno meglio a Napoli (quasi un milione di abitanti, una volta e mezzo Rotterdam) dove i mezzi cadono a pezzi a causa del quasi fallimento di Azienda Napoletana Mobilità il cui piano di salvataggio è in mano ai giudici del Tribunale visto che è in concordato preventivo.

Ma, almeno, dall'anno prossimo a Napoli arriveranno 9 bus elettrici: sono quelli dell'aeroporto di Capodichino e trasporteranno i passeggeri dalla pista d'atterraggio al gate e viceversa. Così, giusto per assaggiare la mobilità pubblica sostenibile.

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