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Energia eolica

Pubblicato: 01 set 2005 da Bricke

Commenti dei lettori

Energia EolicaLa Spagna, lo scorso anno, ha aggiunto 2.065 MW di energia eolica un incremento del 33% rispetto al 2003 portando a 8.263 MW la produzione totale. La Germania è il leader con 16.000 MW insallati. Attualmente in Italia siamo solo a quota 1.400 MW
Il problema dell’installazione di impianti eolici, come qualsiasi altra installazione umana, è l’impatto ambientale. E’ necessario provvedere ad un piano nazionale ed una distribuzione equa sul territorio.
A tal proposito riceviamo e pubblichiamo un appello del comitato pugliese: “Comitato Liberiamo il vento”

Preg.ma
Redazione
ECOBLOG.IT

Oggetto: un appello popolare ed un aiuto per la razionalizzazione dell’eolico a Faeto (FG) e nel Subappennino dauno. Una popolazione inerme verso questo scempio che non porta alcun beneficio.

Preg.ma Redazione,
siamo un gruppo di oltre duecento persone che da sempre apprezzano moltissimo la Vostra attività giornalistica e divulgativa e la serietà delle Vostre posizioni.
Noi siamo di Faeto, in Provincia di Foggia, un comune che è considerato, con i suoi 866 m. s.l.m., il paese più alto della Puglia.

Il nostro paese era incontaminato e paesaggisticamente incantevole sino a qualche anno fa quando l’Amministrazione locale, che si è peraltro riconfermata alle elezioni del 2005, ha deliberato, con una decisione lampo e senza coinvolgere minimamente la popolazione nonostante fosse stata prevista nel Programma amministrativo l’indizione del referendum popolare su tale tema, di costruire un parco eolico.
La gente del nostro paese ha iniziato ad assistere ad un via vai di giganteschi camion, di betoniere e di fuoristrada che impolveravano sempre di più le strade interne ed esterne e che, con la loro frenetica quanto sconosciuta attività, stavano modificando per sempre i connotati del nostro territorio.
Iniziavano a stagliarsi sui crinali dei nostri meravigliosi monti, disseminati di faggeti e querceti, di sorgenti di acque cristalline oltre che di una fauna di assoluto pregio che comprende lupi, cinghiali ed una sterminata varietà di volatili, alcuni invadenti giganti senz’anima, collocati senza alcuna logica ed armonia visiva, che spezzavano irrimediabilmente e per sempre la quiete incontaminata di quei luoghi e che creavano un impatto ambientale talmente devastante da non poter essere accettato per nessuna ragione.
I parchi eolici sono stati localizzati in luoghi che rientrano o che sono limitrofi a zone boschive di primaria importanza, a zone catalogate come SIC e PUTT, a zone che sono state incluse nell’area del Parco dei Monti Dauni Meridionali senza trascurare il fatto che il 90% del nostro territorio è sottoposto ai vincoli dell’Autorità di Bacino della Puglia e di quella del Liri – Garigliano.
L’Amministrazione locale dal 2000 sino ad oggi non ha mai indetto un’assemblea popolare, così come previsto dallo Statuto comunale ex artt. 32 e 36-37, per spiegare alla gente, siamo un paese di appena 800 abitanti, il perché di tale decisione e, soprattutto, i benefici, in primis economici e lavorativi, derivanti da essa e per decidere democraticamente con la popolazione se procedere o meno a tale scelta.
Fatto sta che attualmente ci ritroviamo ad avere sul nostro territorio ben 42 pale eoliche installate senza neanche tenere nel dovuto conto le disposizioni contenute nelle Linee Guida emanate dalla Regione Puglia nel Gennaio 2004 per ciò che concerne, ad esempio, le distanze ed il rispetto dell’avifauna e dell’ecosistema in genere.

A maggior riprova di quanto sino ad ora esposto vi è il fatto che l’Amministrazione locale, in modo recidivo, ha deciso di installare altre 35 pale eoliche in una zona altrettanto importante a livello naturalistico e paesaggistico senza comunicare nulla alla popolazione. Con una freddezza burocratica tipica degli stati totalitari essa ha commissionato un progetto, uno screening per l’assoggettabilità alla Valutazione di Impatto Ambientale ed uno studio di incidenza ambientale dopodiché ha stipulato una convenzione con la Società che si occuperà della costruzione nonché della gestione del parco eolico. Vigono il silenzio e l’insabbiamento più assoluti.
A questo ulteriore parco eolico l’Amministrazione locale vuole aggiungerne altri due i cui progetti, però, sono in fase di stesura. Essi prevedono l’installazione di altre 50 pale eoliche. Ci troveremo, quindi, in un territorio di 24, 12 kmq ad avere ben 120 pale eoliche con una densità di 0,23 pale eoliche per kmq!

Uno scempio in piena regola perpetrato senza la benché minima possibilità di partecipazione popolare, un disastro ambientale per il nostro paese che possiede una forte vocazione turistica, con centinaia di presenze nella stagione estiva ed invernale, e che potrebbe vedere irrimediabilmente compromesse le potenzialità ancora inespresse.
Il Comitato contro l’eolico selvaggio LIBERIAMO IL VENTO, che abbiamo da poco costituito e che già conta oltre cento iscritti, nasce proprio da questo moto di ribellione e ad impulso di alcuni componenti della minoranza che siede in Consiglio Comunale che sono parte imprescindibile di tale Comitato e che ci informano su tutto quello che accade e che il Sindaco ci vuole abilmente nascondere.
L’Amministrazione locale ha detto, in qualche Consiglio comunale degli anni scorsi, che la scelta dell’eolico era dettata da motivi di risanamento del bilancio comunale. Ebbene, neanche dal punto di vista economico il nostro Paese ha, sinora, tratto rilevanti vantaggi.
L’entrata che il nostro Comune ottiene attualmente per le 42 pale eoliche già installate si aggira sui 150.000 euro annuali e ciò significa che per ogni aerogeneratore noi percepiamo annualmente la sbalorditiva cifra di 3.500 euro circa! Con le altre 35 pale che hanno deciso di installare percepiremmo un canone di 270.000 euro l’anno che corrisponderebbe a 7.700 euro circa l’anno per aerogeneratore.
Una cifra che noi riteniamo assolutamente inadeguata a risollevare le sorti del tanto vituperato bilancio comunale, che viene sempre utilizzato come alibi per giustificare questo tipo di scelte, anche perché questi soldi non vengono neanche utilizzati per attività socialmente rilevanti o per ridurre la pressione fiscale.
Il Comune di Faeto, in sostanza, percepisce, da un calcolo effettuato, sulla produzione di energia elettrica ottenuta dalle pale eoliche attualmente in funzione un misero 1,1% che è una cifra vergognosa se rapportata ai milioni di euro di guadagni ottenuti dalle società dell’eolico presenti in zona.
Noi dobbiamo, dunque, sopportare un costo elevatissimo in termini ambientali ed ottenere un ricavo miserrimo in termini economici. L’Amministrazione locale ha detto, in qualche Consiglio comunale, che la scelta dell’eolico avrebbe creato posti di lavoro di cui sarebbe stata beneficiaria la manodopera locale.
Ebbene, neanche qui abbiamo conferme. Se passiamo, infatti, a considerare l’aspetto occupazionale i dati sono ancora più sconfortanti. Il settore eolico a Faeto ha prodotto un incremento occupazionale pari ad un paio di posti di lavoro a tempo indeterminato tra i giovani locali con prospettive future veramente allarmanti.
Da tutto ciò discende che il Nostro Paese sta subendo questa invasione, questo deturpamento territoriale senza trarne alcun beneficio. Noi, attualmente, il nostro contributo ai dettami previsti dal Protocollo di Kyoto, che riteniamo non sia neanche conosciuto dagli amministratori locali, ed all’incremento nell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, tematica mai affrontata dai frettolosi amministratori locali, siamo certi di averlo dato. Attualmente produciamo oltre 30 MW di energia, che riteniamo essere un contributo più che sufficiente, e se dovessero essere realizzate le altre 35 pale eoliche di cui abbiamo detto sopra arriveremmo ad una produzione di oltre 100 MW che rappresenterebbe una cifra spropositata ed un prezzo troppo alto da pagare per un Comune di così piccole dimensioni.

La invitiamo a tener conto di questa situazione incresciosa e in qualche modo a risollevare le sorti di una popolazione a cui si sta imponendo l’eolico selvaggio senza possibilità alcuna di scelta. Vorremmo che Lei fosse al nostro fianco in questa battaglia. Riteniamo che sia assolutamente necessario fondere le forze attive disponibili al fine di lottare per la salvaguardia del nostro territorio. E’ quanto mai opportuno agire, non restare vittime silenziose di uno scempio inspiegabile. Non vogliamo essere vittime silenziose ma attori protagonisti di un cambiamento possibile ma soprattutto sostenibile.
Ciò che è stato fatto finora non è più sostenibile o forse non lo è mai stato. Non lasciamo che logiche economiche e for profit attecchiscano indisturbate e per questo coscientemente e onestamente diciamo “no all’eolico selvaggio, stop allo scempio del territorio”.
Il nostro movimento raccoglie gente di decine di Comuni limitrofi al nostro che rivendicano un diritto di scelta sul loro territorio.
Abbiamo organizzato un Forum il 20 Agosto scorso che ha visto una nutrita partecipazione popolare e di eminenti esponenti dell’ambientalismo nazionale e di esponenti politici.
Le chiediamo che questo problema venga finalmente affrontato anche dalla stampa nazionale con la giusta rilevanza e che ci aiuti a livello regionale a fermare questo scempio inaudito, di cui noi sappiamo qualcosa solo per merito dell’Opposizione, e noi abbiamo bisogno di un Suo aiuto in questo senso.
La salutiamo cordialmente.

Faeto lì 31-08-2005

Con profonda stima

Il Comitato contro l’eolico selvaggio
LIBERIAMO IL VENTO
Via Fontana n. 10
Faeto (FG)

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44 commenti

Commenti dei lettori

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  • eolo

    02 set 2005 - 11:10 - #1
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    Non se ne puo’ piu’ delle proteste contro le energie rinnovabili. O è il petrolio che vi da dipendenza, oppure non sapete quello che dite (secondo me)

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    02 set 2005 - 14:38 - #2
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    Da quello che ho potuto capire il problema non è protestare contro le rinnovabili ma contro l’installazione di centrali eoliche concentrate in unico punto. Può essere un punto condiviso o meno ma va preso in considerazione. Personalmente io credo che la prima priorità sia il risparmio energetico. In ogni caso preferisco una centrale eolica in più piuttosto del petrolio. Ma non tutti la pensiamo allo stesso modo. Non ci rimane che dialogare cercando una scelta condivisa.

  • Cla

    05 set 2005 - 11:51 - #3
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    A me sembra la solita storia italiana:
    buoni propositi ma pessime e soprattutto opportunistiche realizzazioni.

  • Profilo di Attilio

    Attilio

    09 set 2005 - 11:03 - #4
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    In Germania ci sono centrale eoliche dovunque. Li mi sembra che il problema del panorama non se lo pongono. Anche perchè se continuiamo così non avremo più nessun panorama da vedere.
    Sempre la solita storia del “non nel mio giardino”. tutti usano i cellulari ma nessuno vuole l’antenna, tutto producono rifiuti ma nessuno vuole l’inceneritore, tutti si lamentano del petrolio, ma nessuno usa le alternative…

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    09 set 2005 - 12:17 - #5
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    Sono d’accordo con te Attilio. Tutti consumano ed inquinano e non vogliono le conseguenze nel loro giardino.
    Ma attenzione a non semplificare.
    Per esempio io non vorrei un inceneritore perchè preferirei riciclare. Alcuni comuni riciclano quasi la totalità dei loro rifiuti.
    Le centrali eoliche a me piacciono, però trovo corretto distribuirle equamente sul territorio e in posizioni strateggiche. In ogni caso meglio una centrale eolica che consumare petrolio.

    Consiglio ProRinnovabili per approfondire l’argomento.

  • Profilo di Attilio

    Attilio

    09 set 2005 - 17:07 - #6
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    io vivo in un comune dove si fa l’80% di differenziata. ma l’incenerito rimane comunque necessario. Magari solo per un 10% dei rifiuti totali, ma necessario.
    Il sogno è uno per regione, ma per ora ne servono molti in più.
    Vivo in provincia di napoli e penso che tu copisca come sento il problema dei rifiuti

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    09 set 2005 - 17:16 - #7
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    Quindi mi dici che un comune vicino Napoli ricicla l’80%!
    Mi sembra un’ottima notizia. E’ vero, per il momento l’inceneritore sembra essere il modo migliore per smaltire i rifiuti non riciclabili. E comunque alla fine del processo rimane una parte che forzatamente va messa in discarica. Ma è veramente la minima parte, non la maggior parte come avviene oggi.
    Il problema è che spesso si pensa all’inceneritore al posto del riciclaggio. Stiamo andando un po’ fuori tema rispetto all’eolico. :)

  • Profilo di Attilio

    Attilio

    10 set 2005 - 10:11 - #8
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    eheh, me la tiro un pò… 83% di differenziata e premio legambiente nel 2002 per la migliore raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio del sud ;) peccato che siamo solo un puntino nello scenario della provincia

  • fabrizio sarbaggiu

    11 set 2005 - 00:56 - #9
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    Sono sconcertato di fronte a tante insensate ragioni, siete i soliti (CENSURATA)incapaci di comprendere che il futuro libero dal petrolio comporta alcune privazioni, sacrifichiamo il paesaggio se questo comporta aggiungere qualche MW ai nostri miseri Watt provenienti da fonti di energia rinnovabili.
    Mi rivolgo al genio che capeggia sto stuolo di (CENSURATA) che si oppongono al futuro sostenibile del nostro martoriato pianeta, TROVATI QUALCOSA DI UTILE DA FARE: FAI QUALCHE SOLDO E RICOPRI IL TETTO CON PANNELLI FOTOVOLTAICI FATTI L’ENERGIA IN CASA, CON QUELLO CHE AVANZA FACCI ANDARE LA MACCHINA, (CENSURATO)! Smetti di inquinare, fai la raccolta differenziata ed usa la bicicletta durante la bella stagione. Adesso che ho sfogato la mia indignazione, mi scuso per i toni.

  • Comitato Liberiamo il vento

    13 set 2005 - 12:56 - #10
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    Caro fabrizio,
    da quello che hai risposto si denota una scarsa capacità di comprendere i problemi che abbiamo posto. E poi le offese no! Il tuo infervoramento è molto strano…noi caro fabrizio siamo ecologisti forse anche prima che tu lo fossi e rispettiamo la natura e cerchiamo di non inquinare…non darci lezioni di educazione esenso civico di cui tu forse avresti più bisogno. Noi non abbiamo offeso nessuno e non vediamo perchè tu ci debba offendere…vogliamo solo che si parli dell’eolico, al quale non siamo affatto contrari e perciò leggi meglio le cose prima di eruttare insensatamente, ma contro l’eolico selvaggio e contro la svendita del nostro territorio fatta da alcuni amministratori incapaci ad alcuni mercenari delle società eoliche. Noi vogliamo essere padroni del nostro destino e pianificare le sorti del nostro territorio. Solo questo volevamo dire cercando di creare un dibattito su questa tematica vista da un’altra ottica. Ma i maleducati sono sempre in agguato ed è inutile parlare e confrontarsi con chi offende chi non conosce neanche e non sapendo nemmeno perchè lo fa. Calmati caro fabrizio e cerca tu qualcosa da fare e soprattutto un luogo in cui andare a sfogare la tua maleducazione.
    Distinti saluti
    Il Comitato contro l’eolico selvaggio
    Liberiamo il vento
    Faeto (FG)

  • Comitato Liberiamo il vento

    13 set 2005 - 16:09 - #11
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    La protesta dei cittadini del Subappennino dauno
    Eolico selvaggio: Le centrali eoliche mettono in subbuglio un’intera area

    Costituiti decine di comitati che protestano per il deterioramento paesaggistico: un territorio che rischia di avere centinaia di pale eoliche e scadenti benefici economici che ricadono sui paesi sia in termini economici che lavorativi.

    La protesta e un appello, vengono da un gruppo di lettori che hanno costituito decine di Comitati contro l’eolico selvaggio che contano centinaia e centinaia di iscritti
    I cittadini sottolineano che gli aerogeneratori si trovano in luoghi che rientrano o che sono limitrofi a zone boschive di primaria importanza, a zone catalogate come SIC e PUTT, a zone che sono state incluse nell’area del Parco dei Monti Dauni Meridionali, da sottolineare che il 90% del territorio è sottoposto ai vincoli dell’Autorità di Bacino della Puglia e di quella del Liri-Garigliano.
    Non è stata mai indetta un’assemblea popolare per far capire alla gente il perché di tale decisione e, soprattutto, i benefici, sia economici e lavorativi, derivanti da essa e per coinvolgerla democraticamente nella scelta. Forse chiediamo troppo se desideriamo essere coinvolti in un processo democratico di scelta?
    Signor Fabrizio lo sai o no che noi non ne traiamo alcun beneficio? Lo sai o no che paghiamo solo il costo dell’impatto ambientale? Lo sai che con i pochi soldi incamerati dai bilanci comunali non viene effettuata alcuna attività socialmente rilevante? Lo sai che sono stati creati solo pochissimi posti di lavoro? E quindi noi cosa stiamo a fare siamo forse sempre i soliti che devono farsi colonizzare in silenzio? Caro amico quel tempo è finito!!! Svegliati anche tu ed analizza nel profondo il problema che poniamo.

    Il Comitato contro l’eolico selvaggio
    LIBERIAMO IL VENTO

    Il Comitato contro l’eolico selvaggio di Montecalvello
    Troia (FG)

    Il Comitato contro l’eolico selvaggio di
    Alberona (FG)

    Il Comitato contro l’eolico selvaggio di
    Bovino (FG)

    Il Comitato contro l’eolico selvaggio di
    Bisaccia (AV)

  • Alessandro

    27 set 2005 - 08:54 - #12
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    In Germania (Li mi sembra che il problema del panorama non se lo pongono), invece se lo pongono anche, come molto ha fatto discutere le centinaia di torri eoliche installate nel mare del nord….specialmente per un problema di fauna migratoria.
    Ultimamente hanno costruito la più grande torre di vento mai costruita 120m alta 150 compreso le pale
    potenza utile a soddisfare una cittadina di 15000 ab.
    …collocata in piena campagna in una vasta pianura del nord….ecco la differenza l’orografia…
    quell’immensa torre in quella vasta pianura non incide minimamente…quasi scompare alla vista…
    …si vada lungo il reno per vedere se vi sono dei mulini a vento….non ci sono….

    Io l’unica installazione che ho visto in italia mi è capitato di vederla in campania prov. di Avellino,
    su una dorsale collinare da cui si poteva ammirare uno splendido panorama,…almeno prima dell installazione caotica di queste torri…un vero pugno nell’occhio.

    Penso che tutti vogliano l’energia rinnovabile e magari come me anche nel proprio giardino…ma
    porsi dei problemi sul dove installarli non sia un delitto…e poi non si potrebbero trovare soluzioni alternative a queste torri…se solo si ripensasse ai mulini a vento che c’erano in spagna ed in olanda qualche secolo fa.

    Se fosse per me metterei una torre eolica anche sul pincio a Roma…ma non penso che sia una buona scelta.
    Così anche in questo campo, per me, servono soluzioni tecniche ed architettoniche alternative.
    E ricordiamoci che oltre al vento c’è il sole ma qui si latita.

  • Giovanni

    28 set 2005 - 13:31 - #13
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    cari liberatori del vento, liberate anche i neuroni!
    Fissiamo qualche punto.
    Primo: non siete ecologisti e neppure ambientalisti ma semplici paesaggisti di cultura aritocratica dediti alla preservazione dello status quo e poco inclini a capire che il paesaggio varia anche con l’attività dell’uomo, dalle piramidi in poi. Come ambientalisti non vi sentiamo su gas serra, rifiuti, abusivismo, energia, biodiversità, Kyoto, guerre per petrolio etc, ma solo contro i mulini a vento: pochino per non supporre altri reconditi interessi.
    Secondo: l’apenino a cui fate riferimento è tr i più degradati d’Italia, è a richio di spopolamento, l’età media è tra le più elevate del Paese e sopravvive solo grazie all’agricoltura finanziata dalla UE: dato il contesto, il paessaggio che volete continuare a guardare non prevede insediamenti umani? E se sì, di cosa sopravviveranno? Elargizioni bonarie vostre?
    Terzo: l’eolico oggi garantisce ai comuni cifre annuali notevoli che oscillano tra il 15 e il 25% del bilancio comunale: volumi da socialismo reale se pensate che nessun altro settore imprenditoriale dalla nascita del capitalismo ha mai pagato NIENTE ai comuni escluso gli oneri di urbanizzazione. chi pensate che possa pagare i servizi socali nei prossimi anni: le prossime leggi finanziarie? i vostri birdwatching? Due Comuni dalle vostre parti hanno dichiarato fallimento: voi che risposte sapete offrire a tanta conclamata indigenza, per non farvi colonizzare? L’eolico è quindi anche un’opportunità economica per ora senza pari.
    Quarto: l’eolico selvaggio è una vostra invenzione. E’ infatti normato da leggi che presidiano ogni progetto e da più di 25 enti tra livello statale, regionale e locale, che lo verifiano il progetto in ogni dettaglio, sino alla verifica della compatibilità con le rotte migratorie degli uccelli. Come pensate di essere di maggiore garanzia rispetto a tutti questi soggetti?
    Quinto: l’autorità di Bacino ha posto sotto vincolo molte zone perchè a richio frana. Vero. La causa è da ricercrsi nel disboscamento operato dagli agricoltori per incrementare le quote di terreno coltivabile, quindi le sovvenzioni UE; non nell’eolico, che con le fondazioni a 20-25 Mt anzi aiuta ridurre il rischio di frane.
    Sesto: assemblee locali mi risultano siano state fatte e non mi pare ne site usciti benissimo, fatto salvo quele convocate da voi e per voi.
    Settimo il sole. Chiariamo una cosetta: un mulino a vento modeno produce 2 MW, è alto 90 Mt in tutto e alla base ha bisogno di un diametro di 10 metri di terreno. Per produrre 2 MW con il solare servono minimo 4 ettari (40.000 Mq) di panelli: capita la differenza? alla faccia del minore impatto ambientale!
    Sintesi: il paesaggio è importante, ma anche capire se c’è un destino per il genere umano non è banale. tra guerre per il petrolio e opzione nucleare, non mi sembra sappiate porre alternative, e la salvaguardia dello status quo non risponde al tema dell’energia, ne a quello delle risorse per l’afffrancamento dala povertà e dal degrado del meridione, ne a quello dello sviluppo sostenibile. Da qui sento solo urla fondamentaliste per la tutela del vostro personalissimo skyline. Una lezione di Opportunismo aristocratico.
    Liberate i neuroni!

  • alessandro

    29 set 2005 - 08:52 - #14
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    di solito le normative sono fatte per essere inattese..non sempre ma succede.
    Perchè estremizzare tutto si può fare…l’eolico e sicuramente una alternativa ottima….la Danimarca
    SEMBRA CHE PRODUCA IL 30% O PIù DELLA SUA ENERGIA IN QUESTO MODO….ci si arrivasse anche da noi!!
    ma non vedo il perchè questo debba essere in contrasto col rispetto del paesaggio ( e qui il discorso è più ampio delle semplificazioni, i parchi eolici, si, ma basta scegliere i luoghi )
    E poi basta con questa miriade di torri ci sono le mega torri bene usiamo quelle.
    Fotovoltaico…l’80% delle abitazioni sono in proprietà, qui in Italia, sa quanti tetti ci sono di conseguenza, eolico scelta economica certo….
    ne basta uno come la maxi torre appena installata in germania per soddisfare un paese di 15000 ab.
    basterebbe che ogni comune del genere se ne dotasse di almeno uno il prob. sarebbe risolto….bene allora
    battetevi nei vostri comuni per averlo, ma fatelo ed ora però.

    Le alternative in fin dei conti sono condivise eolico
    solare biomasse, solo ,bisogna incentivare la ricerca per abbassare i costi e rendere disponibile queste fonti anche al singolo cittadino….anche nell’eolico esistono piccoli generatori per singole famigle….in cina ne fanno uso lì dove i costi per portare l’energia elettrica sono alti…facciamolo anche qui.

    E se uno ha il carattere dell’imprenditore…con sembra 150000 euro si può acquistare almeno in nordeuropa ungeneratore eolico.

    Lo skyline nessun urlo fondamentalista ci mancherebbe
    ripeto per me se si vuole anche sulla cupola del vaticano si può installare un generatore…almeno la si sfrutta.

  • Comitato contro l'eolico selvaggio del Subappenni

    07 ott 2005 - 18:22 - #15
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    Caro Giovanni,
    non capiamo perché quelli che la pensano diversamente da noi ci debbano offendere ed anche se in genere chi offende una persona che non lo ha offeso non meriterebbe neanche una risposta noi essendo persone civili ed aperte ad un confronto serio ti rispondiamo con cortesia e senza offenderti ed anzi ti invitiamo ufficialmente a venire nel Subappennino dauno per confrontarci civilmente e per illustrarti i motivi del nostro dissentire riguardo non all’eolico ma all’eolico selvaggio così come è stato realizzato finora nelle nostre zone e dunque per farti capire i motivi della nostra protesta.
    Ma veniamo ai punti che tu ci hai un po’ nervosamente posto all’attenzione.
    Innanzitutto tu non ci conosci e dunque non capiamo come fai a sapere con certezza assoluta che non siamo ecologisti od ambientalisti o peggio che siamo conservatori visto che vorremmo proteggere stupidamente lo status quo. Noi un minimo di cultura la possediamo e sappiamo che l’uomo nei secoli con la sua attività ha modificato l’ambiente ed il paesaggio ma ci sembra azzardato parlare di piramidi e di altre opere che appartengono all’ingegno dell’uomo e non a meri interessi di bottega.
    Poi cosa vuoi intendere quando dici “Come ambientalisti non vi sentiamo su gas serra, rifiuti, abusivismo, energia, biodiversità, Kyoto, guerre per petrolio etc, ma solo contro i mulini a vento: pochino per non supporre altri reconditi interessi”. Ma forse tu ci conosci o ci hai sentito altre volte esprimere giudizi od opinioni su tali argomenti? E se non ci conosci come fai a sostenere queste cose? E come fai ad accusarci biecamente di avere reconditi interessi? Lo sai che è un’offesa grave? Sei forse uno che lavora nel settore dell’eolico per infervorarti così? Noi non abbiamo alcun interesse se non quello del rispetto delle regole democratiche e del coinvolgimento della popolazione nella scelta del suo futuro e poi evidentemente leggi solo quello che ti piace perché te lo ribadiamo noi non siamo contro l’eolico ma contro l’eolico selvaggio hai capito? E poi chi ha parlato di Alpi? Noi abbiamo nominato le montagne di Cortina d’Ampezzo e poi vorresti smentire che il Veneto e la Valle D’Aosta hanno messo le mani avanti rifiutandosi di ospitare anche una sola pala eolica sul loro territorio? E come mai non ci sono assembramenti di pale eoliche in Piemonte, in Lombardia, in Friuli Venezia Giulia, in Liguria, in Toscana e così via? Per quanto riguarda le dighe tu sai che esse vengono costruite dove ci sono corsi d’acqua e dovresti anche sapere che purtroppo al Sud non abbiamo fiumi importanti e viviamo anche il problema della siccità. Lascia perdere poi la retorica che è una categoria filosofica ed è un termine di cui purtroppo si abusa non conoscendone spesso il reale significato.
    E’ vero che l’Appennino al quale facciamo riferimento è tra i più scarsamente popolati di’Italia ma non tra i più degradati e poi cosa intendi per zone ascrivibili a degradate? Esso, invece, possiede una natura incontaminata e dei paesaggi bellissimi che ti invitiamo a visitare evitando anche qui di utilizzare termini il cui significato mal si concilia con quello che vuoi sostenere. E poi l’occupazione è bassa è vero ma prova a chiedere ai Comuni ed alle società dell’eolico quanta ne hanno creato con le loro centrali eoliche e i cosiddetti umani, come tu li definisci con termine distaccato noi invece avremmo preferito essere definiti uomini, vivono con il proprio lavoro ma non certamente godono di benefici o di guadagni rivenienti dal settore dell’eolico.
    I Comuni attualmente percepiscono quasi tutti una percentuale dell1,1% o in sporadici casi un 2,5% della produzione elettrica ottenuta dalle centrali eoliche. Esse sono cifre che non rappresentano assolutamente il 15% od il 25% di un bilancio comunale ma percentuali assai inferiori a quelle spiattellate da te. Da ciò discende che la nostra denuncia si allaccia anche a questo scarso beneficio che otteniamo a fronte del sacrificio dei nostri territori che hanno anche una ottima vocazione turistica e che la perderanno progressivamente dopo questi scempi. Tutti i Comuni sono in difficoltà a livello economico ma non è vero che l’eolico è il modo più pulito ed efficiente per produrre energia da fonte rinnovabile perché ti invitiamo a venire nelle nostre zone ed a vedere come si presentano i territori e le strade dopo che sono stati completati i lavori di costruzione delle centrali eoliche e non è vero neanche che esso è un’opportunità economica per ora senza pari in quanto la qualità della vita nei nostri Comuni non è affatto aumentata o migliorata per effetto delle centrali eoliche anzi tutt’altro e poi devi sapere che i consulenti specialisti sono tutti estranei ai nostri territori e spesso anche stranieri e che la mano d’opera impiegata nei cantieri è solo in minima parte locale ed il lavoro da questa svolto è rigorosamente a tempo determinato. Gli agricoltori poi sono ampiamente sottopagati e ciò è dimostrabile dal fatto che per le prime pale eoliche installate fino a tre o quattro anni fa essi percepiscono la bellezza di 200 euro all’anno a pala eolica e che solo a partire dall’anno scorso per le nuove pale eoliche installate gli agricoltori hanno iniziato a percepire 4.000 euro circa all’anno e quindi dove sta questo valore pari a 5 volte il valore della produzione agricola ricavabile. Ma dove le trai queste notizie dalle favole di Andersen? Ne consegue che l’impatto economico-occupazionale è allarmante. Noi non abbiamo alternative economiche od occupazionali da proporre perché non siamo politici e le nostre professioni sono altre ma quelle che tu proponi sono cose che riteniamo anche offensive chiamarle alternative occupazionali!
    L’eolico selvaggio non è una nostra invenzione in quanto le leggi finora esistenti non regolano assolutamente la materia e la riprova sta nel fatto che sono state costruite centrali eoliche in parchi naturali, in Abruzzo od in Puglia, in zone di notevole interesse archeologico, in Molise ed in Puglia, deturpando i paesaggi e la nostra secolare storia, ubicando le pale eoliche in prossimità delle strade e vicino alle masserie, distruggendo le falde acquifere oltre a flora e fauna quindi ciò che dici è assolutamente non rispondente al vero. Innanzitutto non sono assolutamente 25 gli enti che presidiano ad ogni fase progettuale, non è vero che verificano ogni singolo dettaglio del progetto in quanto c’è molta approssimazione e fretta nell’approvare i progetti soprattutto e stranamente per le pressioni da parte dei Sindaci che sembrano tutti assidui lettori del Protocollo di Kyoto, le relazioni geologiche sono tutte uguali ed addirittura in alcune non si accorgono neanche di non aver cancellato i nomi appartenenti ad un’altra zona, se vuoi ti possiamo spedire tutta la noiosa e ripetitiva documentazione che possediamo e che non viene assolutamente letta da nessuno, e poi lo sai che le pale eoliche dovrebbero essere colorate per evitare che gli uccelli collidano con esse e che questa prescrizione non viene rispettata quasi mai? Noi non ci sentiamo assolutamente di maggiore garanzia rispetto a nessuno né pensiamo di possedere una competenza professionale maggiore di Ingegneri, sempre i soliti nomi che si alternano magicamente, Architetti paesaggisti e urbanisti, e guarda che queste figure professionali non esistono nel meccanismo da te descritto e te lo possiamo semplicemente dimostrare, Biologi, ma quando mai, Geologi, stesso discorso che per gli ingegneri, ed Archeologi che non abbiamo mai incontrato in nessun progetto. Caro Giovanni ma quali sono per te i luoghi della democrazia rappresentativa gli studi tecnici degli ingegneri o le stanze dei Sindaci o cosa altro? Devi sapere che la democrazia è il governo del popolo e che se il popolo decide su una determinata questione dopo essere stato interpellato è meglio per tutti. E poi nessuno ha definito buffoni quelli che operano nel settore eolico non ci attribuire aggettivi mai utilizzati da noi. Tu puoi facilmente comprendere che non siamo al soldo dell’industria petrolifera o di quella del carbone o di quella nucleare semplicemente venendoci a trovare anche perché noi non abbiamo nessun referente politico che ci appoggia o guadagniamo qualcosa da questa richiesta di trasparenza è solo che purtroppo chi fa troppe domande e non si accontenta delle solite risposte è scomodo e noi questo lo sappiamo bene ma non ci arrenderemo nella nostra richiesta di TRASPARENZA. Tornando alle leggi in materia lo sai che a livello nazionale non c’è stata per anni alcuna Legge a regolamentare questa materia e che nella Regione Puglia è dal 2000 che vengono installate pale eoliche e che solo nel Gennaio 2004 la stessa Regione ha pubblicato le Linee Guida per la costruzione delle centrali eoliche e che esse non erano assolutamente vincolanti ma possedevano solo caratteri d’indirizzo e che solo dal 31-05-2005 esse sono diventate legge? E nel frattempo secondo te in questa anarchia legislativa cosa ha imperato il rispetto per i diritti dei cittadini e per l’ambiente o la scorrettezza ed il menefreghismo più assoluti? E lo sai che nelle striminzite convenzioni economiche stipulate tra i Comuni e le società dell’eolico non viene mai prevista la fideiussione richiesta dalla legge per coprire i costi di dismissione delle pale eoliche alla scadenza dei contratti che in genere durano anche 29 anni? E secondo te se una società fallisce nel frattempo queste pale eoliche chi le rimuove forse il contadino che pensava di arricchirsi con esse? E quanto gli costerà questa attività? Ed il suo terreno quanto varrà effettivamente dopo questa serie di inconvenienti? Attendiamo una tua risposta in merito a questi precisi quesiti.
    Per quanto riguarda l’Autorità di Bacino lo sai che nei nostri paesi i vincoli che essa pone non permettono di costruire neanche una misera casetta? E come mai invece è possibile smantellare i territori per ubicarvi pale eoliche che ora raggiungono altezze anche di 150 metri? Ti sembra che tutto ciò possieda una logica evidente?
    Forse chiediamo troppo se desideriamo essere coinvolti in un processo democratico di scelta? Lo sai o no che, ad esempio, la pressione fiscale nei comuni del Subappennino dauno non è affatto diminuita per merito dei quattro soldi incassati dai bilanci comunali? Lo sai o no che noi cittadini non ne traiamo alcun beneficio? Lo sai o no che sono stati creati solo temporanei posti di lavoro? Lo sai o no che paghiamo solo il costo ambientale e della distruzione del territorio? Lo sai o no che le abitazioni ed i terreni vicini a quelli in cui vengono installate le pale eoliche si deprezzano irrimediabilmente? Lo sai o no che tra una decina d’anni i costi di gestione di questi impianti saranno molto elevati e che essi saranno abbandonati e delle pale eoliche si impossesserà la ruggine? Lo sai o no che a quel punto la dismissione delle pale eoliche sarà a totale carico degli agricoltori che le hanno accettate sul proprio terreno? Lo sai o no che occorrerebbero oltre 5000 pale eoliche per avere un risparmio di petrolio dell’1,1% all’anno? Noi cittadini del Subappennino dauno cosa stiamo a fare, siamo forse sempre i soliti terroni che devono farsi colonizzare in silenzio? Vogliamo capire finalmente dai Sindaci quali sono i reali benefici che hanno riservato a noi cittadini del Subappennino dauno e se essi potranno davvero aumentare la qualità della vita dei nostri piccoli paesi. Non è forse nei nostri diritti sapere questo o hai da obiettare anche su queste ovvietà?
    Ci puoi elencare per cortesia le numerose assemblee pubbliche fatte e dalle quali saremmo usciti male? E poi in che senso avremmo fatto brutta figura? Guarda che noi al Sud siamo persone preparate e non esistono più i contadini con la coppola o gli emigranti con le scatole di cartone ma esiste una classe di professionisti e di intellettuali di livello elevato e che esige rispetto! Lo sai che a Foggia è stato organizzato un convegno presso la nuova sede della Provincia al quale tranne l’Assessore all’Ecologia della Regione Puglia non si è presentato nessun Sindaco e nessuno dei tanto da te idolatrati ingegneri e geologi, lo sai che in tanti paesi, come ad esempio a Faeto ed a Alberona, sono state organizzate assemblee pubbliche avendo invitato tutte le parti in causa e che i Sindaci ed i tecnici non si sono presentati? Questo che stiamo dicendo è testimoniato da articoli di importanti giornali nazionali. Cosa dobbiamo pensare che siamo pericolosi terroristi o che le argomentazioni che li animano prescindono totalmente dall’amore verso il nostro paese e dalla volontà di ridurre le emissioni di gas serra? E poi noi coordiniamo in Provincia di Foggia una decina di Comitati contro l’eolico selvaggio e composti da centinaia di persone e non vogliamo fare fessi nessuno semmai è il contrario. Perché non vieni a trovarci? E poi lo sai che anche in Campania, nel Molise, in Abruzzo ci sono tanti Comitati che combattono questa battaglia? Se non lo sai informati e poi perché preoccuparsi tanto di pochi e disorganizzati straccioni come noi? Se qualcuno si preoccupa e si innervosisce a tal punto da offenderci ripetutamente è perché ritiene che noi stiamo facendo pensare la gente e a volte anche il pensiero può dare fastidio.
    Scusaci se ci permettiamo di intaccare la tua immensa sapienza ma noi capiamo molto di più di quello che tu pensi e ti diciamo che noi ci stiamo democraticamente interrogando su quale sia la migliore soluzione per i nostri territori e poi noi saremmo interessati anche a permettere ad ogni cittadino di porre un pannello solare sulla propria casa in modo da essere autosufficiente a livello energetico ed a poter anche vendere alla rete la quantità di energia rimasta dopo quella consumata a livello familiare. Lo sai che ora si sta discutendo anche di questa nuova frontiera o no?
    In conclusione vogliamo dirti che lo sappiamo che il paesaggio è importante così come per noi è importante e da rispettare l’ambiente e comunque ribadiamo ancora una volta che noi non siamo contro l’eolico ma contro l’eolico selvaggio e capiamo anche che bisogna salvaguardare le speranze del genere umano ma non siamo né noi né tu i detentori di queste fondamentali scelte e dunque cerchiamo di darci meno importanza di quella che realmente possediamo né possiamo essere noi a porre alternative atte a risolvere i problemi sociali ed energetici del mondo né intendiamo salvaguardare lo status quo in quanto non siamo ottusamente conservatori ma amiamo il progresso soprattutto se razionale e rispettoso dei diritti di tutti i cittadini né riteniamo che il settore eolico possa risolvere i problemi della povertà, ma dove l’hai letto che siamo poveri, e del degrado, su questo possiamo essere in alcuni casi d’accordo, del meridione ed ancor meno di quelli dello sviluppo sostenibile. Non comprendiamo, perché non ne possiede, il significato del temine opportunismo aristocratico in quanto noi siamo componenti del popolo e vogliamo ragionare democraticamente con esso e con i politici per capire meglio quali soluzioni trovare rispetto al problema che abbiamo posto.
    Siamo solo persone democratiche educate a rispettare le opinioni di tutti, anche quando non le condividiamo, e a non offendere mai il nostro interlocutore come tu hai fatto ripetutamente in questa sorta di maldestra filippica nei nostri confronti solo perché ci siamo permessi di esprimere un’opinione contrastante con la tua. Tu usi il termine fondamentalista con troppa facilità e non ti accorgi della tua intolleranza verso le opinioni del prossimo che è segno sì questo evidente di un’intolleranza verso un modo diverso di pensare. Noi non abbiamo bisogno di liberare i neuroni perché non siamo ottusi o stupidi ma siamo persone dotate di un’intelligenza normale e di capacità di analisi e di pensiero di ottimo livello.
    Ti salutiamo invitandoti a LIBERARE L’EDUCAZIONE che tieni repressa ed a rispettare in futuro le opinioni contrarie alle tue.
    Cordiali saluti.

    I Comitati contro l’eolico selvaggio

    Comitato contro l’eolico selvaggio
    LIBERIAMO IL VENTO di Faeto (FG)

    Comitato contro l’eolico selvaggio
    di Montecalvello Troia (FG)

    Comitato contro l’eolico selvaggio
    di Alberona (FG)

    Comitato contro l’eolico selvaggio
    di Bovino (FG)

    Comitato contro l’eolico selvaggio
    di Sant’Agata di Puglia (FG)

    Comitato contro l’eolico selvaggio
    di Bisaccia (AV)

  • Fabrizio Ssarbaggiu

    08 ott 2005 - 21:01 - #16
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    Caro ecologista,

    la vostra protesta non ha senso qualunque sia la ragione che la anima. Non esistono OGGI ragioni per impedire a chi che sia di costruire ovunque compreso l’orticello dietro casa tua, un generatore di energia elettrica PULITA.
    Ma quale ecologista. La proposta e la replica mettono in evidenziano totale eco-incompentenza intrisa in uno stile di vita eco-incompatibile.
    Tu ed i membri del comitato dovete capire, che ADESSO un’iniziativa del genere non deve essere ostacolata ma incentivata e promossa.
    E’ possibile che non avete sufficiente coscienza per comprendere la gravità della nostra situazione ambientale.
    Ricordati che io non ho un futuro grazie ad eco-incompetenti come voi.
    La tua generazione è figlia di quelli che hanno iniziato ad inquinare ed è la stessa che ha incrementato esponenzialmente il degrado ambientale con il consumismo.
    Devi capire che la mia non è solo indignazione, è odio concentrato per ignoranti che predicano bene e razzolano male, che fanno le barricate contro le idee imitando quelle che hanno nelle loro menti sotto-informate.
    Ma sto comitato ha i presupposti per essere definito ecologista?
    Avete le auto elettriche, il tetto tapezzato di pannelli solari e termici, avete le sonde geotermiche e la casa ottimamente isolata, vi depurate l’acqua del rubinetto senza andarla a comprare, differenziate i rifiuti, illuminate gl’ambienti domestici con lampade a bassissimo consumo?
    Solo dopo potete fregiarvi del titolo di ecologisti, altrimenti siete dei comuni pastasciuttari con le solite idee prive di fondamento.

  • giovanni

    10 ott 2005 - 17:50 - #17
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    Cari Comitati,
    provo una replica tranquilla e schematica:
    1) l’unica ragione per cui le pale non si trovano oggi nel nord è che nel nord non c’è vento sufficiente per fare glirare i mulini. Nel merito vedi sul web l’atlante eolico. Confermo quindi l’intendibilità della vostra tesi circa un presunto valore paesaggisico tutelato al nord e non da voi: sciocchezze da leghisti alla rovescia.
    2) fiumi e dighe: si sosteneva che sono al nord NONOSTANTE l’impatto ambientale. In Puglia dove non ci sono fiumi, potreste avere i mulini NONOSTANTE l’impatto ambientale. Tutto qui.
    Quanto alla siccità, arridaje con la retorica: in Puglia avete l’aquedotto più lungo d’europa, con perdite e allacci abusivi che solo nel nostro meridione si riescono ad ottenere. Mica per niente Vendola ha scomodato Petrella in merito. Una questione di leglità e di cultura, non di sfiga da latitudne.
    3) L’eolico non è solo interesse di bottega ma anche la modalità di produzione energetica più efficente che riduce i gas serra.
    4) Introiti per i Comuni: le percentuali da un paio d’anni si aggirano tra il 2,5 5e il 3% dei RICAVI: una enormità, mai veriifcata nella storia del capitalismo. Qualunque comercialista vi può riferie che è come se il Comune fosse socio del produttore al 7-8 % senza rischiare nulla e senza metterci 1 €. Date le condizioni medie di vento locali, sempre ricavabili dal web, quella percentuale tradotta in €, corrisponde per un parco eolico da 26 MW quindi 13 mulini a non meno di 230.000 €/anno, (vedi costo energia nel sito GRTN) che per un Comune con 1.500 abitanti corrisponde più o meno al 16% del bilancio ordianario.
    Quanto ai proventi per i proprietari dei tereni il conto è semplice: se da 1 ettaro un agricoltore ricava circa 500 € di grano all’anno, e l’eolico gli occupa circa 800 Mq (meno del 10% di un ettaro), riconoscendolgli 4.000 € all’anno di affitto e la possibilità di continuare a produttre grano sui rimanenti 9.200 Mq, fatevi un po’ voi i conti di qunto convenga l’eolico per l’agricoltore! Moltissimo! Nuovamente, fatevi fare i conti da qualcuno che smanetta bene con excell. Quindi grandi introiti per l’economia locale confermata, quindi giustissimo che ne chiediate conto ai sindaci, ma senza strapparvi le vesti per le “misere” compesazioni da paesaggio, che tanto misere proprio non sono.
    5) Professionalità coinvolte: tutte quelle indicate firmano i progetti presentati e sono risorse professionali prevalentemente locali, dagli ingenieri agli architetti, ai geologi agli archeoogi. Provate a verificare presso i 25 enti coinvolti, di cui evidentemente non avete traccia, ma nel merito basta verificare i recenti dispositivi legislativi della Vostra Regione per sapere che sono 25.
    Quanto ai colori delle pale per gli uccelli, mi risultano oggi attivi altri e ben più sofisticati (e costosi) accorgimenti, vedi accordo WWF-ANEV-LEGAMBIENTE. Forse una volta non era così, ma voi protestate oggi, e oggi le cose son diverse dai tempi Edison-IVPC
    6) L’autosufficienza di cui parlate, immagino faccia riferimento al conto energia, non è ascrivibile alle politiche energetiche, ma al risparmio energetico: ottima cosa, ma non sufficiente per Kyoto. A proposito, sapete che la Provincia con più pannelli sui tetti non è la vostra, ma … Bolzano!! Il passagio dal rivendicare al fare è cosi antropologicamente difficile e drammaticamente impercorribile da quele parti?
    7) Povertà e degrado: i dati sono di fonte ISTAT, confermati anche la settimana scorsa. Non ho colto però le vostre proposte, alternative agli introiti da Eolico, per lo sviluppo sostenibile, contro il degrado e il colonalismo al quale dite di essere sottoposti. il fatto è che non ce ne sono come l CGIL ha recentemente aserito nel suo Osservatorio sull’economia, che identifica la vostra regione come tra quelle piùà a rischi del sud zero investimenti (eolico esclso) e rischio di chiusura di 220 piccole e medie aziende. Un Lusso quindi la vostra scelta di strapazzare l’unico settore che investe, dandogli del selvaggio.
    8) aristocratici: come definireste chi si proietta in un territorio preoccupandosi solo di passare le giornate a guardare il paesaggio, indifferente a gas sera, guerre per petrolio, invecchiamento della popolazione, azzeramento dei servizi sociali conessi alla crisi del ssitema di welfare, inadeguatezza dei servizi alla collettività?
    Cari aristocratici del paesaggio, lo scorso secolo è stato quello dell’industrializzazione il cosiddetto secolo Fordista, dove paesi, paesaggi e cultura sono stati rimodellati per sviluppare il Paese: qualcosa di più invasivo dei mulini. Oggi altre porzioni di territorio sono chiamate a contribuire allo sviluppo del Paese e nulla potrebbe essere meno adeguato dei vostri niet. A proposito dite di essere fovorevoli all’eolico ma non a quello selvaggio: esiste un parco eolico che avete approvato? dove? O sono tutti selvaggi? L’eolico mi sembra per le ragioni su esposte una parziale ma meritoria risposta anche a temi che non investono solo l’energia, e investono invece lo sviluppo sostenibile locale.
    ho visto sul web l’incontro che richiamate nel vostro testo e avete tenuto a Foggia: che ne dite di estendere l’invito a qulche relatore un po’ meno vostro? Giusto per garantire un minimo di dialettica o di sempice sviluppo dialogico. Magari viene qualcuno in più; se i Sindaci non si sentono coinvolti dalle vostre assemblee, forse una qualche ragione ci sarà: o pensate di annoverare anche loro tra i buffoni legati ad interessi di bottega?
    Sono disponibile a cambiare opinione se avete qualche idea sul “che fare” in alternativa.
    Con la massima tolleranza per ogni idea che promuova un nuovo mondo possibile e non si limiti a rivendicarlo, un saluto

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    12 ott 2005 - 10:39 - #18
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    Ma cosa aspettiamo ad incentivare gli impianti eolici di
    piccola taglia?

  • Comitato contro l'eolico selvaggio Liberiamo il v

    27 ott 2005 - 12:36 - #19
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    Egr. sig. Redaelli alcune risposte semplici alle tue deboli e demagogiche argomentazioni:
    1) ma come il vento c’è in Germania, che è piena di pale eoliche, e poi non c’è nel Nord Italia ma cosa stai dicendo? E poi vorresti smentire che il Veneto e la Valle D’Aosta hanno messo le mani avanti rifiutandosi di ospitare anche una sola pala eolica sul loro territorio? E che non ci sono assembramenti di pale eoliche in Piemonte, in Lombardia, in Friuli Venezia Giulia, in Liguria, in Toscana e così via? Sei tu inattendibile;
    2) tu sai molto bene che le dighe non causano impatto ambientale mentre le pale eoliche sì;
    3) l’eolico è solo interesse di bottega e non è assolutamente la modalità di produzione energetica più efficiente per ridurre i gas serra. Questo perché l’Italia è un paese poco ventoso. Su 8.760 ore annue, la media nazionale del vento di velocità compresa tra 4 e 20-22 metri al secondo (l’unica adatta alla produzione elettrica) sta tra le 1.800 e le 1.900 ore annue, mentre in Europa si arriva a circa 4.000 ore annue. Ne deriva che in Italia, anche nell’ipotesi di massima, quanto mai improbabile, di 8.000 MW eolici totali, questi potrebbero produrre al massimo 15,2 miliardi di kWh (kilowattora), cioè circa il 4.8% del fabbisogno annuale italiano di energia elettrica. Ma poiché l’energia elettrica rappresenta poco più del 35% circa del consumo energetico totale italiano, gli ipotetici 15 miliardi di kWh eolici corrisponderebbero solo all’1,8% del consumo totale di energia in Italia. Contributo del tutto irrilevante ai fini energetici, poiché nettamente inferiore, all’aumento dei consumi energetici di un solo anno;
    4) ribadiamo che gli introiti per i Comuni si aggirano su percentuali dell’1,1% all’anno una vergogna e meno male che questo non si è mai verificato altre volte nella storia del capitalismo che costruiva fabbriche ma creava anche centinaia di posti di lavoro. Non manipolare l’informazione che non siamo mica uomini primitivi. I Comuni non traggono assolutamente i benefici che tu vai sbandierando senza realismo e le società eoliche non fanno alcuna beneficenza nei nostri territori anzi spingono tantissimo per la costruzione di altre centrali eoliche proprio perché guadagnano fiumi di denaro. Ti facciamo alcuni esempi. Il Comune di Faeto (FG) ha sul proprio territorio 42 pale eoliche che producono oltre 30 MW ed incassa 150.000 euro circa. Il Comune di Alberona (FG) ha sul proprio territorio circa 60 pale eoliche che producono oltre 40 MW ed incassa 120.000 euro circa. Secondo te sono convenienti questi affari o no? E per chi? Smettila di disinformare;
    5) per quanto riguarda i proventi percepiti dai proprietari dei terreni, che spesso sono anche componenti delle Amministrazioni locali, ricordati che essi percepiscono a tutt’oggi solo 200 euro all’anno a pala eolica e che è solo una promessa quella che con l’installazione delle nuove pale eoliche potrebbero percepire circa 4.000 euro all’anno hai capito è solo una promessa;
    6) l’impatto negativo sul valore immobiliare esiste eccome. Certo è vero che nelle nostre zone le case non costano tantissimo ma il loro valore è letteralmente precipitato da quando sono apparse le pale eoliche e questa cosa basta chiederla ai proprietari di case limitrofe ad esse come nel caso del Villaggio turistico San Leonardo di Faeto (FG) le cui abitazioni circondate da pale eoliche attualmente posseggono un valore bassissimo. Ma ciò accade anche per il valore dei terreni. Quindi esiste eccome un nesso tra valore immobiliare e pale eoliche. Non ti avventurare in cose che evidentemente non conosci;
    7) poi quali sarebbero i sindaci che vogliono fermare lo spopolamento con l’eolico? Facci i nomi. Noi conosciamo il territorio meglio di te e sappiamo quanto becero clientelismo ed attenzione solo per gli affari personali lo attanaglia e lo ha ridotto ai minimi termini. Il settore eolico non è un’opportunità economica per il Sud in quanto la qualità della vita nei nostri Comuni non è affatto aumentata o migliorata per effetto delle centrali eoliche né a livello fiscale né a livello economico e sociale.
    8) i tecnici sono anche di provenienza locale e sono sempre gli stessi ma non parlare più di archeologi perché tali figure professionali non esistono in nessun progetto presentato. Vieni a trovarci e potrai vedere che le pale eoliche non sono affatto colorate per evitare l’impatto degli uccelli e non vi sono affatto sofisticati accorgimenti che le fanno funzionare.
    9) certo sentire che l’eolico è per il Sud una forma di investimento è davvero agghiacciante. Ma mettiamo pure che lo sia quali ritorni economici ed occupazionali porterà questo investimento? Visto che tu sai tutto ci puoi snocciolare alcune cifre relative a questo grandioso investimento per il Meridione? Ti anticipiamo che a tutt’oggi non abbiamo ancora visto alcun miglioramento economico e alcun incremento occupazionale tra la manodopera locale e se non ci credi prova a chiedere ai Comuni ed alle società dell’eolico quanta ne hanno creato con le loro centrali eoliche;
    10) noi non passiamo il nostro tempo a rimirare il paesaggio in quanto ognuno di noi ha un lavoro ed i propri impegni familiari e ci teniamo a sottolinearlo che differentemente da te, che riteniamo essere uno che lavora nel settore dell’eolico, non ci guadagniamo niente in questa battaglia per la trasparenza e per la partecipazione popolare alle scelte importanti riguardanti i nostri territori. Le assemblee organizzate da noi sono state sempre affollate e piene di gente che voleva finalmente avere qualche informazione su tale tematica vista la strana latitanza dei Sindaci e di voi tecnici del settore in queste assemblee. Ma perché non ci vieni a trovare?
    11) è vero che a volte il T.A.R. ed anche il Consiglio di Stato hanno emanato sentenze sostanzialmente favorevoli all’eolico ma alcune di esse sono veramente scioccanti come questa di cui riportiamo un commento “Ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, centrando gli obiettivi del protocollo di Kyoto, è prioritario, a tal punto da avere la meglio sulla tutela di paesaggi incontaminati dove costruire impianti eolici. A stabilirlo è il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso della Enel Green Power contro il veto del Ministero per i beni culturali alla costruzione di un impianto eolico in una zona vincolata del Molise. A Piana dell’Agnello, nei pressi di Macchiagodena (Is), sorgeranno dunque gli alti pali eolici che nel 2002 la Soprintendenza aveva cercato di bloccare perché l’intervento «ricadeva in un ambito di rilevante interesse paesaggistico-ambientale e naturalistico». La Regione Molise aveva invece dato parere positivo per l’impianto, subordinandolo però a prescrizioni tra cui l’indicazione che disposizione e forma dei pali eolici tenessero conto della «qualità paesaggistica» del luogo. Il Tar del Molise, lo scorso anno, aveva respinto il ricorso dell’Enel Green Power, ribaltato ora dal Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada “bacchettano” nelle motivazioni il Ministero per aver «apoditticamente» affermato che «la realizzazione del progetto pregiudica i valori ambientali e paesaggistici», invece di basarsi «sull’esistenza di circostanze di fatto o di elementi specifici» non esaminati o irrazionalmente valutati dalla Regione che ha emanato l’autorizzazione paesaggistica. Ma, soprattutto, il Consiglio di Stato dà il via libera alla costruzione dell’impianto eolico sostenendo che «il progetto in questione risponde a finalità di interesse pubblico», vale a dire la riduzione delle emissione di gas ad effetto serra attraverso la ricerca la promozione, lo sviluppo e maggiore utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili tra i quali rientrano gli impianti eolici. Questo è infatti «un impegno internazionale - concludono i supremi giudici amministrativi - assunto dallo Stato italiano e recepito nell’ordinamento statale dalla legge n.120 del giugno 2002» con cui l’Italia ha ratificato il protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici.” Tutto ciò è allucinante soprattutto in considerazione del fatto che in nome di un falso progresso perché te lo ripetiamo queste attività non porteranno alcun beneficio economico ed occupazionale al Sud si distruggono anche le radici culturali di un paese. Complimenti davvero per quello che state facendo!
    11) c’è molta approssimazione e fretta nell’approvare i progetti soprattutto da parte delle società dell’eolico ma anche e stranamente per le pressioni da parte dei Sindaci che sembrano tutti assidui sostenitori delle fonti energetiche rinnovabili e le relazioni siano esse geologiche e così via sono tutte uguali ed addirittura in alcune non si accorgono neanche di non aver cancellato i nomi appartenenti ad un’altra zona;
    12) nelle striminzite convenzioni economiche stipulate tra i Comuni e le società dell’eolico non viene mai prevista la fideiussione richiesta dalla legge per coprire i costi di dismissione delle pale eoliche alla scadenza dei contratti che in genere durano anche 29 anni. Se una società nel frattempo fallisce queste pale eoliche chi le rimuove forse il contadino che pensava di arricchirsi con esse? E quanto gli costerà questa attività? Ed il suo terreno quanto varrà effettivamente dopo questa serie di inconvenienti?

    13) tra una decina d’anni i costi di gestione di questi impianti saranno molto elevati ed essi saranno abbandonati e delle pale eoliche si impossesserà la ruggine. A quel punto la dismissione delle pale eoliche sarà a totale carico degli agricoltori che le hanno accettate sul proprio terreno;

    14) lo sai che occorrerebbero oltre 5000 pale eoliche per avere un risparmio di petrolio dell’1,1% all’anno?

    Attendiamo tue risposte in merito a queste precise argomentazioni.
    Distinti saluti.
    Riportiamo alcuni commenti rilasciati, tra l’altro, da eminenti studiosi del settore sulla problematica dell’eolico.
    Il commento fatto da un eminente studioso del settore Lester R. Brown (presidente dell’Earth Policy Institute e fondatore e presidente del World Watch Institute), massimo esperto mondiale di energie rinnovabili, che alla precisa domanda: “A fronte dei tanti che sostengono l’energia eolica, molti altri vi si oppongono. A loro dire, i siti eolici deturpano esteticamente l’ambiente e l’energia prodotta è costosa e difficile da trasportare. Qual è la sua replica?”, così risponde: “… Per la produzione di energia eolica si utilizzano regioni scarsamente popolate e ricche di vento, come le grandi pianure del Nord America, il nordovest della Cina, la Siberia orientale e le regioni della Patagonia in Argentina. Se a ciò viene aggiunto il potenziale del mare aperto, l’energia eolica potrebbe soddisfare non solo i fabbisogni di elettricità del mondo ma tutte le necessità dell’energia globale.” (Vedi ‘Avvenire’ 24/7/2004, p. 3).
    “Arrivare a produrre con il vento l’1,2% del totale dell’energia consumata in Italia, riducendo di solo l’1,6% le emissioni totali di CO2 equivalente attraverso l’installazione di oltre 5000 torri eoliche alte fino a 100 metri, non vale la pena se questo significa aggredire in modo indelebile i caratteri culturali, agricoli, turistici e paesaggistici del territorio con costi economici ed ambientali incalcolabili per il Paese…”. Così si esprime nel 2001 la Coldiretti, dalla voce del suo Presidente Paolo Bedoni.

    “Oggi in Italia, con l’eolico, facciamo una frazione infinitamente piccola dell’energia necessaria per far funzionare il nostro mondo civile. Se si vuole dall’eolico un apporto energetico fondamentale per il nostro Paese, di queste torri eoliche dovremmo farne non delle centinaia ma delle migliaia, e forse anche delle centinaia di migliaia”. Questa la sarcastica dichiarazione del prof. Carlo Rubbia.

    GLI IMPIANTI EOLICI
    Se consideriamo i vari possibili rapporti che un’opera può avere con il paesaggio circostante, vediamo che gli impianti eolici hanno un rapporto di dominanza, cioè tale da incidervi molto pesantemente. È evidente quindi che possono essere collocati in luoghi che non hanno attualmente un grande valore paesaggistico. Ad esempio, nella pianura olandese o danese possono divenire con il tempo, anche per un effetto di superdominanza, degli elementi caratteristici (come lo sono i mulini in Olanda), ma in aree già paesaggisticamente interessanti, armoniose ed equilibrate avrebbero un effetto disastroso.

    COME COLLOCARE GLI IMPIANTI EOLICI TENENDO CONTO DEL PAESAGGIO.
    Va fatta preliminarmente un’analisi paesaggistica di tipo qualitativo. In tal senso i paesaggi sono suddivisibili in base alla loro qualità in quattro principali categorie:
    • callitòpi: aree aventi eccezionale valore (ad esempio un lago alpino o la forra di un torrente);
    • callitipi: aree avente un generale elevato valore (ad esempio una valle alpina, un’area collinare con insediamenti tradizionali e priva di espansioni edilizie caotiche);
    • normotipi: aree di comune valore paesaggistico (aree urbane non degradate, aree agricole di pianura);
    • cacotipi: aree degradate o con insediamenti caotici.
    Si può poi compilare indicativamente una tabella dei rapporti opera – paesaggio ammissibili in tali classi di paesaggio.
    Va da sé che né in aree di eccezionale valore (callitopi) o di generale elevato valore(callitipi), né nelle loro adiacenze è opportuno collocare impianti eolici. Arch. Roberto Barocchi docente di Architettura del paesaggio.
    Al giorno d’oggi i mulini a vento sono costituiti da torri d’acciaio alla cui sommità è posto un rotore che è azionato dalle pale di un’elica che cattura l’energia cinetica del vento.
    Il rotore trasferisce l’energia al generatore di corrente alternata producendo una potenza anche di 2 MW (in relazione alle dimensioni delle pale e alla pressione esercitata dal vento); mediamente le macchine eoliche raggiungono i 75 metri di altezza (50 metri di torre + 25 di pala) producendo circa 0,6 MW. Sono comunque in arrivo macchine da 107 metri (67+ 40 di pale).
    Il funzionamento avviene per velocità del vento comprese tra i 4 metri al secondo e i 20-22 metri/sec. Sotto i 4 metri e sopra i 20/22 metri/sec la macchina non produce perché si ferma (interviene un meccanismo di sicurezza).
    L’energia eolica erogata risulterà relazionata all’intensità del vento per i valori ricordati sopra, quindi risentendo dell’intermittenza del vento (che difficilmente possiede un moto lineare) non riuscirà a garantire le medesime condizioni di affidabilità dell’elettricità convenzionale.

    L’ENEL e le nuove società, in base al decreto Bersani (79/99) devono dimostrare di essere collegate ad una quota di produzione elettrica da fonte rinnovabile pari almeno al 2% della propria produzione elettrica totale; è per questo che nel novembre ’99 sono stati introdotti i “certificati verdi”. Il produttore, o l’importatore, deve detenere la quota, corrispondente almeno al 2% di certificati verdi.
    Poiché il valore dei certificati verdi prescinde dalla fonte di energia rinnovabile utilizzata la scelta degli operatori non poteva che concentrarsi sulla produzione eolica che a tutt’oggi appare la più economica.
    Occorre ricordare, poi, che il collegamento alla rete di una quota di potenza intermittente superiore al 10-15% della potenza totale dei generatori convenzionali che sostengono il carico nazionale creerebbe la condizione ideale di black-out; sulla rete elettrica italiana, il limite di accettazione di potenza intermittente si va a situare intorno ai 5000-6000 MW che diventa, quindi, il limite cumulativo di penetrazione.
    Se ne desume che le energie rinnovabili alternative non potranno essere poste in grado di realizzare economie di scala necessarie per raggiungere la competitività.
    Perché l’eolico è diventato un business? Perché si sommano gli incentivi in conto capitale, i fondi regionali strutturali UE con il guadagno derivante dalla vendita dell’energia e il valore finanziario dei certificati verdi.
    Ecco che quindi proliferano le richieste di concessione per impianti eolici che vanno a determinare una situazione distorta che condanna il nostro Paese a non avere una distribuzione equilibrata di produzione da fonte rinnovabile; manca una strategia di lungo e lunghissimo periodo.
    Riassumendo sinteticamente: l’eolizzazione intesa ancorché come fonte rinnovabile di energia, non inquinante quindi, non può essere accettata per la mancanza assoluta di ecocompatibilità.
    Evidentemente attualmente prevalgono logiche massificanti legate esclusivamente al profitto, ancorché inserito in un mercato talmente “libero” da essere monopolizzato e maneggiato in modo soltanto speculativo.
    Con l’eolizzazione non si risolveranno né i problemi energetici né la riduzione dei gas-serra ma si andrà a distruggere, come già si sta facendo, uno tra i più bei paesaggi del mondo.
    Quelle che seguono sono alcune parti di un articolo apparso sul prestigioso giornale tedesco Der Spiegel dal titolo “LA SMANIA DEI MULINI A VENTO ovvero dal sogno di una energia ecologicamente pura alla sovvenzionata distruzione del paesaggio” in cui si traccia una cronaca dell’affare eolico in Germania.

    I danesi hanno già da tempo iniziato la marcia indietro: da due anni hanno praticamente cancellato ogni ulteriore sviluppo dell’energia eolica. La motivazione del governo: siamo già oltre lo scopo che ci siamo prefissi, inoltre le sovvenzioni sono troppo costose.

    In Germania da una parte si trovano i cittadini che non partecipano alla pioggia delle sovvenzioni, i proprietari di piccole villette che a causa dei numerosi mulini a vento sono diventate ormai invendibili. Dall’altra parte ci sono i fautori dell’energia eolica. Spesso si tratta di personalità locali in pensione come direttori di caseifici, dirigenti di casse di risparmio oppure uomini politici comunali in accordo con i contadini i cui terreni sono necessari per gli impianti. Dietro a loro si nasconde sempre un grosso imprenditore del settore, come per esempio la Plambeck Neue Energie AG di Cuxhaven. Per indurre i comuni a dare la loro benedizione ai nuovi progetti, spesso ricevono una modesta percentuale del ricavato. Si usa anche stornare ai comuni somme di fondazioni e di lasciti, per poi ottenere i necessari permessi.

    Oltre al maggiore prezzo pagato alla corrente eolica, lo Stato viene massicciamente incontro agli investitori con facilitazioni fiscali. Nel primo anno, questi possono detrarre il capitale investito fino ad oltre il 100 % dalle imposte da pagare. Pertanto succede che almeno metà del capitale investito ritorna all’investitore. Solo più tardi, quando il vento soffia come desiderato, dovranno pagare annualmente le tasse sul guadagno. Secondo un esperto queste manovre hanno fatto perdere al fisco dal 1997 circa 1,1 miliardi di euro se si applica il tasso normale.

    Si tratta della speranza di una regione di spiccare il volo e trovare tanti posti di lavoro grazie a furbi venditori di vento, compiacenti amministratori comunali e stanchi funzionari sempre comunali, che ne hanno fatto una questione di arricchimento e corruzione. E si tratta della crescente resistenza della popolazione che ha dovuto rendersi conto della propria impotenza di fronte a un’industria protetta dalla legge e fortemente sostenuta dal governo. Una simile situazione si ritrova da tutte le parti del paese.

    Nei Comuni si diffonde un senso di impotenza. E se non riescono ad evitare questi brutti mostri, che almeno rendano ai vari Comuni. Per questo motivo gli operatori hanno inventato dei contratti favorevoli, nella speranza di riconquistare così la benevolenza dei cittadini, rasentando il problema della corruzione. Per esempio, un Comune tedesco trarrà dei vantaggi dal contratto proposto dall’operatore riguardante la “gestione”. In base a questa proposta l’operatore pagherà al Comune una somma per l’uso delle strade comunali (uso che normalmente è libero) o per lo spostamento di alcuni cavi. Il vantaggio per il Comune: 180.000 euro subito e in seguito altri 44.000 euro all’anno, finché i complessivi undici impianti fra circa 8-9 anni cominceranno a rendere al fisco. A queste condizioni l’operatore può costruire i suoi impianti in base ai propri progetti.

    Quando si tratta di costruire nuovi impianti, in molte parti del paese si agisce così per “curare il paesaggio politico”. Operatori e Comuni hanno sviluppato vari e fantasiosi sistemi per concludere contratti a loro favorevoli. Per esempio: è molto ben mirato il piano di costruire parchi eolici proprio sui campi agricoli di cui sono proprietari vari membri del Comune.

    Se il vento soffiasse regolarmente e se tutte le pale potessero lavorare simultaneamente, la produzione di energia eolica potrebbe coprire oltre il 15 % del consumo. Ma questi sono valori puramente teorici. Le misurazioni di una società hanno dimostrato che durante l’anno 2002 il vento ha soffiato con sufficiente forza per coprire il 50 % della produzione prevista per tutte le pale, soltanto durante 36 giorni. Durante 150 giorni la produzione è stata del solo 10% dei dati teorici. Durante alcune giornate calde estive il vento è stato così debole che l’energia eolica prodotta era quasi nulla. Quando in autunno abbiamo pochi giorni di tempesta, la produzione può aumentare fino all’80 o anche al 90%. Dunque il margine è enorme, dice un tecnico della rete elettrica. E le previsioni che ci forniscono regolarmente servono fino ad un certo punto, perché sono affidabili soltanto per 24 ore. Tuttavia, dato che capitano giornate in cui non arriva alcuna energia eolica, i distributori devono accumulare in riserva grandi quantità di energia eolica esistente in teoria, nel loro normale sistema di distribuzione. Nei loro documenti interni si legge che per ogni megawatt di energia eolica bisogna avere a disposizione una riserva di 800 - 900 megawatt. Tecnicamente ciò non rappresenta un problema, però riduce notevolmente il valore ecologico dell’energia eolica, e soprattutto è una forte spesa. Il solo intervento di bloccare prontamente chiuse e singoli impianti comporta una spesa di alcune centinaia di milioni di euro all’anno, sempre secondo i documenti interni delle società. I critici dichiarano che simili calcoli sono alquanto esagerati. Comunque sia, questi fatti aiutano ad aumentare la bolletta energetica del singolo cliente, mentre le società fornitrici possono scalare parte delle spese per la distribuzione, e fanno abbondante uso di questo sistema. Alla fine dell’anno scorso hanno aumentato la loro tariffa del 10%, motivando questa decisione con il crescente sovraccarico della rete dovuto all’energia eolica.

    Alcuni mesi fa il Ministero Federale dell’Economia ha ordinato uno studio approfondito sul problema a tre noti Istituti per l’Economia. I risultati dell’inchiesta sono brillanti e mettono in dubbio - come principio fondamentale - il progetto ecologico-economico di prestigio della parte politica. Paragonato al volume degli incentivi, recita il lavoro degli scienziati, l’effetto ecologicamente positivo dell’energia eolica è relativamente modesto. Dal punto di vista dell’economia generale, un eccessivo incentivo all’energia eolica potrebbe addirittura avere conseguenze negative sul mercato del lavoro.
    Il Coordinamento dei Comitati contro l’eolico selvaggio
    LIBERIAMO IL VENTO di Faeto (FG)
    di Montecalvello Troia (FG)
    di Alberona (FG)
    di Bovino (FG)
    di Sant’Agata di Puglia (FG)
    di Bisaccia (AV)

  • Comitato contro l'eolico selvaggio Liberiamo il v

    27 ott 2005 - 12:36 - #20
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    Egr. sig. Redaelli alcune risposte semplici alle tue deboli e demagogiche argomentazioni:
    1) ma come il vento c’è in Germania, che è piena di pale eoliche, e poi non c’è nel Nord Italia ma cosa stai dicendo? E poi vorresti smentire che il Veneto e la Valle D’Aosta hanno messo le mani avanti rifiutandosi di ospitare anche una sola pala eolica sul loro territorio? E che non ci sono assembramenti di pale eoliche in Piemonte, in Lombardia, in Friuli Venezia Giulia, in Liguria, in Toscana e così via? Sei tu inattendibile;
    2) tu sai molto bene che le dighe non causano impatto ambientale mentre le pale eoliche sì;
    3) l’eolico è solo interesse di bottega e non è assolutamente la modalità di produzione energetica più efficiente per ridurre i gas serra. Questo perché l’Italia è un paese poco ventoso. Su 8.760 ore annue, la media nazionale del vento di velocità compresa tra 4 e 20-22 metri al secondo (l’unica adatta alla produzione elettrica) sta tra le 1.800 e le 1.900 ore annue, mentre in Europa si arriva a circa 4.000 ore annue. Ne deriva che in Italia, anche nell’ipotesi di massima, quanto mai improbabile, di 8.000 MW eolici totali, questi potrebbero produrre al massimo 15,2 miliardi di kWh (kilowattora), cioè circa il 4.8% del fabbisogno annuale italiano di energia elettrica. Ma poiché l’energia elettrica rappresenta poco più del 35% circa del consumo energetico totale italiano, gli ipotetici 15 miliardi di kWh eolici corrisponderebbero solo all’1,8% del consumo totale di energia in Italia. Contributo del tutto irrilevante ai fini energetici, poiché nettamente inferiore, all’aumento dei consumi energetici di un solo anno;
    4) ribadiamo che gli introiti per i Comuni si aggirano su percentuali dell’1,1% all’anno una vergogna e meno male che questo non si è mai verificato altre volte nella storia del capitalismo che costruiva fabbriche ma creava anche centinaia di posti di lavoro. Non manipolare l’informazione che non siamo mica uomini primitivi. I Comuni non traggono assolutamente i benefici che tu vai sbandierando senza realismo e le società eoliche non fanno alcuna beneficenza nei nostri territori anzi spingono tantissimo per la costruzione di altre centrali eoliche proprio perché guadagnano fiumi di denaro. Ti facciamo alcuni esempi. Il Comune di Faeto (FG) ha sul proprio territorio 42 pale eoliche che producono oltre 30 MW ed incassa 150.000 euro circa. Il Comune di Alberona (FG) ha sul proprio territorio circa 60 pale eoliche che producono oltre 40 MW ed incassa 120.000 euro circa. Secondo te sono convenienti questi affari o no? E per chi? Smettila di disinformare;
    5) per quanto riguarda i proventi percepiti dai proprietari dei terreni, che spesso sono anche componenti delle Amministrazioni locali, ricordati che essi percepiscono a tutt’oggi solo 200 euro all’anno a pala eolica e che è solo una promessa quella che con l’installazione delle nuove pale eoliche potrebbero percepire circa 4.000 euro all’anno hai capito è solo una promessa;
    6) l’impatto negativo sul valore immobiliare esiste eccome. Certo è vero che nelle nostre zone le case non costano tantissimo ma il loro valore è letteralmente precipitato da quando sono apparse le pale eoliche e questa cosa basta chiederla ai proprietari di case limitrofe ad esse come nel caso del Villaggio turistico San Leonardo di Faeto (FG) le cui abitazioni circondate da pale eoliche attualmente posseggono un valore bassissimo. Ma ciò accade anche per il valore dei terreni. Quindi esiste eccome un nesso tra valore immobiliare e pale eoliche. Non ti avventurare in cose che evidentemente non conosci;
    7) poi quali sarebbero i sindaci che vogliono fermare lo spopolamento con l’eolico? Facci i nomi. Noi conosciamo il territorio meglio di te e sappiamo quanto becero clientelismo ed attenzione solo per gli affari personali lo attanaglia e lo ha ridotto ai minimi termini. Il settore eolico non è un’opportunità economica per il Sud in quanto la qualità della vita nei nostri Comuni non è affatto aumentata o migliorata per effetto delle centrali eoliche né a livello fiscale né a livello economico e sociale.
    8) i tecnici sono anche di provenienza locale e sono sempre gli stessi ma non parlare più di archeologi perché tali figure professionali non esistono in nessun progetto presentato. Vieni a trovarci e potrai vedere che le pale eoliche non sono affatto colorate per evitare l’impatto degli uccelli e non vi sono affatto sofisticati accorgimenti che le fanno funzionare.
    9) certo sentire che l’eolico è per il Sud una forma di investimento è davvero agghiacciante. Ma mettiamo pure che lo sia quali ritorni economici ed occupazionali porterà questo investimento? Visto che tu sai tutto ci puoi snocciolare alcune cifre relative a questo grandioso investimento per il Meridione? Ti anticipiamo che a tutt’oggi non abbiamo ancora visto alcun miglioramento economico e alcun incremento occupazionale tra la manodopera locale e se non ci credi prova a chiedere ai Comuni ed alle società dell’eolico quanta ne hanno creato con le loro centrali eoliche;
    10) noi non passiamo il nostro tempo a rimirare il paesaggio in quanto ognuno di noi ha un lavoro ed i propri impegni familiari e ci teniamo a sottolinearlo che differentemente da te, che riteniamo essere uno che lavora nel settore dell’eolico, non ci guadagniamo niente in questa battaglia per la trasparenza e per la partecipazione popolare alle scelte importanti riguardanti i nostri territori. Le assemblee organizzate da noi sono state sempre affollate e piene di gente che voleva finalmente avere qualche informazione su tale tematica vista la strana latitanza dei Sindaci e di voi tecnici del settore in queste assemblee. Ma perché non ci vieni a trovare?
    11) è vero che a volte il T.A.R. ed anche il Consiglio di Stato hanno emanato sentenze sostanzialmente favorevoli all’eolico ma alcune di esse sono veramente scioccanti come questa di cui riportiamo un commento “Ridurre le emissioni di gas ad effetto serra, centrando gli obiettivi del protocollo di Kyoto, è prioritario, a tal punto da avere la meglio sulla tutela di paesaggi incontaminati dove costruire impianti eolici. A stabilirlo è il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso della Enel Green Power contro il veto del Ministero per i beni culturali alla costruzione di un impianto eolico in una zona vincolata del Molise. A Piana dell’Agnello, nei pressi di Macchiagodena (Is), sorgeranno dunque gli alti pali eolici che nel 2002 la Soprintendenza aveva cercato di bloccare perché l’intervento «ricadeva in un ambito di rilevante interesse paesaggistico-ambientale e naturalistico». La Regione Molise aveva invece dato parere positivo per l’impianto, subordinandolo però a prescrizioni tra cui l’indicazione che disposizione e forma dei pali eolici tenessero conto della «qualità paesaggistica» del luogo. Il Tar del Molise, lo scorso anno, aveva respinto il ricorso dell’Enel Green Power, ribaltato ora dal Consiglio di Stato. I giudici di Palazzo Spada “bacchettano” nelle motivazioni il Ministero per aver «apoditticamente» affermato che «la realizzazione del progetto pregiudica i valori ambientali e paesaggistici», invece di basarsi «sull’esistenza di circostanze di fatto o di elementi specifici» non esaminati o irrazionalmente valutati dalla Regione che ha emanato l’autorizzazione paesaggistica. Ma, soprattutto, il Consiglio di Stato dà il via libera alla costruzione dell’impianto eolico sostenendo che «il progetto in questione risponde a finalità di interesse pubblico», vale a dire la riduzione delle emissione di gas ad effetto serra attraverso la ricerca la promozione, lo sviluppo e maggiore utilizzazione di fonti energetiche rinnovabili tra i quali rientrano gli impianti eolici. Questo è infatti «un impegno internazionale - concludono i supremi giudici amministrativi - assunto dallo Stato italiano e recepito nell’ordinamento statale dalla legge n.120 del giugno 2002» con cui l’Italia ha ratificato il protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici.” Tutto ciò è allucinante soprattutto in considerazione del fatto che in nome di un falso progresso perché te lo ripetiamo queste attività non porteranno alcun beneficio economico ed occupazionale al Sud si distruggono anche le radici culturali di un paese. Complimenti davvero per quello che state facendo!
    11) c’è molta approssimazione e fretta nell’approvare i progetti soprattutto da parte delle società dell’eolico ma anche e stranamente per le pressioni da parte dei Sindaci che sembrano tutti assidui sostenitori delle fonti energetiche rinnovabili e le relazioni siano esse geologiche e così via sono tutte uguali ed addirittura in alcune non si accorgono neanche di non aver cancellato i nomi appartenenti ad un’altra zona;
    12) nelle striminzite convenzioni economiche stipulate tra i Comuni e le società dell’eolico non viene mai prevista la fideiussione richiesta dalla legge per coprire i costi di dismissione delle pale eoliche alla scadenza dei contratti che in genere durano anche 29 anni. Se una società nel frattempo fallisce queste pale eoliche chi le rimuove forse il contadino che pensava di arricchirsi con esse? E quanto gli costerà questa attività? Ed il suo terreno quanto varrà effettivamente dopo questa serie di inconvenienti?

    13) tra una decina d’anni i costi di gestione di questi impianti saranno molto elevati ed essi saranno abbandonati e delle pale eoliche si impossesserà la ruggine. A quel punto la dismissione delle pale eoliche sarà a totale carico degli agricoltori che le hanno accettate sul proprio terreno;

    14) lo sai che occorrerebbero oltre 5000 pale eoliche per avere un risparmio di petrolio dell’1,1% all’anno?

    Attendiamo tue risposte in merito a queste precise argomentazioni.
    Distinti saluti.
    Riportiamo alcuni commenti rilasciati, tra l’altro, da eminenti studiosi del settore sulla problematica dell’eolico.
    Il commento fatto da un eminente studioso del settore Lester R. Brown (presidente dell’Earth Policy Institute e fondatore e presidente del World Watch Institute), massimo esperto mondiale di energie rinnovabili, che alla precisa domanda: “A fronte dei tanti che sostengono l’energia eolica, molti altri vi si oppongono. A loro dire, i siti eolici deturpano esteticamente l’ambiente e l’energia prodotta è costosa e difficile da trasportare. Qual è la sua replica?”, così risponde: “… Per la produzione di energia eolica si utilizzano regioni scarsamente popolate e ricche di vento, come le grandi pianure del Nord America, il nordovest della Cina, la Siberia orientale e le regioni della Patagonia in Argentina. Se a ciò viene aggiunto il potenziale del mare aperto, l’energia eolica potrebbe soddisfare non solo i fabbisogni di elettricità del mondo ma tutte le necessità dell’energia globale.” (Vedi ‘Avvenire’ 24/7/2004, p. 3).
    “Arrivare a produrre con il vento l’1,2% del totale dell’energia consumata in Italia, riducendo di solo l’1,6% le emissioni totali di CO2 equivalente attraverso l’installazione di oltre 5000 torri eoliche alte fino a 100 metri, non vale la pena se questo significa aggredire in modo indelebile i caratteri culturali, agricoli, turistici e paesaggistici del territorio con costi economici ed ambientali incalcolabili per il Paese…”. Così si esprime nel 2001 la Coldiretti, dalla voce del suo Presidente Paolo Bedoni.

    “Oggi in Italia, con l’eolico, facciamo una frazione infinitamente piccola dell’energia necessaria per far funzionare il nostro mondo civile. Se si vuole dall’eolico un apporto energetico fondamentale per il nostro Paese, di queste torri eoliche dovremmo farne non delle centinaia ma delle migliaia, e forse anche delle centinaia di migliaia”. Questa la sarcastica dichiarazione del prof. Carlo Rubbia.

    GLI IMPIANTI EOLICI
    Se consideriamo i vari possibili rapporti che un’opera può avere con il paesaggio circostante, vediamo che gli impianti eolici hanno un rapporto di dominanza, cioè tale da incidervi molto pesantemente. È evidente quindi che possono essere collocati in luoghi che non hanno attualmente un grande valore paesaggistico. Ad esempio, nella pianura olandese o danese possono divenire con il tempo, anche per un effetto di superdominanza, degli elementi caratteristici (come lo sono i mulini in Olanda), ma in aree già paesaggisticamente interessanti, armoniose ed equilibrate avrebbero un effetto disastroso.

    COME COLLOCARE GLI IMPIANTI EOLICI TENENDO CONTO DEL PAESAGGIO.
    Va fatta preliminarmente un’analisi paesaggistica di tipo qualitativo. In tal senso i paesaggi sono suddivisibili in base alla loro qualità in quattro principali categorie:
    • callitòpi: aree aventi eccezionale valore (ad esempio un lago alpino o la forra di un torrente);
    • callitipi: aree avente un generale elevato valore (ad esempio una valle alpina, un’area collinare con insediamenti tradizionali e priva di espansioni edilizie caotiche);
    • normotipi: aree di comune valore paesaggistico (aree urbane non degradate, aree agricole di pianura);
    • cacotipi: aree degradate o con insediamenti caotici.
    Si può poi compilare indicativamente una tabella dei rapporti opera – paesaggio ammissibili in tali classi di paesaggio.
    Va da sé che né in aree di eccezionale valore (callitopi) o di generale elevato valore(callitipi), né nelle loro adiacenze è opportuno collocare impianti eolici. Arch. Roberto Barocchi docente di Architettura del paesaggio.
    Al giorno d’oggi i mulini a vento sono costituiti da torri d’acciaio alla cui sommità è posto un rotore che è azionato dalle pale di un’elica che cattura l’energia cinetica del vento.
    Il rotore trasferisce l’energia al generatore di corrente alternata producendo una potenza anche di 2 MW (in relazione alle dimensioni delle pale e alla pressione esercitata dal vento); mediamente le macchine eoliche raggiungono i 75 metri di altezza (50 metri di torre + 25 di pala) producendo circa 0,6 MW. Sono comunque in arrivo macchine da 107 metri (67+ 40 di pale).
    Il funzionamento avviene per velocità del vento comprese tra i 4 metri al secondo e i 20-22 metri/sec. Sotto i 4 metri e sopra i 20/22 metri/sec la macchina non produce perché si ferma (interviene un meccanismo di sicurezza).
    L’energia eolica erogata risulterà relazionata all’intensità del vento per i valori ricordati sopra, quindi risentendo dell’intermittenza del vento (che difficilmente possiede un moto lineare) non riuscirà a garantire le medesime condizioni di affidabilità dell’elettricità convenzionale.

    L’ENEL e le nuove società, in base al decreto Bersani (79/99) devono dimostrare di essere collegate ad una quota di produzione elettrica da fonte rinnovabile pari almeno al 2% della propria produzione elettrica totale; è per questo che nel novembre ’99 sono stati introdotti i “certificati verdi”. Il produttore, o l’importatore, deve detenere la quota, corrispondente almeno al 2% di certificati verdi.
    Poiché il valore dei certificati verdi prescinde dalla fonte di energia rinnovabile utilizzata la scelta degli operatori non poteva che concentrarsi sulla produzione eolica che a tutt’oggi appare la più economica.
    Occorre ricordare, poi, che il collegamento alla rete di una quota di potenza intermittente superiore al 10-15% della potenza totale dei generatori convenzionali che sostengono il carico nazionale creerebbe la condizione ideale di black-out; sulla rete elettrica italiana, il limite di accettazione di potenza intermittente si va a situare intorno ai 5000-6000 MW che diventa, quindi, il limite cumulativo di penetrazione.
    Se ne desume che le energie rinnovabili alternative non potranno essere poste in grado di realizzare economie di scala necessarie per raggiungere la competitività.
    Perché l’eolico è diventato un business? Perché si sommano gli incentivi in conto capitale, i fondi regionali strutturali UE con il guadagno derivante dalla vendita dell’energia e il valore finanziario dei certificati verdi.
    Ecco che quindi proliferano le richieste di concessione per impianti eolici che vanno a determinare una situazione distorta che condanna il nostro Paese a non avere una distribuzione equilibrata di produzione da fonte rinnovabile; manca una strategia di lungo e lunghissimo periodo.
    Riassumendo sinteticamente: l’eolizzazione intesa ancorché come fonte rinnovabile di energia, non inquinante quindi, non può essere accettata per la mancanza assoluta di ecocompatibilità.
    Evidentemente attualmente prevalgono logiche massificanti legate esclusivamente al profitto, ancorché inserito in un mercato talmente “libero” da essere monopolizzato e maneggiato in modo soltanto speculativo.
    Con l’eolizzazione non si risolveranno né i problemi energetici né la riduzione dei gas-serra ma si andrà a distruggere, come già si sta facendo, uno tra i più bei paesaggi del mondo.
    Quelle che seguono sono alcune parti di un articolo apparso sul prestigioso giornale tedesco Der Spiegel dal titolo “LA SMANIA DEI MULINI A VENTO ovvero dal sogno di una energia ecologicamente pura alla sovvenzionata distruzione del paesaggio” in cui si traccia una cronaca dell’affare eolico in Germania.

    I danesi hanno già da tempo iniziato la marcia indietro: da due anni hanno praticamente cancellato ogni ulteriore sviluppo dell’energia eolica. La motivazione del governo: siamo già oltre lo scopo che ci siamo prefissi, inoltre le sovvenzioni sono troppo costose.

    In Germania da una parte si trovano i cittadini che non partecipano alla pioggia delle sovvenzioni, i proprietari di piccole villette che a causa dei numerosi mulini a vento sono diventate ormai invendibili. Dall’altra parte ci sono i fautori dell’energia eolica. Spesso si tratta di personalità locali in pensione come direttori di caseifici, dirigenti di casse di risparmio oppure uomini politici comunali in accordo con i contadini i cui terreni sono necessari per gli impianti. Dietro a loro si nasconde sempre un grosso imprenditore del settore, come per esempio la Plambeck Neue Energie AG di Cuxhaven. Per indurre i comuni a dare la loro benedizione ai nuovi progetti, spesso ricevono una modesta percentuale del ricavato. Si usa anche stornare ai comuni somme di fondazioni e di lasciti, per poi ottenere i necessari permessi.

    Oltre al maggiore prezzo pagato alla corrente eolica, lo Stato viene massicciamente incontro agli investitori con facilitazioni fiscali. Nel primo anno, questi possono detrarre il capitale investito fino ad oltre il 100 % dalle imposte da pagare. Pertanto succede che almeno metà del capitale investito ritorna all’investitore. Solo più tardi, quando il vento soffia come desiderato, dovranno pagare annualmente le tasse sul guadagno. Secondo un esperto queste manovre hanno fatto perdere al fisco dal 1997 circa 1,1 miliardi di euro se si applica il tasso normale.

    Si tratta della speranza di una regione di spiccare il volo e trovare tanti posti di lavoro grazie a furbi venditori di vento, compiacenti amministratori comunali e stanchi funzionari sempre comunali, che ne hanno fatto una questione di arricchimento e corruzione. E si tratta della crescente resistenza della popolazione che ha dovuto rendersi conto della propria impotenza di fronte a un’industria protetta dalla legge e fortemente sostenuta dal governo. Una simile situazione si ritrova da tutte le parti del paese.

    Nei Comuni si diffonde un senso di impotenza. E se non riescono ad evitare questi brutti mostri, che almeno rendano ai vari Comuni. Per questo motivo gli operatori hanno inventato dei contratti favorevoli, nella speranza di riconquistare così la benevolenza dei cittadini, rasentando il problema della corruzione. Per esempio, un Comune tedesco trarrà dei vantaggi dal contratto proposto dall’operatore riguardante la “gestione”. In base a questa proposta l’operatore pagherà al Comune una somma per l’uso delle strade comunali (uso che normalmente è libero) o per lo spostamento di alcuni cavi. Il vantaggio per il Comune: 180.000 euro subito e in seguito altri 44.000 euro all’anno, finché i complessivi undici impianti fra circa 8-9 anni cominceranno a rendere al fisco. A queste condizioni l’operatore può costruire i suoi impianti in base ai propri progetti.

    Quando si tratta di costruire nuovi impianti, in molte parti del paese si agisce così per “curare il paesaggio politico”. Operatori e Comuni hanno sviluppato vari e fantasiosi sistemi per concludere contratti a loro favorevoli. Per esempio: è molto ben mirato il piano di costruire parchi eolici proprio sui campi agricoli di cui sono proprietari vari membri del Comune.

    Se il vento soffiasse regolarmente e se tutte le pale potessero lavorare simultaneamente, la produzione di energia eolica potrebbe coprire oltre il 15 % del consumo. Ma questi sono valori puramente teorici. Le misurazioni di una società hanno dimostrato che durante l’anno 2002 il vento ha soffiato con sufficiente forza per coprire il 50 % della produzione prevista per tutte le pale, soltanto durante 36 giorni. Durante 150 giorni la produzione è stata del solo 10% dei dati teorici. Durante alcune giornate calde estive il vento è stato così debole che l’energia eolica prodotta era quasi nulla. Quando in autunno abbiamo pochi giorni di tempesta, la produzione può aumentare fino all’80 o anche al 90%. Dunque il margine è enorme, dice un tecnico della rete elettrica. E le previsioni che ci forniscono regolarmente servono fino ad un certo punto, perché sono affidabili soltanto per 24 ore. Tuttavia, dato che capitano giornate in cui non arriva alcuna energia eolica, i distributori devono accumulare in riserva grandi quantità di energia eolica esistente in teoria, nel loro normale sistema di distribuzione. Nei loro documenti interni si legge che per ogni megawatt di energia eolica bisogna avere a disposizione una riserva di 800 - 900 megawatt. Tecnicamente ciò non rappresenta un problema, però riduce notevolmente il valore ecologico dell’energia eolica, e soprattutto è una forte spesa. Il solo intervento di bloccare prontamente chiuse e singoli impianti comporta una spesa di alcune centinaia di milioni di euro all’anno, sempre secondo i documenti interni delle società. I critici dichiarano che simili calcoli sono alquanto esagerati. Comunque sia, questi fatti aiutano ad aumentare la bolletta energetica del singolo cliente, mentre le società fornitrici possono scalare parte delle spese per la distribuzione, e fanno abbondante uso di questo sistema. Alla fine dell’anno scorso hanno aumentato la loro tariffa del 10%, motivando questa decisione con il crescente sovraccarico della rete dovuto all’energia eolica.

    Alcuni mesi fa il Ministero Federale dell’Economia ha ordinato uno studio approfondito sul problema a tre noti Istituti per l’Economia. I risultati dell’inchiesta sono brillanti e mettono in dubbio - come principio fondamentale - il progetto ecologico-economico di prestigio della parte politica. Paragonato al volume degli incentivi, recita il lavoro degli scienziati, l’effetto ecologicamente positivo dell’energia eolica è relativamente modesto. Dal punto di vista dell’economia generale, un eccessivo incentivo all’energia eolica potrebbe addirittura avere conseguenze negative sul mercato del lavoro.

    Il Coordinamento dei Comitati contro l’eolico selvaggio
    LIBERIAMO IL VENTO di Faeto (FG)
    di Montecalvello Troia (FG)
    di Alberona (FG)
    di Bovino (FG)
    di Sant’Agata di Puglia (FG)
    di Bisaccia (AV)

  • Peppe

    04 nov 2005 - 12:45 - #21
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    Basta con questi finti intellettuali che parlano di eolico senza capirci una mazza! Ma soprattutto basta con questi finti intellettuali che ci vengono a raccontare che l’eolico è pulito! Certo sarà pulito per chi vivi a km di distanza ma non per chi ci vive a contatto! E poi che dire della selva di elettrodotti realizzati? La devastazione del paesaggio? Lo spopolamento delle campagne? Agriturismi chiusi perchè loro malgrado si sono ritrovati al centro di una centrale elettrica poichè un parco eolico è una centrale elettrica? I terreni che hanno perso valore dato che ormai nessuno li vuole con l’impossibilità di farne qualcosa se non portare gli animali al pascolo dato che grazie a sti benedetti mostri non si può realizzare più niente? In Spagna molti parchi eolici sorgono in zone desolate da me in provincia di Benevento hanno piazzato pale ovunque manca poco che le mettano pure al centro della piazza del paese!

  • ANEV

    04 nov 2005 - 20:31 - #22
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    L’ANEV - Associazione Nazionale Energia del Vento - ritiene opportuno fornire, in merito alla lunga serie di dichiarazioni e di commenti alla lettera pubblicata, alcune rassicurazioni basate su dati reali e non su ragionamenti anche simpatici ma certamente poco scientifici.

    Come primo aspetto va ricordato come la legislazione vigente è già di per sè adeguatamente rigida in merito alla lunga serie di verifiche che un progetto di realizzazione di un parco eolico deve superare.
    A seguito dell’iter procedurale infatti, e nel solo caso di rilascio di tutte le autorizzazioni necessarie, si può iniziare la realizzazione dell’impianto, sempre nel rispetto delle indicazioni progettuali approvate.

    Per quanto riguarda i nostri associati, che rappresentano la larga maggioranza degli operatori, vi sono inoltre ulteriori attenzioni che si concretizzano nella individuazione di rigidissime prescrizioni progettuali mirate proprio a minimizzare ancor più l’impatto visivo oltre che a garantire un corretto inserimento degli impianti eolici nel territorio. Tale Protocollo vincolante è stato sottoscritto dall’ANEV con le principali Associazioni ambientaliste che ne garantiscono l’applicazione.

    Pertanto l’ANE oggi è come Voi attivamente impegnata per evitare quegli scempi paventati, certamente con un approccio meno estremistico ma certamente più determinante del Vostro, in quanto teso unicamente al raggiungimento di risultati comunemente auspicati.

    Per quanto riguarda infine le informazioni sull’energia eolica, riteniamo che sarebbe meglio non trattare in modo dilettantistico questioni rilavanti, e sarebbe anche meglio limitarsi a fornire informazioni basate su dati reali piuttosto che spacciare per notizie vere semplici chiacchere da bar fondate, siamo certi, sull’ignoranza piuttosto che sulla malafede.

    La nostra Associazione, riconosciuta ai sensi dell’art. 13 legge n. 349/86, resta a disposizione di tutti quanti vogliono avere informazioni corrette su questo tema.

    ANEV
    Associazione Nazionale Energia del Vento

    tel +390642014701
    www.anev.org
    segreteria@anev.org

  • Giovanni

    09 nov 2005 - 20:17 - #23
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    Caro Peppe e cari Comitati,
    gli elettrodotti eolici da qualche anno sono interrati ergo non si vedono. Si chiamano cavidotti apposta e vengono autorizzati sia dalla Forestale, sia dall’Autorità di Bacino, sia dalla Provincia
    Lo spopolamento delle campagne non ha alcun nesso con l’eolico, come non hanno alcun nesso l’influenza aviaria, l’impotenza e la segregazione razziale.
    gli animali possono liberamente circolare anche a ridosso delle pale: che a te sembrino dei mostri non impedisce loro di ruminare.
    Quanto alle osservazioni dei liberatori, vado in sequenza.
    1) Mai detto che non ci sia vento in Germania.
    Non c’è nel nord italia (vedi atlante eolico sul web). Del resto se ci fosse, credete che gli imprenditori verrebbero nel sud a investire?
    2) Le dighe causano enormi impatti ambientali
    3) Dall’Abruzzo in giù le ore anno sono molte di più: per questo tentano di realizzare parchi lì e non al nord. Anche qui aggiornate òa vostra disinformazione sul web alla voce atlante eolico.
    4) Le percentuali che indicate sono vecchie di tre anni. Aggiornatevi andando a leggere i documenti in Regione o nei singoli Comuni. La LIPU ha fatto un ottimo censimento, quindi dispone dei dati utili, dai quali è possibile desumere gli enormi introiti a favore dei Comuni.
    5) Anche per gli affitti dei terreni dovreste fare la fatica di aggiornarvi: i contratti prevedono importi dai 3 ai 4.000 euro/anno. Chiedete e vi aggiorneranno i diretti interessati.
    6) Verificate i dati con qualunque agenzia immobilire locale: dove le pale non ci sono i prezzi degli immobili sono uguali a quelli dove le pale ci sono: e l’appennino che vale poco perchè cosi poco infrastrutturato non attrae nessuno. Infrastrutturarlo costa e i soldi necessari possono arrivare anche dall’eolico. E’ il Comune a scegliere come spenderli.
    7) Non si capisce perchè dovreste avere dei benefici fiscali. Tuttalpiù nuovi servizi sociali che i Comuni senza eolico non potranno più pagare (vedi anche ultima finanziaria).
    8) Gli archeologi sono obbligatori sia per la legge 387, sia per la legge regionale 716 e i funzionari regionali sono molto attenti al rispetto delle normative esistenti (vedi BURP).
    9) I benefici si chiamano servizi sociali o welfare: ogni comune con un intrioto da eolico pari al 15-20% del bilancio comunale può ben disporne.
    10) Non sono un tecnico del settore ma uno che si informa. Ottimo se la gente partecipa alle assemblee:comprenderà i vantaggi e limiti della scelta. Carino sarebbe anche proporre alternative al dissesto, allo spopolamento, ai gas serra: ma voi non proponete nulla, siete solo contro.
    11) il Consiglio di Stato sostiene che tutela della salute e tutela del paesagio debbano essere considerati di pari priorità. Per questo tutte le sue sentenze sono favorevoli all’eolico (l’ulima il 28 Ottobre, la sesta solo nel 2005).
    12) la Fidejussione è prevista per legge e i funzionari della Regione sono molto attenti a che venga predisposta: questa tutela Comune e proprietari anche in caso di fallimento (mai successo per ora) della società.
    13) Affermazione da terrorismo psicologico: i parchi eolici sono coperti da fidejussione, quindi nulla sarà a carico degli agricoltori, ma solo della Società.
    14) L’eolico non risolve i problemi posti dall’autotrazione, ma di concerto con le altre forme rinnovabili contribuisce a ridurre i gas serra responsabili della progressiva desertificazione del pianeta: avete idee alternative?
    la germania ha 16.000 MW eolici
    La spagna ha 8.000 MW eolici
    La Danimarca 3.200 MW eolici
    l’Italia ha 1.200 MW eolici
    Dobbiamo recuperare e dobbiamo farlo velocemente. Ovviamente dove c’è vento. Quindi nel sud.
    E voi, aristocratici senza rispetto per il futuro del pianeta, frenate tutto aspettando la desertificazione e senza proporre niente. Triste.
    Mah. A ciascuno il suo ruolo.

  • antonio

    10 nov 2005 - 20:08 - #24
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    le energie alternative al petrolio ci sono ,lo si sa da tempo ,ci prendono solo in giro perche a loro conviene cosi .pensate che anche dal rubinetto di casa si puo fare una minicentrale idroelettrica per far funzionare le lampadine ,questo sarebbe anche un risparmio di energia ma loro non vogliono farle perche non anno i riscontri economici a loro favore , sapete quanti salti d’acqua si potrebbero sfruttare ma non viene fatto. incentivare i pannelli solari , lo stoccaggio e riciclaggio della spazzatura ,l’eolica e tante altre .quache cosa si muove ma a singhiozzo e che d’estate non rompano i coglioni a sospendere l’energia elettrica che ce tanto consumo se vogliono risparmiare energia la notte spengano le luci nei parchi che alle tre di notte ci girano solo gli uccelli ,e la luce gli da pure fastidio,invece di sospenderla all’uso comune . ed ai sindaci delle grosse citta di bloccare il traffico per lo smog quando poi aprono i centri commerciali la domenica e fanno circolare milioni di veicoli questa gente ci prende solo per il culo a noi poveri consumatori e noi abbocchiamo come i pesci a quello che dicono .tutti abbiamo cambiato la macchina per non inquinare , e cosa ti tirano fuori euro 4 e si perche quando passa un’auto euro quattro l’aria viene profumata dallo scarico,a proposito di macchine sapete che ai nostri motori basta collegare un compressore che mentre il motore gira carica dell’aria ed il motore puo girare anche ad aria compressa perche non viene fatto? qualcuno mi risponda . e si si fa prima a farci cambiare auto cosi ci mangiano le case automobilistiche . fino a quando ci sara il petrolio le cose andranno avanti cosi teniamoci l’inquinamento i costi alti dell’energia a dimenticavo anche se i motori funzionassero ad acqua pensate che poi l’acqua la troviate cosi come adesso nooo e solo illusione , meditate gente meditate a loro conviene cosi e noi paghiamo fanno solo rumore e come la politica si scornano tra diloro destra sinistra e poi senti senti vanno a mangiare assieme. un saluto festoso a tutti ciao

  • Francesco

    10 nov 2005 - 20:39 - #25
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    Nucleare: Se siamo contrari VERGOGNOSO INFAME che si acquisti energia da chi col nucleare la produce.Proviamo e vedete i ben pensanti al freddo come fanno infretta a cambiare ideaaa vero !!!!!
    Mi piacerebbe tanto io ci stò
    Francesco

  • gabriele

    10 nov 2005 - 20:56 - #26
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    Io capisco la situazione delle pale eoliche, però sono pronto a fare a scambio con la nostra mega discarica di SCAPIGLIATO, noi siamo molto più fortunati di voi perchè il comune che la installata non è il nostro ma uno che dista venti chilometri da noi il quale a pensato bene di andare a costruirne una sul confine di altri tre comuni.Vi posso garantire che la mattina e la sera avremmo bisogno delle vostre pale eoliche.I nostri comuni vivono grazie a turismo e agricoltura in toscana il nostro paesino LORENZANA è un punto strategico per la vicinanza a molte città come Pisa Livorno Lucca ed a 40 minuti da Firenze quindi immaginate che luogo ideale per crearci una discarica!!!!!!!!!
    Un saluto a tutti e W L’ITALIA

  • benedetto

    10 nov 2005 - 23:11 - #27
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    il sistema eolico non risolve il problema energetico.è uno scempio per l’ambiente . soldi bruciati .ho lavorato 40 anni per il trasporto su cavo per elettricità (distribuzione ) l’errore gravissimo è stato il declassamanto della tensione da 220kv a 150kv. perchè secondo gli esperti i campi magnetici fanno male alla salute…ho i miei dubbi. ho lavorato 40 anni iommerso nei campi magnetici e sto’ benissimo. eppoi la richiesta di energia e a maggior richiesta e si riduce la produzione. non si capisce la cognizione. ho incominciato il mio lavoro conto e per enel di posa e istallazione di cavi da 9o mm/q e gli ultimi erano 2000 mm/q i primi a 220 kv gli ultimi a 150 kv .l’elettricita ha leggi fisiche .ma chi decide non ne tiene conto perchè forse incompetente . in’oltre per strategie si è abbandonati i cavi a olio fluido per ricorrere a cavi epiresina siglati rg5 o rg7 affidabili ma non sicuri come i precedenti .che erano considerati con le opportune manutenzioni e verifiche eterni.l’eolica o solare vedi catania e fiume santo in sardegne ancora sperimentali. comperiamo energia da paesi limitrofi francia svizzera prodotto con centrali nucleari noi non possiamo averle perche non si sa ancora perche. siamo il paese che ancora non tutti differenziano i rifiuti .ma ci preoccupiamo di non produrre in nucleare…fin dove dobbiamo incasinare l’ambiente? indignato saluto speriamo bene .la massima sarebbe.ognuno al suo mestiere.

  • Mondopulito

    16 nov 2005 - 12:48 - #28
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    Bè visto il crescente bisogno di energia di cui abbiamo bisogno…immagino tutti avete climatizzatore..frigo…lavatrici…mah… l’energia pulita offerta da un aerogeneratore è uno scempio…ok ..si sente parlare del bisogno di nuove centrali atomiche sarebbe una bella soddisfazione vederne installata una nel vostro bel paesino… Saluti.
    Con i migliori auguri.

  • ecology

    27 nov 2005 - 02:07 - #29
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    Io vorrei avere un aerogeneratore vicino casa peccato che non abito in una zona ventosa.

  • ecology

    27 nov 2005 - 02:11 - #30
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    Caro Benedetto, facciamo cambio, tu ti tieni la centrale nucleare a debita distanza da me e io mi tengo volentieri gli aerogeneratori che voi non volete, ci stai ?

  • Trovanotizie blog

    27 nov 2005 - 10:50 - #31
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    Perche’ non soffia il vento dell’eolico Negli ultimi anni, la crescita del prezzo del petrolio e l’instabilita’ dell’area medio-orientale hanno accelerato l’espansione dell’energia eolica

  • giovanni

    29 nov 2005 - 14:59 - #32
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    Il vento dell’eolico non soffia perchè:
    LIPU e Italia Nostra (ovvero i vari Comitati Liberamo il vento che includono l’elitarissimo Comitato Nazionale del Paesaggio di Ripa di Meana, oggi presidente di Italia Nostra, sic!) sostengono che l’eolico rovina il paesaggio, cioè la vista.
    WWF sostiene che l’eolico va bene ma non dove è incompatibile con il paesaggio, cioè praticamente ovunque (in Abruzzo è arrivata a sostenere che l’eolico è in contrasto con “la cultura pastorale!!)
    I Verdi sono contrari preferendo solare e fotovoltaico, anche se sono tecnologie utili per il risparmio energetico ma lontanissime dal riuscire ad affrontare quote significative di produzione energetica rinnovabile.
    In sintesi: una parte del mondo ambientalsta è preoccupata dai gas serra, quindi si schiera contro il petrolio, poi è naturalmente contro il nucleare, ma non vuole l’eolico perchè le torri disturbano la vista.
    La tesi sostenuta impropriamente è che l’eolico sia ambientalmente incompatibile pur essendo una tecnologia assolutamente non inquinante (zero elettromagnetico, zero gas, zero residui oleosi, zero rumore a distanza di 100 mt).
    L’opposizione all’eolico si gioca quindi solo su una presunta incompatibilità paesaggistica, area tematica del tutto soggettiva per la quale questa parte del mondo ambientalista ritiene di avere il monopolio della verità.
    Più che pensare globalmente e agire localmente, questi sedicenti ambientalisti sembrano animati da un presunto diritto di veto locale replicabile all’infinito a tutto svantaggio del consesso umano nel suo complesso.
    E’ grazie a questa aristocrazia del paesaggio che il vento non gira tra i mulini.
    Non vedremo i mulini ma moriremo di anidride carbonica grazie a loro e a quanti lavorano contro Kyoto.
    Sembra un paradosso, ma tant’è.

  • Profilo di Bricke

    Bricke

    29 nov 2005 - 18:32 - #33
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    Giovanni forse dovremmo smettere tutti di dividere le persone in ambientaliste e non ambientaliste. :)

  • Peppe

    31 gen 2006 - 14:58 - #34
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    Mi piacerebbe sapere perchè a parità di dati anemometrici in Umbria l’eolico non si può fare perchè devasta il territorio e in Campania si. I colli della Campania sono molto più belli (scusate erano, grazie alla devstazione delle multinazionali prodotte) Il solito razzismo o meglio la solita presa per i fondelli nei confronti delle comunità locali più piccole e da sempre in gravi difficoltà economiche. L’unica risorsa era il territorio risultati? Agriturismi chiusi elettrodotti piazzati sulla testa di povera gente illusioni di lavoro promesse di sviluppo finto ambientalismo. Che schifo

  • Domenico

    10 apr 2006 - 17:37 - #35
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    Vorrei rispondere a tutti i convenuti che si sono espressi con affermazioni di questo genere “energie rinnovabili a tutti i costi” … “sacrifichiamo il paesaggio” … “liberiamoci dalla dipendenza dal petrolio”… “è assurdo protestare contro le pale eoliche”. Cari signori prima di parlare di questo argomento rispondetemi: siete disposti a vivere a 500 mt da una pala eolicha alta 100 metri? sapete cosa vuol dire inquinameto acustico? cosa ne pensate se invece che nel subappennino dauno (FG) le pale le installassami sulle dorsali delle famigerate colline toscane? o lungo le costa della riviera ligure? ancor meglio in costa smeralda? e perchè no nella vale dei templi? TANTO A VOI COSA IMPORTA DEL PATRIMONIO PAESAGGISTICO DELLA NOSTRA BELLA ITALIA!!!!
    Forse non sapete che i Comitati contro l’eolico selvaggio che conosco in qualsiasi documento, coonvegno o assemblea cominciano sempre con queste parole: “NON SIAMO CONTRO L’ENERGIA ALTERNATIVA, MA VOGLIAMO REGOLE FERREE AFFINCHè NON CI SIANO I SOLITI SPECULATORI”.
    Quindi, prima di concludere, vi invito a venire a vedere gli scempi che i soliti speculatori (visto che ci sono anche notevoli guadagni per chi investe) stanno facendo!!!!

  • giovanni

    11 apr 2006 - 18:04 - #36
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    Caro Domenico,
    nel web c’è spazio per tutti Ok, ma tu esageri con la pochezza!
    Con enorme pazienza proverò a ricordarti che:
    - la Regione Puglia prevede che le pale siano ubicate a non meno di 1.000 mt dal limite residenziale dei comuni.
    A quella distanza i nuovi aerogeneratori NON si sentono nemmeno se sei sotto vento ed in ogni caso i progetti DEVONO contenere prove fonometriche che attestino l’assenza di variazioni del rumore di fondo percepito dal centro abitato.
    - l’appennino ligure è da tempo oggetto di analsi anemometriche: c’è meno vento ed è meno costante di quello dell’Appennino Dauno, ma qualche progetto ha già iniziato l’iter autorizzativo.
    - le colline toscane offrono impianti geotermici che la Puglia non offre (come l’ottimo vino del resto) e il vento in Toscana è molto meno intenso rispetto a quello pugliese: vedi i dati CESI
    - la Sardegna ha ampiamente sfruttato il proporio potenziale eolico: vedi i dati GRTN
    Suggerirei qualche ottimizzazione sintattica, un rafforzamento contenutistico, una visione meno domestica della questione energetica e più strutturata del rapporto tra guadagno e speculazione.
    Un suggerimento: oltre a reclamare REGOLE FERREE, prova a fare qualcosa, qualunque cosa per produrre l’energia che il tuo PC consuma.
    Reiterazione dei reclami ed esternazioni rivendicative, non ci aiutano a raggiungere gli obiettivi di Kyoto.

  • ttttttttttttttttttttttttt

    22 apr 2006 - 08:41 - #37
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    ttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttt

  • tiziana piras

    18 lug 2006 - 19:24 - #38
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    la situazione è molto simile anche in toscana, come mai c’è bisogno di programmare e istallare gli impianti eolici di nascosto dai cittadini coinvolti?

  • MM

    16 nov 2006 - 17:04 - #39
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    Facendo riferimento al commento del comitato anti eolico:
    1) ma come il vento c’è in Germania, che è piena di pale eoliche, e poi non c’è nel Nord Italia ma cosa stai dicendo? E poi vorresti smentire che il Veneto e la Valle D’Aosta hanno messo le mani avanti rifiutandosi di ospitare anche una sola pala eolica sul loro territorio? E che non ci sono assembramenti di pale eoliche in Piemonte, in Lombardia, in Friuli Venezia Giulia, in Liguria, in Toscana e così via? Sei tu inattendibile;
    2) tu sai molto bene che le dighe non causano impatto ambientale mentre le pale eoliche sì;

    Trovo incredibile che qualcuno che è a capo del COMITATO ANTI EOLICO (spero non sia vero) sia così ignorante in materia di fonti rinnovabili da fare affermazioni come quelle sopra riportate, è paradossale ma da un certo punto di vista positivo: se i comitati anti eolico basano le loro convinzioni su questi principi l’eolico non ha proprio nulla da temere…

    1) Come già ribadito da Giovanni al nord Italia il vento, putroppo, non c’è. E’ vero che la Germania è piena di pale eoliche, ma è vero anche che tra noi e la Germania ci sono le alpi!!! Le ore vento del nord Italia sono meno della metà (anche 1/3) di quelle del sud. E questo è un fatto!
    2) L’ affermazione sulle dighe mi sembra talmente assurda che mi sta venendo il dubbio che sia uno scherzo! Come si può affermare che costruire un’opera di sbarramento su un fiume non abbia impatto ambientale? Da questa frase totalmente senza senso si comprende che a) non vi interessa l’ambiente in quanto tale ma solo non vedere le pale nei vostri comuni b) che sapete poco o niente in materia di fonti rinnovabili c) che non avete ben presente che cosa significhi IMPATTO AMBIENTALE, voi vi state riferendo al solo impatto visivo, l’impatto ambientale è un concetto ben più ampio che abbraccia tutti i possibili “problemi” che l’impianto può causare all’ambiente e non la solita vecchia storia del “sono brutte”

  • Mini eolico

    04 nov 2007 - 18:24 - #40
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    […] L’energia eolica è sempre fonte di accesi dibbattiti, ed anche Ecoblog non è stato risparmiato. Mentre si continua a discutere dove posizionare un generatore eolico senza deturpare il paesaggio c’è chi punta sull’eolico fai-da-te. Dei mini generatori da piazzare magari sul tetto di casa. Si parte dal modello 913 che costa “solo” 660 euro: il rotore dal diametro di un metro inizia a rendere con una velocità del vento di appena 2,5 metri al secondo (5 nodi). La potenza massima in uscita è di 250W (tensione da 12 o 24V). Ha una protezione automatica in caso di vento troppo forte e necessita di un regolatore di carica. Per ulteriori informazioni: www.marlec.co.uk […]

  • Sergio DM

    22 gen 2008 - 10:58 - #41
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    Credo che al punto in cui siamo arrivati, l’umanità non possa permettersi il lusso di pensare all’estetica paesaggistica come unico impedimento alla costruzione di generatori eolici. Se pensate che l’Italia è percorsa, anche nelle sue belle montagne, da elettrodotti da oltre 60 anni, non potrebbe essere considerato uno scempio anche questo? Ci siamo abituati e nessuno dice nulla. Chissà poi che non si possano allacciare piccoli generatori eolici ad ogni traliccio dell’Enel!

  • skaski

    28 gen 2008 - 10:32 - #42
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    mha secondo me
    sta cosa mi fa senso
    nn sn ben kiare le pale
    sn storte

  • Profilo di joker.7

    joker.7

    02 dic 2008 - 17:30 - #43
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    Ciao a tutti (EOLICO).
    Vorrei da qualcuno più esperto SULLE QUESTIONI DI IMPIANTI EOLICI esporre il mio caso. Abito in un paesino della puglia in una casa in campagna accatastata come A7 (villino) con regolare residenza anagrafica è dista circa 700 mt. dal perimetro del centro abitato.
    Ultimamente mi è giunta voce che qualche privato ha presentato una DIA per l’installazione di un aerogeneratore di 1 MWe a circa 300 mt da casa mia (a circa 1 kM dal centro abitato), il tecnico comunale un pò inesperto sente esclusivamente il tecnico progettista, io sono contraio all’installazione perchè mi vedrei questa pala in testa al fabbricato è probabilmente farei la cavia a aventuali effetti negativi (tra cui quelli acustici). Cosa posso fare per evitare tale installazione a questa distanza ridotta, qualcuno mi diceva invece che la distanza è 500 mt, ma non trovo materiale da poter esibire al tecnico, il quale sta portando avanti l’iter progettuale (chiedendo alcune integrazioni). Inoltre a meno di 200 mt. dal sito di progetto passa la linea elettrica ENEL di 150.000 volt è un vincolo questa distanza??? (Il comune ha adottato ma ancora non approvato un prie intercomunale, ma non parla di distanza da case sparse ma solo da centri abitati 1000 mt e da località rurali 500 mt. - tale prie cita esclusivamente i parchi e non gli insediamenti minori.). Vi ringrazio anticipatamente bye Joker.7

  • barbaianni coe braghesse

    22 dic 2008 - 15:16 - #44
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    il vostro sito è stato molto utile alla nosta ricerca……Attilio