In Sardegna è in corso una vera e propria protesta per impedire che venga dato il permesso alla costruzione di un parco eolico off shore. Siamo nella costa occidentale dell’isola, nelle vicinanze del capoluogo della provincia di Oristano, dove sorge una pineta riconosciuta come sito di interesse comunitario e quindi protetto da una serie di vincoli.
Già qualche tempo fa si parlò del sito in questione nelle cronache locali a proposito della costruzione (già eseguita) di un campo da golf. Questa volta però a far balzare agli onori della cronaca l’area di Is Arenas è un gruppo imprenditoriale il quale, aggirando le leggi regionali, ha presentato un progetto per creare un campo eolico off shore costituito da 80 pale da situare a 1 miglio dalla spiaggia.
Secondo il progetto le pale dovrebbero essere alte circa 100 metri sul livello del mare (come un edificio di 30 piani) e verrebbero associate a due cabine di trasformazione (una situata in mare e l’altra a terra) per la cui edificazione, fanno sapere gli oppositori al progetto, verrebbero distrutte vastissime praterie di posidonia che costituiscono oggi un elemento fondamentale di contrasto all’erosione della costa.
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Simone vi ha parlato dell’inaugurazione del nuovo parco eolico off-shore Horns Rev 2 nel Mare del Nord (in alto un tour in motoscafo nell’impianto) a opera della danese Dong Energy. Ebbene, secondo Fread Pearce del The Guardian, l’eolico, in realtà, non sarebbe altro che una operazione di greenwashing, una cortina di fumo verde lanciata negli occhi della opinione pubblica, perchè, spiega Pearce nel suo articolo Dong Energy: ‘Clean’ Denmark’s dirty secret:
I danesi hanno uno sporco segreto. A casa, Dong Energy è ecologica mentre altrove alimenta le centrali elettriche con il carbone: prima in Germania e ora in Scozia.
Aggiunge Pearce:
Noi del mondo ricco sappiamo che le grandi aziende usano portare le industrie sporche nei paesi poveri. Ma ora le aziende europee stanno facendo la stessa cosa da noi, come se la Scozia fosse una qualunque repubblica delle banane in una qualche parte del mondo in via di sviluppo e il mittente è Dong e la sua produzione di energia.
E infatti, in Scozia stanno organizzando la dismissione delle centrali nucleari e in alternativa saranno costruite nuove centrali elettriche di cui una proprio da Dong. La centrale di Hunterston sorgerà nelle vicinanze di una centrale nucleare e sarà a carbone. Scrive Pearce:
Ma Dong, come molte aziende del carbone, è pronto a dare il combustibile fossile più sporco. Dice che aggiungerà un po’ di biocarburante per un “super-multi efficiente impianto di alimentazione”. Entrambi gli impianti, sia i tedeschi sia lo scozzese, in questo modo ridurrebbero le emissioni del 20-30% rispetto alle classiche centrali a carbone.
Ma secondo Pearce brucerà carbone:
Quando si va sulle tracce di carbone, Dong appare come parte del problema, non parte della soluzione.
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Si è appena diffusa la notizia della VIA (Valutazione di impatto ambientale) approvata dal Ministro Prestigiacomo per l’autorizzazione a costruire un impianto eolico off-shore al largo di Termoli che Altro Molise fa sapere che la stessa Termoli è in lista per essere una delle sedi della costruzione delle prossime quattro centrali nucleari.
Si parla anche di altre nove zone individuate, che sono: Monfalcone (Gorizia), Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano, Chioggia (Venezia), Caorso (Piacenza), Trino Vercellese (Vercelli), Montalto di Castro (Roma) e Termini Imerese (Palermo) di cui abbiamo già scritto. Da chiarire che Scansano sarebbe la sede destinata alla raccolta di scorie nucleari.
Chiede AltroMolise:
Fra tanti annunci e indiscrezioni, però, resta un dubbio decisivo: chi investe miliardi di euro in una partita in perdita come è, certamente, quella delle centrali di terza generazione? Il dubbio è che gli unici soldi promessi siano quelli pubblici, considerando che Ansaldo è del gruppo Finmeccanica, per oltre il 30 per cento di proprietà del ministero dello sviluppo economico, e che anche il 30 per cento del capitale di Enel è pubblico.
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L’impianto eolico Off-shore in Molise, il cui progetto era stato respinto nel 2008, adesso sta per diventare realtà, per mezzo del decreto “Via” firmato dal ministro dell’Ambiente Prestigiacomo.
Ma il presidente della regione Molise, Michele Iorio, proprio non ci sta alla realizzazione dell’impianto Off-shore che dovrebbe sorgere a pochi chilometri dalle coste molisane, precisamente di fronte alla costa di Petacciato, tra le spiagge di Termoli e quelle di Montenero di Bisaccia.
Iorio promette di opporsi al parco eolico sull’acqua, a difesa del turismo della regione Molise, perchè gli impianti sono destinati a sorgere di fronte a quella parte di costa molto apprezzata dai turisti, in alcuni punti ancora incontaminata, con ripercussioni negative per la regione.
Foto | Flickr
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L’annuncio desta choc: Monaco di Baviera, dal 2015 fornirà ai suoi abitanti solo energia ottenuta da fonti rinnovabili: solare, eolica, idroelettrica e biomasse. Dal 2025 la riceveranno anche industrie e aziende. Saranno bandite le fonti quali il nucleare e il carbone, tantro che entro il 2022 saranno dismesse 17 centrali nucleari. Buoni! Non sgranate immediatamente gli occhi e pensate che in Germania sono sotto elezioni e che Monaco è il feudo elettorale della cristiano democratica Angela Merkel, attuale Cancelliere.
Premesso ciò, ecco la proposta del Sindaco, il socialdemocratico, Christian Ude (nella foto in alto) che ha detto:
Monaco di Baviera, sarebbe la prima città tedesca a realizzare questi obiettivi nel campo dell’energia e della protezione del clima.
Intanto, per giungere a questo obiettivo la SWM, la società municipalizzata, che al 90% fornisce energia elettrica ai cittadini di Monaco di Baviera, è partner nella costruzione di un impianto eolico off-shore nel Mare del Nord e in di un impianto solare termico in Andalusia.
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Questa settimana il governo spagnolo ha approvato una mappa delle aree offshore da affittare per lo sviluppo dell’energia eolica. Questa mossa porterà la Spagna a rafforzare il suo status di gigante dell’energia alternativa.
La Spagna è il terzo produttore mondiale di potenza dall’eolico (dietro gli Stati Uniti e la Germania) ed è anche il secondo produttore mondiale per quanto riguarda l’energia solare (dietro solo alla Germania). Finora, però, il paese iberico non ha usato in modo significativo le sue coste per sviluppare l’energia eolica.
Sempre questa settimana, la Spagna ha anche annunciato di voler dismettere le sue centrali nucleari, e l’energia guadagnata con l’eolico, utilizzando i suoi 8000 chilometri di coste per svilupparlo, dovrebbe aiutare a raggiungere quest’obiettivo.
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Ho cercato Vittorio Sgarbi al telefono per chiedergli direttamente che cosa provasse dopo che l’operazione “Eolo” condotta dalla DDA di Palermo, pochi giorni fa, ha mostrato l’intreccio di interessi tra imprenditori, polifici e mafia, nel mazarese a proposito della installazione di impianti eolici.
Sgarbi, cortesissimo e diponibile mi ha telefonato una mezz’ora dopo che avevo chiesto al suo segretario, appunto, l’intervista.
Dopo il salto il resoconto della chiacchierata con il Sindaco di Salemi:
Da sempre il primato nelle installazioni eoliche a largo della costa, il cosiddetto eolico off-shore, è stato della Danimarca; non per niente è fra le intenzioni di questo paese soddisfare entro il 2025 il 75% del fabbisogno di produzione elettrica con gli impianti eolici.
In questi giorni però il governo britannico ha annunciato che il Regno Unito ha superato la Danimarca nella produzione di energia da questo tipo di impianti eolici, come riportato anche da StaffettaQuotidiana.
Questo risultato è stato raggiunto in seguito alla costruzione di una nuova wind-farm a largo della costa di Skegness, nel Lincolnshire, che incrementa la generazione di elettricità da sorgenti off-shore per il Regno Unito fino a 597 megawatts (MW), che sono abbastanza per rifornire circa 300.000 abitazioni, mentre il totale danese è di “soli” 423 MW.
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Per il Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo la vera energia pulita è quella nucleare e pertanto si augura che entro 5 anni sia posta la prima pietra di una centrale magari nella sua Sicilia. Dunque, altro che proteste dei sindaci Sgarbi e Crocetta contro l’eolico off-shore.
E addio proprio nella sua Siracusa a tutti i bei progetti di riconversione energetica del territorio voluti dal Nobel Carlo Rubbia con l’impianto solare termodinamico di Priolo.
Le dichiarazioni sono state fatte durante un’intervista al settimanale “Gente” in edicola questa settimana.

Parte il progetto Off-shore eolico nel Mediterraneo ed esattamente in Sicilia, nel Golfo di Gela a 3 miglia dalla costa. Rispetto alle notizie di cui vi informava piccolosocrate ci sono state un po’ di variazioni: saranno installati 115 generatori di grande taglia grazie alla joint-venture tra Enel (57%) e Moncada Costruzioni (43%) per una potenza complessiva tra i 345 a 575 MW. Ogni torre eolica genererà una potenza compresa tra i 3 e i 5 Megawatt.
Le torri alte 100 metri, avranno rotori del diametro di circa 110 metri e saranno ancorate a 30 metri di profondità. Sono allo studio sistemi di preservazione degli ecosistemi marini coinvolti. L’investimento massimo è di 500 milioni di euro, per un impianto che a regime, fornirà energia elettrica per 1.150 milioni di chilowattora, tanto da coprire il fabbisogno di 390.000 famiglie, evitando emissioni di CO2 in atmosfera per circa 815.000 tonnellate annue.
L’istanza di VIA (Valutazione di impatto ambientale) è stata consegnata da Enel sia al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, sia alla Regione Sicilia.
Via | mondocasablog
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