Due ricercatori scozzesi, Markus Mueller e Alasdair McDonald, hanno messo a punto un prototipo di turbina eolica dal design molto innovativo che promette, almeno negli intenti, maggiore semplicità di assemblaggio, maggiore efficienza e minori costi rispetto agli aerogeneratori convenzionali. La novità sta nel fatto che questo aerogeneratore utilizza un nuovo sistema, denominato “direct-drive”, in sostituzione del classico moltiplicatore di giri.
Quest’ultimo è un sistema indispensabile nell’eolico di grosse dimensioni in quanto, interponendosi fra il generatore e il rotore, ne aumenta di giri la rotazione delle pale permettendo quindi una corretta alimentazione del generatore elettrico. Il nuovo sistema invece sfrutta il collegamento diretto dell’asse del rotore al generatore, senza l’utilizzo del supporto convenzionale.
Secondo i due esperti, l’assenza del moltiplicatore costituisce un vantaggio, in quanto, essendo soggetto a rotture in caso di condizioni meteorologiche avverse, può richiedere costose riparazioni, per altro vincolate dalle stesse condizioni del tempo. Il direct-drive è combinato con un innovativo design del generatore eolico, caratterizzato da una nuova disposizione dei magneti al suo interno e delle bobine di rame che producono elettricità.
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Mini eolico in funzione a San Giuliano Milanese. Abbiamo trovato per caso questo video e abbiamo deciso di proporlo per la simpatica schiettezza dei partecipanti: “5 volt, cosa vuoi che si accenda?“.
La descrizione del video è un po’ più “imponente”, ovvero “autocostruzione di un generatore eolico da 1 MegaWatt alla Cascina Brera di S. Giuliano Milanese”. Se son rose fioriranno: in bocca al lupo a tutti.
Costruirsi il proprio mini impianto eolico? C’è un corso organizzato in varie regioni che insegna come fare usando materiali di recupero. L’ultimo terminato due giorni fa si è tenuto a Matera e gli otto corsisti (ingegneri, artigiani, impiantisti e disoccupati) hanno tirato su le loro torri eoliche per totale di 1 kW. E l’impianto è stato poi sorteggiato tra i partecipanti. Il corso, è organizzato dalla Energymanagerteam (Emt) in collaborazione con Cna-Spazio energia di Matera.
L’idea è mutuata dalle teorie di Hugh Piggott e il corso è stato tenuto dall’ Ing. Antonio Cecere, docente di elettrotecnica all’ I.P.S.I.A. di Fasano, nonché autore di articoli su Fare elettronica e traduttore ufficiale del manuale di Piggott dedicato alla costruzione dei mini impianti eolici.
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Si chiama Rock Port, si trova nel Missouri e sarà il primo paesino americano ad utilizzare al 100% l’energia eolica. Il parco eolico di Loess Hill, costato 90 milioni di dollari, genererà 5 megawatt ogni giorno grazie a quattro turbine Suzlon da 1,25 megawatt l’una.
Certo, gli abitanti di Rock Port sono pochini, circa 1.300, ma in ogni caso hanno già un contratto in tasca con la Missouri Joint Municipal Utilities alla quale venderanno l’energia in eccesso. In questo caso si parla di 16 megawattora gigawattora all’anno: un buon inizio per Rock Port e una buona immagine per l’utilizzo delle energie rinnovabili quali l’eolico.
Via | Metaefficent.com