
Secondo gli ultimi documenti rilasciati da Wikileaks la Cina nasconderebbe i dati sull’inquinamento atmosferico. La rivelazione proviene dall’ultimo aggiornamento del portale dell’organizzazione internazionale no profit che, ormai lontana dal clamore dei media tradizionali, continua a diffondere i “cable” interni della diplomazia americana. L’ambasciata statunitense a Guangzhou riferiva, in una comunicazione interna, che la Cina non misurerebbe l’inquinamento da Pm 2.5 per “timore delle conseguenze politiche“.
Non una semplice contraffazione dei dati, ma la decisione di evitare l’avvio di un programma di monitoraggio e, in caso contrario, l’indicazione di non diffonderne le risultanze. Un esempio? Nel distretto industriale di Guangdong i livelli di Pm 2.5 nel 2006 erano fra 5 e 10 volte superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma questi dati non vennero mai diffusi pubblicamente e rimanere nella cerchia di pochi ricercatori e politici.
In un documento datato 19 settembre 2006 si legge:
Academics and research scientists in Guangdong, who are increasingly concerned about the region’s serious air pollution, but feel pressured to tone down their comments lest they face cuts in research funding … Scientists acknowledge that lack of transparency for existing air pollution data is a major problem both for research and policy making.
Il problema dell’inquinamento veniva dunque insabbiato e nascosto, nonostante le preoccupazioni dei pochi a conoscenza di quei numeri.
Via | Guardian

Sherwin-Williams ha ricevuto un premio dall’EPA per la formulazione della sua pittura che contiene bottiglie di plastica riciclate e produce meno inquinamento rispetto una normale pittura a base d’olio.
La nuova pittura combina le performance di pitture a olio con l’acrilico e un basso di composto organico volatile che causa irritazione alle vie respiratorie.
Questa nuova pittura è fatta con bottiglie in PET riciclate aggiunte ad acrilici e olio di soia.
Sherwin-Williams è stato insignito dall’EPA con il Presidential Green Chemistry Challenge Award nella categoria ”progettare prodotti chimici verdi” alla cerimonia che si è tenuta a Washington, D.C., il 20 giugno.
Via | earth911

Il Treno Verde 2011 è alla sua 22° edizione e nasce dalla collaborazione tra Legambiente e Ferrovie dello Stato . Grazie al Treno incontri con le scuole, i cittadini, le amministrazioni per comprendere meglio i temi legati all’ambiente e all’inquinamento. In ogni tappa del Treno Verde, oltre a monitorare l’inquinamento acustico e atmosferico, verrà chiesto ai sindaci di siglare un patto per l’ambiente.
Via | Legambiente
Fa discutere l’iniziativa che il Governo spagnolo ha deciso di adottare nel breve termine; è stata infatti varata una riforma nazionale della circolazione per abbassare il limite di velocità a tutte le strade urbane di quartiere da 50 a 30 km/h. La decisione, confermano dal Ministero spagnolo dei trasporti, si è resa necessaria per la volontà di rendere principalmente più sicure le strade per i pedoni, ma anche per ridurre l’inquinamento.
La misura, si legge, riguarderà tutte le strade urbane ad eccezione delle grandi arterie cittadine a due o più corsie. L’introduzione del regolamento, che in Italia è stato portato avanti (spesso fra mille polemiche) soltanto da alcune Amministrazioni Comunali, ha creato non pochi interrogativi fra la popolazione dello Stato iberico tanto che un sondaggio il 57% ha definito controproducente l’iniziativa. Il dubbio è lo stesso che è venuto a tanti cittadini italiani quando nel proprio Comune si è legiferato in favore della creazione di zone 30; se da un lato infatti si è trovato consenso per quel che riguarda la sicurezza, da un altro sono sorti dubbi sull’inquinamento.
A tal proposito ci chiediamo: siamo davvero sicuri che con le automobili di cui disponiamo (praticamente tutte con motore a scoppio) ci sia effettivamente un vantaggio in termini di consumi ed emissioni imponendo un limite di marcia così basso? Il fatto che a minori velocità si inquini meno può essere vero in certi casi, ma non esserlo in altri. Al di là degli evidenti dubbi su questa cosa è comunque interessante rimarcare un’altra interessante novità della normativa in materia di mobilità: il direttore generale del Traffico, Pere Navarro, ha infatti comunicato che le biciclette saranno considerate mezzi preferenziali (e non più “alternativi) per viaggiare nei centri urbani.
Continua a leggere: Spagna: obbligatorio il limite di 30 km/h per le auto in tutte le città
Se qualche tempo fa gli studiosi ci informavano che il pene dei maschietti italiani diminuiva a causa dell’inquinamento ambientale, oggi studiosi inglesi ci dicono che per la stessa causa alle donne aumenta il volume delle tette.
L’ambiente o meglio le condizioni ambientali, l’alimentazione e lo stile di vita modificano gli esseri viventi. E quale sarebbe il fattore scatenante dell’aumento delle tette? Gli estrogeni.
Spiega Marilyn Glenville, nutrizionista e endocrinologa:
E’ chiaro che non stiamo parlando solo di grasso, ma di un aumento dei livelli del tessuto mammario. Così dobbiamo guardare a ciò che stimola la crescita del tessuto del seno - e questo è l’estrogeno, l’ormone sessuale femminile. L’estrogeno consente al corpo delle donne di cambiare durane la pubertà.
Continua a leggere: A causa dell'inquinamento da ormoni crescono le tette?

La TaoDue, società presieduta da Pietro Valsecchi e che si occupa di produrre fiction ha messo le mani su una storia dolorosa e ancora in via di risoluzione: quella del clan dei Casalesi. Le riprese sarebbero già iniziate e si narrerebbe la storia del clan retto da Francesco Schiavone, detto Sandokan, attualmente in regime carcerario 41 bis, nonché dal latitante Michele Zagaria. Oggetto degli affari del clan l’inquinamento ambientale: dal traffico di rifiuti tossici, al controllo delle discariche, alla gestione del sistema emergenza rifiuti. In tutte le regioni.
L’idea di Valsecchi è questa, come cita Il Mattino del 31 gennaio a pag. 23:
Sarà un grande successo perché gli italiani amano questo genere.
Ma l’annuncio fatto qualche giorno fa ha destato un coro di proteste. La preoccupazione, lo sdegno e l’orrore di chi vive a Casal di Principe e nel casertano, regno dei Casalesi, ossia degli Schiavone e di Michele Zagaria ancora latitante, è concreto.
Continua a leggere: I casalesi e le ecomafie diventano una fiction prodotta da TaoDue

Appena pochi giorni fa parlavamo del disastro ambientale di Fiume Santo (nei pressi di Porto Torres in Sardegna), dove a causa di un guasto tecnico è stata riversata in mare una grossa quantità di olio combustibile. Il danno, come avevamo riportato nel precedente post, non sembrava però destare particolare preoccupazione dato che, facevano sapere i responsabili degli impianti, si era riusciti ad intervenire tempestivamente mettendo la situazione sotto controllo.
Ma a distanza di alcuni giorni ecco venir fuori la triste realtà: la quantità di prodotto riversata sarebbe infatti stata di gran lunga maggiore rispetto a quella prospettata in un primo momento. Che si sia trattato di occultamento di responsabilità o di errore di valutazione poco importa, dato che in questi ultimi giorni nel vicino litorale di Platamona sono stati segnalati alti livelli di inquinamento ed ingenti danni all’ecosistema.
I litri di olio combustibile riversati in mare a causa del cedimento delle tubature che trasportano l’olio stesso sarebbero perciò più numerosi rispetto a quelli ipotizzati in prima fase; la minaccia per gli equilibri naturali e per l’ambiente sembra quindi particolarmente grave. Per accelerare i tempi di ripulita si sono attivati intanto, oltre ad un folto gruppo di operatori di E.On (la società responsabile dell’accaduto), alcuni gruppi di volontari facenti parte di diverse associazioni e partiti locali.
Continua a leggere: Disastro ambientale a Fiume Santo: i danni sono più gravi del previsto
Animalisti, vegetariani e vegani uniamoci! Si apre tra qualche giorno la settimana mondiale per l’abolizione della carne e fioccano moltissime iniziative su tutto il territorio nazionale (qui il calendario provvisorio degli eventi).
Da nord a sud ci saranno banchetti informativi per la diffusione di notizie relative a un alimentazione che non preveda carne. Ricordo che anche Rajendra Pachauri Presidente Ipcc, invita se non ad abolire quanto meno a ridurre il consumo di carne. Gli allevamenti intensivi sono accusati di essere una delle cause principali di inquinamento del Pianeta.

La perdita di competitività delle imprese del nostro Paese è un fenomeno che potrebbe essere spiegato, fra le tante cose, con un dato non particolarmente positivo emerso proprio in questi giorni. Secondo un’indagine dell’Istat infatti sarebbero pochissime le aziende che investono su tecnologie pulite; si tratta di un atteggiamento molto prudente nel breve periodo, tuttavia poco lungimirante nel medio-lungo termine.
Per il 2008 le imprese industriali avrebbero realizzato prevalentemente più investimenti atti a rimuovere l’inquinamento dopo che questo è stato prodotto, anziché integrare i propri impianti con tecnologie sostenibili, che contribuiscono invece a rimuovere alla fonte l’inquinamento generato dal processo produttivo.
La spesa complessiva per investimenti ambientali delle imprese dell’industria è stata di circa 1,8 miliardi di euro, di cui 1,4 miliardi (il 79% del totale) per gli investimenti in impianti ed attrezzature per l’abbattimento dell’inquinamento dopo che questo è stato generato, mentre appena il 21% della spesa è stato destinato all’acquisto o integrazione di tecnologie capaci di ridurre alla fonte l’inquinamento derivante da processo produttivo.

Il mozzicone di sigaretta? Invece che gettarlo per terra è meglio infilarselo in tasca. È questo il messaggio eco lanciato alla Festa del Cinema di Roma con la distribuzione all’Auditorium Parco della Musica di piccole bustine tascabili in plastica e stagno che altro non sono che posacenere tascabili.
Così recita lo slogan stampato sul retro della bustina marchiata dalla JTI azienda internazionale nel settore del tabacco:
Se ami la tua città i mozziconi mettili qua: lo usi, lo lavi, lo riutilizzi.
Mentre i dispenser, sparsi in giro, consigliano:
Fai un gesto da protagonista. Rispetta l’ambiente con questo posacenere tascabile.
Poi ne elencano i pregi: pratico perché lo porti sempre con te; ecologico perché lo svuoti a casa o nei contenitori pubblici; pulito perché lo puoi lavare e riutilizzare più volte.