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Tutti gli articoli con tag rifiuti

Svezia, il quartiere ecologico di Hammerby Sjöstad

pubblicato da Olivia

Il quartiere di Hammarby Sjöstad

Hammarby Sjöstad, quartiere sostenibile di Stoccolma, è un progetto eco-friendly, che, una volta completato nel 2015, conterà 11.000 unità residenziali per più di 30.000 persone: l’obiettivo della sua pianificazione è stato quello di creare un ambiente basato sull’uso delle risorse ecosostenibili e rinnovabili, ove il consumo di energia e la produzione di rifiuti sono minimizzati ed il risparmio delle risorse, il riuso e il riciclo massimizzati. Hammarby Sjöstad, letteralmente significa “città sull’acqua” e fa di questo elemento anche la sua principale risorsa energetica. Il calore delle acque reflue trattate è utilizzato per il riscaldamento di acqua nel sistema di teleriscaldamento, il prodotto dello scarto serve invece per il sistema di raffreddamento. La vecchia area industriale su cui nasce è stata prima di tutto interamente bonificata, eliminando 130 tonnellate di olio e grassi e 180 tonnellate di metalli pesanti.

Per l’intero progetto del quartiere, che si sviluppa sulle sponde di un bel lago,sono stati imposti rigidi requisiti ambientali sugli edifici, sui sistemi tecnologici e sul sistema del traffico e chiunque vi vive fa parte di un ciclo ecologico.

Il forte investimento nel verde pubblico poi ha fatto si che parchi e giardini fossero uniti alla riserva di Nacka e alla foresta di Arsta, penetrando poi nel quartiere in forma di lunghi e verdi corridoi. Il disegno architettonico del quartiere è moderno e si focalizza su materiali salutari per l’uomo e sostenibili ambientalmente come vetro, legno, acciaio e pietra e prodotti ecocertificati, evitando i materiali contenenti sostanze tossiche.

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Parigi multa chi sporca le strade: 30 euro per una lattina lasciata a terra

pubblicato da Marina

inquinare a parigi  costerà caro

L’amministrazione parigina ha deciso di inasprire la lotta alla lordura cittadina: multe salate a chi getta rifiuti fuori dai cestini e punti di raccolta della differenziata. L’annuncio è stato fatto in questi giorni con grande dispiego di mezzi: dalle locandine a spot tv. Pulire la Ville Lumiére costa 199milioni di euro all’anno e dunque i parigini in tempo di crisi intendono risparmiare. Spiega l’assessore Jean-François Dagnaud che la campagna nasce con l’obiettivo di responsabilizzare i cittadini:

Abbiamo già 6000 operatori ecologici per le strade, non possiamo fare di più. Buttare una lattina a terra equivale a inquinare. E chi inquina paga.

La campagna ha il titolo inequivocabile di: Parigi multa gli inquinatori e dunque la guerra è stata aperta contro chi butta con nonchalance cicche di sigarette e lattine di alluminio lasciate in terra. Per agevolare la raccolta in città sono state aggiunti 30mila cestini (uno ogni 100 metri), 400 nuove sanisette (le toilette) e gli operatori ecologici gireranno 24h su 24h e 7 giorni su 7 per tenere pulite le strade, raccogliere rifiuti ingombranti e pulire i muri dai graffiti. A elevare le multe ci penseranno 450 ispettori che non appena colgono in flagranza di reato provvedono a sanzionare: lasciare un cartone della pizza in terra equivale a pagare 35 euro di multa.

Via | Le Parisienne, Neo Planete
Foto | FB

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Rifiuti a Roma: Malagrotta chiude (finalmente) a fine anno, sarà emergenza?

pubblicato da Nestor Carnevali


La discarica di Malagrotta è prossima alla chiusura. Quella che pare essere (ma nessuno è disposto a metterci la firma) “la più grande discarica d’Europa” non potrà più accettare rifiuti dopo il 31 dicembre 2011, l’ultima proroga dell’attività è stata decisa dalla Polverini in barba a tutte le raccomandazioni comunitarie, ma pare sia veramente l’ultima. Poi cosa succederà?

Il pericolo è che Roma, con un ciclo dei rifiuti poco organizzato, livelli di raccolta differenziata (sotto il 25%) non soddisfacenti e quindi una necessità atavica di discariche e del contestato nuovo inceneritore di Albano, vada “in emergenza” seguendo il modello meno virtuoso di gestione dei rifiuti in assoluto: quello napoletano.

Manlio Cerroni, il “re della monnezza” romana, proprietario dei terreni di Malagrotta è pronto ad offrire l’ennesima alternativa alla sua discarica da 33 milioni e 663 mila tonnellate di rifiuti. I lavori di preparazione del nuovo invaso di Pizzo del Prete, nei pressi di Fiumicino, sono ancora in alto mare e l’avvocato è pronto ad offrire un altro suo terreno, non molto distante da Malagrotta, a Monti dell’Ortaccio.

Cerroni parla di un grande parco da costruire sopra la sua amata discarica, ma i risultati di un’indagine dell’Ispra parlano chiaro: a Malagrotta si “evidenzia una contaminazione diffusa delle acque sotterranee, esterne ed interne al sito, da parte di metalli e inquinanti“. La politica è, come al solito, in confusione, preda di recriminazioni incrociate.

Da parte il centrosinistra che spinge sulla raccolta differenziata spinta porta a porta (quella che né Rutelli né Veltroni hanno realizzato), il centrodestra maggioranza in Comune e Regione replicano che l’Ama è piena di debiti per colpa delle “gestioni precedenti” e i problemi di Malagrotta restano responsabilità del passato. Insomma, il classico stallo che non fa presagire nulla di buono per Roma. Capodanno è vicino, il rischio è che le bottiglie di spumante e gli scarti delle libagioni restino in strada.

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Fra' Ettore di Galatina in sciopero del riposo contro il cementificio

pubblicato da Marina

fra ettore marangi A sinistra Fra’ Ettore Marangi, dell’Ordine dei francescani minori, in protesta, anzi in sciopero del riposo, contro il cementificio Colacem di Galatina, che ha annunciato di voler bruciare nelle sue fornaci i rifiuti.

Perché sciopero del riposo? Perché è restato in piedi fino a notte davanti la Basilica di S.Caterina d’Alessandria a Galatina, per una protesta non violenta che fosse un cotrocanto all’angolo “verde”, allestito dal Colacem per l’evento Cortili in Fiore.

Spiega nel comunicato il Forum Ambiente e Salute a proposito del Colacem:

Notevole co-responsabile, insieme ad altre attività, dell’inquinamento del circondario, che coinvolge il cuore del basso Salento avvelenandolo, (comuni più coinvolti: Galatina, Corigliano d’Otranto, Sogliano Cavour, Cutrofiano, Aradeo, ecc.), e non potrebbe essere altrimenti data l’intensa attività di combustione che in esso avviene! Ma non solo, la goccia che ha fatto traboccare un vaso strapieno è che oggi Colacem vuole immettere ulteriori inquinanti in atmosfera, avendo richiesto alle autorità competenti, che si son dichiarate disponibili, l’autorizzazione ad incenerire rifiuti anche nelle sue fornaci! Un attività di combustione tanto assurdamente iperincentivata, quanto nociva! Per di più anche la beffa, rifiuti neppure provenienti dalle filiere locali! Un co-incenerimento di rifiuti che aggraverebbe il già preoccupante stato di incidenza epidemiologica di neoplasie ed altre malattie nel circondario densamente popolato, come denunciato e riconfermato anche recentemente dagli studi scientifici della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori).

Via | Forum Ambiente e Salute

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Dal primo settembre, via libera al Sistri

pubblicato da alessandra

Nella serata di ieri è statao raggiunto l’accordo tra il ministero dell’Ambiente e le principali organizzazioni imprenditoriali, Confindustria e Rete Imprese circa l’entrata in vigore del Sistri, il sistema elettronico per la tracciabilità della filiera dei rifiuti speciali e di quelli urbani per la Campania, prevista a partire dal prossimo primo settembre.

Seppure dopo reiterati ritardi, quindi, il Sistri dovrebbe presto essere attivato. Il posticipo, tuttavia, sottolinea una nota del Ministero dell’Ambiente, è stato indotto dalle innumerevoli richieste promanate dalle associazioni di categoria a causa di alcuni problemi riscontrati in fase di sperimentazione del progetto. L’accordo definitivo, tuttavia,

recependo le esigenze evidenziate nelle ultime settimane dagli operatori del settore, ribadisce il valore del Sistri quale importante strumento di legalità e trasparenza nel delicato campo dei rifiuti

Più in dettaglio, il sistema per la rintracciabilità della spazzatura dovrebbe prevenire qualsiasi forma di occultamento della stessa, attraverso un sofistificato monitoraggio elettronico, spianando la strada a un maggiore controllo delle ecomafie nel nostro territorio ed entrerà in vigore in maniera graduale. Le prime imprese a dover fare i conti con il Sistri, saranno quelle con un numero di dipedenti superiore alle 500 unità, circa 5.000 impianti di smaltimento e incenerimento e 10mila trasportatori autorizzati a trasporti annui sopra le 3.000 tonnellate. Il 1 ottobre, invece, sarà la volta dei produttori di rifiuti con non meno di 250 lavoratori oltre ai Comuni, gli Enti e le imprese impegnati nella gestione dei rifiuti urbani della Regione Campania. Il primo dicembre, quindi, seguiranno le imprese più piccole mentre dal primo gennaio 2012 sarà la volta dei produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti.

Via | sistri, ecquo
Foto | Flickr

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Il Ministero della Salute vuole uccidere sul nascere le "Case dell'acqua"

pubblicato da Peppe Croce

Il Ministero della Salute vuole uccidere sul nascere le "Case dell'acqua"

C’è poco da fare: il concetto di “acqua pubblica” e di “bene comune” a questo governo proprio non piace. Dopo aver emanato il decreto Ronchi sulla privatizzazione della gestione dell’acqua, dopo aver tentato di ammazzare il referendum sull’acqua (per il quale sono state raccolte 1.400.000 firme), ora si passa a massacrare le “Case dell’acqua”.

Le case dell’acqua sono una bella e giovane invenzione che permette di risparmiare soldi, rifiuti e plastica: un punto di distribuzione (quasi sempre gratuito e sempre gestito dal comune) di acqua microfiltrata. I cittadini si portano le bottiglie o i bidoni da casa e fanno il pieno, invece di comprarsi le bottiglie di acqua minerale al supermercato.

Bene, secondo un recente regolamento del Minsitero della Salute le case dell’acqua sarebbero “attività di somministrazione di bevande non alcoliche”. Come i bar, i ristoranti o i chioschetti privati. Veramente assurdo. Insorge Legambiente, per bocca del responsabile scientifico Stefano Ciafani:

Con le ‘Case dell’acqua’ i cittadini usufruiscono di un servizio pubblico in più, che fa apprezzare sia la qualità dell’acqua sia l’economicità. Parliamo anche di un concreto esempio di sostenibilità, grazie al quale stanno cambiando le abitudini di migliaia di persone che in questo modo risparmiano e danno una mano all’ambiente, diminuendo la produzione e la circolazione di plastica e, quindi, le emissioni di CO2 in atmosfera

Prossima mossa? Se vuoi leggere un libro di sera su una panchina del parco devi portarti da casa il contatore dell’Enel: stai usufruendo del lampione.

Via | Il Cambiamento
Foto | Flickr

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Rifiuti in Sicilia: tornano i poltronifici?

pubblicato da Peppe Croce

Rifiuti in Sicilia: tornano i poltronifici

In Sicilia (nove province per quasi 5 milioni di abitanti) fino all’anno scorso c’erano 27 Ato Rifiuti, le “società d’ambito ottimale” che gestivano il ciclo dei rifiuti (in realtà gestivano appena l’abbancamento in discarica). Questi 27 Ato sono riusciti, in pochi anni, a fare un buco da diversi miliardi di euro nel bilancio regionale. E partivano con una dotazione finanziaria di qualche centinaio di milioni che dovevano servire a fare gli impianti per la raccolta differenziata.

Dopo innumerevoli polemiche, l’anno scorso, la Regione Sicilia abbatté il numero degli Ato a dieci: uno per provincia più uno per le isole minori. Festa grande, tutti inneggiano alla svolta e si procede a liquidare i debiti dei vecchi Ato. I nuovi ancora devono arrivare: stanno ancora contando i soldi che devono dare ai creditori.

E non è detto che saranno realmente dieci: secondo il parlamentare regionale del Pd (partito che appoggia il governatore Raffaele Lombardo) Giacomo Di Benedetto sarebbe pronto l’escamotage. Un maxiemendamento alla finanziaria regionale:

Attraverso il maxiemendamento alla finanziaria, il governo intende abolire il tetto inserito lo scorso anno al numero degli Ato-rifiuti, che avevamo ridotto da 27 a 10. Insomma, il governo vuole le mani libere per aumentare il numero degli Ato. E’ una norma scandalosa che deve essere immediatamente eliminata, perché percorrendo la strada che vorrebbe premiare i soggetti ‘virtuosi’, si corre il rischio di tornare al modello di gestione dei rifiuti voluto da Cuffaro

Via | Sicilia Informazioni
Foto | Flickr

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Referendum nucleare, intervista esclusiva a Francesco Ferrante (Pd): "è sbagliato, ma andate a votare sì"

pubblicato da Peppe Croce


Ecoblog Intervista Francesco Ferrante di blogovideo

Durante un convegno degli Ecologisti Democratici in Sicilia ho avuto l’occasione di fare qualche domanda a Francesco Ferrante, componente della Commissione Ambiente del Senato. La prima domanda, ovviamente, è stata quella su quanto realmente sia ambientalista il Pd. La posizione altalenante di Bersani sul nucleare, quella favorevole di Veltroni sugli inceneritori, il percorso politico di Veronesi fino alla presidenza dell’Agenzia nucleare, non lasciano pensare che si tratti esattamente di un partito ecologista.

Persino le critiche degli Ecodem a Veronesi sembrano quanto mai tardive. Lo stesso Ferrante, d’altronde, si dichiara antinuclearista ma non ha appoggiato il referendum sul nucleare né quello sull’acqua pubblica, che “ha raccolto da solo 1.400.000 firme, più di quello sul divorzio e di quello sull’aborto.

Ma, allora, cosa ha da dire il Pd su ambiente, acqua pubblica, energia nucleare, fonti rinnovabili e rifiuti? Buona visione.

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Over packaging? Accattatavillo! Prosciutto di Parma: nel 2010 vendute 60milioni di vaschette

pubblicato da Peppe Croce

Over packaging? Accattatevillo!Il Consorzio del prosciutto di Parma festeggia: nel 2010 sono state vendute oltre 60 milioni di vaschette di questo ottimo prodotto, una crescita del 10% rispetto al 2009, per un totale di 6,6 milioni di Kg. di prosciutto, ma poi c’è tutto il resto della vaschetta che non lo pesano mica…

La cosa inizia a diventare preoccupante: a fronte della buona notizia che il prosciutto buono si vende bene, c’è quella cattiva di un mercato che cambia faccia e che, ormai, compra sempre più pre-incartato.

Oggi il 14% della produzione di prosciutto Dop di Parma, circa 9 milioni di pezzi, è venduto in vaschetta. Specialmente all’estero dove l’anno scorso sono finite la bellezza di 43 milioni di vaschette per 4,5 milioni di chilogrammi di prodotto. Che sia l’ora di cambiare modello e trovare qualcosa di più ecosostenibile di questo galoppante over-packaging?

Via | Parma Today
Foto | Flickr

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Giugliano, raccolta differenziata arrangiata: la denuncia di Striscia

pubblicato da Marina

Luca Abete a striscia denuncia la differenziata arrangiata a Giugliano

Nel servizio di ieri di Luca Abete andato in onda durante Striscia, la denuncia di come si svolge la raccolta differenziata a Giugliano comune-paesone alle porte di Napoli. Qui trovate il video.

La teoria che regge questo sistema di raccolta è: metti la monnezza sotto il tappeto. Un po’ come già aveva insegnato Guido Bertolaso, spostando i sacchetti dalle strade in fossi denominati discariche. Fioriscono anche i lavori verdi. Gli immigrati sistemano i rifiuti in maniera ordinata lungo il ciglio della strada destinato a fungere da discarica a cielo aperto: da una parte i copertoni, da un lato i sacchetti dell’indifferenziata. Insomma un lavoro sistemato. La Tarsu viene versata al momento: pochi centesimi e i netturbini sono saldati.

Dunque, la situazione è questa: lo scorso 30 dicembre fu annunciata la raccolta differenziata porta a porta. Spiegava il sindaco Giovanni Pianese a Teleclub Italia:

A breve saranno consegnati kit a 18mila nuclei familiari. Ai fini dell’incremento della percentuale di raccolta differenziata la società che cura il servizio integrato di igiene urbana della città, sta facendo distribuire il raccoglitore umido per il porta a porta, le buste e il volantino con i giorni di conferimento. Tutti i materiali che riceveranno i cittadini sono gratuiti e nulla è dovuto per la consegna a casa. Per gli ingombranti, i materiali legnosi, la stoffa, sarà attivato un apposito numero telefonico Le zone dell’avvio della raccolta sono consultabili sul sito web del Comune, nella sezione dedicata. La città, infatti, è stata suddivisa in sei zone per la prima fase dell’avvio del servizio.

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