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Lavastoviglie che puzza e bicchieri opachi: come pulirla davvero con rimedi naturali

Lavastoviglie che emana cattivo odore, piatti e bicchieri che non si puliscono a dovere, tutto per una lavastoviglie che necessita di esser pulita a dovere.

Lavastoviglie che puzza e bicchieri opachi: come pulirla davvero con rimedi naturali
Lavastoviglie che puzza e bicchieri opachi: come pulirla davvero con rimedi naturali

Apri lo sportello pensando di trovare tutto pulito e invece arriva quell’odore di umido, mentre i bicchieri opachi sembrano ancora sporchi. Succede spesso, e quasi mai è solo colpa del detersivo. La verità è più semplice: la lavastoviglie lava ogni giorno, ma non si pulisce da sola. Nel filtro, nelle guarnizioni, nelle eliche e sul fondo si fermano residui minuscoli che non si notano, ma alla lunga si fanno sentire. La buona notizia è che per rimetterla in ordine non servono prodotti aggressivi: spesso bastano pochi passaggi mirati e rimedi naturali usati bene.

Perché nella lavastoviglie si formano cattivi odori, calcare e residui che non si vedono

Il cattivo odore nasce quasi sempre da un mix molto concreto: umidità, pezzetti di cibo, grasso e punti in cui l’acqua arriva male. Il filtro trattiene quello che resta dei lavaggi e col tempo quei residui iniziano a fermentare. Le guarnizioni rimangono bagnate per ore, mentre sulle pareti interne si crea una patina sottile che spesso passa inosservata. Poi c’è il calcare, legato alla durezza dell’acqua, che lascia aloni sui bicchieri, sulle stoviglie e anche dentro la macchina.

Alcuni studi sul microbioma delle lavastoviglie hanno mostrato che soprattutto nelle parti in gomma, come le guarnizioni, possono trovare posto batteri e funghi capaci di resistere anche ai cicli caldi. Non c’è da allarmarsi, ma è un segnale chiaro: la manutenzione non è un dettaglio. Anche lasciare per un paio di giorni un piatto con il sugo secco nel cestello, aspettando il pieno carico, incide più di quanto si creda. E il primo campanello d’allarme, quasi sempre, arriva dal naso.

Filtro, eliche, cestelli e guarnizioni: le 4 mosse che cambiano davvero le cose

Il punto più trascurato è quasi sempre il filtro, ed è anche quello che pesa di più quando la lavastoviglie comincia a puzzare. Va tolto, smontato e lavato sotto acqua calda con una spazzolina morbida e un detergente neutro, insistendo bene nella retina e negli incastri dove si fermano i residui. Subito dopo tocca alle eliche: i forellini possono riempirsi di grasso o di calcare e, quando succede, l’acqua non arriva bene ovunque. Per liberarli basta uno stecchino o una spazzolina sottile, senza forzare. I cestelli si possono risciacquare con acqua calda oppure lasciare per poco in ammollo con acqua tiepida e acido citrico, utile per sciogliere le incrostazioni e togliere quel deposito spento che si accumula vicino alle ruote e negli angoli.

Come igienizzare la lavastoviglie

Lavastoviglie può esser pulita al meglio con poche mosse vincenti (Ecoblog.it)

Infine ci sono le guarnizioni, dove si annida più sporco di quanto sembri: qui basta un panno morbido ben strizzato con acqua e acido citrico, oppure con poco aceto se si preferisce, passando bene nelle pieghe. È proprio lì che spesso si raccoglie quella melma grigiastra che non si vede finché non viene via sul panno. E quando il panno esce scuro, di solito si capisce subito da dove arrivava l’odore.

Lavaggio a vuoto: quando usare acido citrico e quando invece basta il bicarbonato

Dopo la pulizia a mano, il passaggio che fa davvero la differenza è il lavaggio a vuoto. Se il problema principale è il calcare, la scelta più utile è l’acido citrico: scioglie i depositi, aiuta a far tornare più brillanti le stoviglie e pulisce bene l’interno senza gli effetti dell’aceto usato in grandi quantità. In pratica, si possono sciogliere 2 o 3 cucchiai di acido citrico in acqua calda, versare la soluzione sul fondo o nel cestello inferiore e far partire un ciclo ad alta temperatura senza stoviglie.

Il bicarbonato, invece, è più adatto se l’obiettivo è soprattutto togliere il cattivo odore e dare una pulita leggera: una manciata sul fondo prima del ciclo può bastare. I due rimedi non fanno la stessa cosa, ed è qui che spesso si sbaglia. Il bicarbonato non è il miglior alleato contro il calcare; l’acido citrico, al contrario, funziona meglio contro aloni bianchi e residui minerali. Se i bicchieri escono velati, conviene partire da lì. Se invece il problema è la puzza di chiuso appena si apre lo sportello, il bicarbonato può essere un buon primo intervento. In generale, un lavaggio a vuoto una volta al mese basta quasi sempre per non arrivare al punto in cui il problema diventa evidente.

Le abitudini di tutti i giorni che tengono la lavastoviglie pulita più a lungo

La vera manutenzione si gioca nei gesti più semplici. Non serve sciacquare i piatti in modo ossessivo prima di metterli dentro, ma togliere i residui più grossi sì: chicchi di riso, pezzetti di insalata, bucce e ossi sono tra i primi responsabili dei blocchi nel filtro e dei cattivi odori. Lasciare lo sportello un po’ socchiuso a fine lavaggio aiuta molto più di quanto sembri, perché evita che l’umidità ristagni e favorisca muffe e puzza di chiuso.

Anche il sale è importante e non andrebbe dimenticato: serve al sistema addolcitore per contrastare il calcare, soprattutto dove l’acqua è dura. C’è poi un errore molto comune: pensare che più detersivo significhi più pulito. Spesso accade il contrario, perché l’eccesso lascia residui che si depositano sulle pareti e sui bicchieri. Se i calici restano opachi, prima di cambiare marca conviene controllare dosi, filtro e livello del brillantante. In fondo la lavastoviglie funziona come tante cose di casa: per settimane sembra andare avanti da sola, poi all’improvviso presenta il conto. E quasi sempre, quando succede, l’odore era già lì da tempo.

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