Ecologia

Estate 2026 in auto elettrica: viaggio tra caldo record e traffico da bollino nero

Auto elettrica in ricarica a una colonnina veloce in area di servizio, con uomo al telefono e bagagli sullo sfondo
Sosta di ricarica in autostrada durante l’esodo estivo: un’auto elettrica collegata a una colonnina veloce in un’area di servizio.

L’estate 2026 alla guida dell’auto elettrica in Italia è stata superata senza particolari criticità dagli automobilisti in viaggio, anche nei giorni da bollino nero, secondo il bilancio tracciato da Adiconsum con il presidente nazionale Giovanni De Cristofaro, che ad Adnkronos ha ricostruito l’esperienza degli e-driver tra caldo, ricariche e tariffe. Il quadro, spiega l’associazione dei consumatori, resta positivo ma non privo di nodi: la rete cresce, i viaggi lunghi sono ormai gestibili, eppure prezzi e copertura territoriale continuano a pesare su chi non può ricaricare a casa.

Auto elettrica estate 2026, caldo e climatizzatore non fermano i viaggi

Il caldo intenso registrato nei mesi estivi ha inciso sui consumi, come accade anche per le vetture tradizionali, ma non ha compromesso il comfort di viaggio né l’uso quotidiano dell’auto elettrica. “Sulle elettriche moderne, in un viaggio estivo, l’incremento è in genere di circa il 10%, più contenuto rispetto all’inverno”, ha spiegato Giovanni De Cristofaro, ricordando che il climatizzatore, una volta a regime, assorbe circa 1-1,5 kWh all’ora, pari a 5-7 chilometri di autonomia.

La gestione termica dei veicoli, insieme alla pompa di calore, ha ridotto gli sprechi e reso più prevedibili i consumi, anche con auto cariche e percorrenze lunghe verso località di mare o città d’arte. Adiconsum, su questo fronte, non ha ricevuto segnalazioni significative: “Non riteniamo che costituisca un problema per chi viaggia”, ha chiarito De Cristofaro. Il traffico elettrico, italiano e straniero, si è visto sulle principali direttrici. Senza allarmi.

Ricariche elettriche, nessuna criticità strutturale sulle colonnine veloci

Il tema delle ricariche elettriche nelle giornate di grande esodo resta centrale, ma il bilancio dell’associazione distingue nettamente tra rete veloce e rete urbana. Sulle colonnine Hpc, presenti soprattutto in autostrada e lungo le strade a percorrenza veloce, “non ci risultano criticità strutturali nemmeno nelle giornate da bollino nero”, ha detto il presidente di Adiconsum. La rotazione, in questi punti, è rapida: in genere una sosta dura 20-25 minuti, poi lo stallo torna libero.

Più fragile, invece, il quadro della ricarica in corrente alternata, diffusa nei centri urbani e nelle località turistiche, dove una vettura può occupare la colonnina per ore. In alcuni Comuni con pochi punti disponibili, soprattutto nei periodi di punta, si notano stalli occupati a lungo e attese più frequenti. “Qui il tema non è l’auto elettrica in sé, ma organizzazione e numero di stalli”, ha precisato De Cristofaro, con un riferimento alle località di villeggiatura. Il problema, insomma, è locale. Non generale.

Secondo l’ultima rilevazione di Motus-E, in Italia sono presenti 84.564 punti di ricarica pubblici e il 54% delle aree di servizio autostradali dispone già di infrastrutture dedicate. A queste si aggiungono le colonnine Dc e Hpc collocate subito fuori dai caselli, ormai utilizzate da molti automobilisti come parte del viaggio. La copertura, però, non è uniforme: Adiconsum chiede investimenti prioritari nel Mezzogiorno, sulle autostrade e nelle aree a forte domanda turistica.

Tariffe ricarica auto elettrica, prezzi diversi sulla stessa colonnina

Il nodo più delicato resta quello delle tariffe di ricarica, un mercato che Adiconsum definisce ancora complesso e poco leggibile per molti utenti. Sulla stessa colonnina, ha spiegato De Cristofaro, il prezzo dell’energia può variare anche del 40-70% in base all’app o all’operatore scelto per il pagamento. Un dettaglio che, alla fine del viaggio, può fare la differenza. E non di poco.

La ricarica domestica costa in media due o tre volte meno rispetto a quella pubblica, ma non tutti gli automobilisti dispongono di un box o di un posto auto attrezzato. “Chi usa la rete pubblica, se non vuole spendere uno sproposito, dovrebbe dotarsi di un’app di comparazione e scegliere l’operatore che in quel momento offre la tariffa migliore”, ha consigliato il presidente di Adiconsum. L’associazione ha creato anche un Osservatorio Nazionale dei prezzi della ricarica elettrica, in collaborazione con l’app TariffEV, che pubblica tabelle divise per velocità e offerte.

La pianificazione, nei viaggi lunghi, aiuta a contenere tempi e costi, anche se non viene descritta come indispensabile. Le auto con sistemi di bordo più evoluti indicano dove fermarsi, quanta energia caricare e quando ripartire; in alternativa, molti automobilisti usano route planner esterni, forum e gruppi social. “L’ansia da autonomia è un falso problema”, ha confidato De Cristofaro, “ma improvvisare nei picchi estivi è il modo più sicuro per perdere ore e alzare il conto”.

Adiconsum: transizione elettrica positiva, ma servono regole più chiare

Per Adiconsum, l’esperienza dell’auto elettrica nell’estate 2026 è promossa, soprattutto per chi parte con un minimo di preparazione e può integrare la ricarica domestica alla partenza o alla destinazione. Silenzio a bordo, comfort e costi di esercizio ancora competitivi rispetto al termico restano i punti di forza segnalati dagli utenti. Diverso il caso di chi viaggia “come con il pieno di benzina”, senza app multiple, senza pianificazione e senza possibilità di ricaricare a casa.

In questo secondo scenario emergono i limiti che l’associazione denuncia da tempo: prezzi alle colonnine ancora elevati e poco trasparenti, rete disomogenea, servizio non regolato come pubblica utilità. De Cristofaro ha rilanciato alcune proposte: riconoscere la ricarica pubblica come servizio di pubblica utilità, introdurre tariffe massime calmierate, rendere obbligatoria la trasparenza dei prezzi e sostenere chi non ha un box privato. “Senza queste correzioni l’elettrico resterà conveniente soprattutto per chi ricarica a casa”, ha avvertito. La transizione, ha concluso, deve essere equa. E accessibile a tutti.

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