Energie rinnovabili

Conto Termico 3.0: via libera al correttivo dalla Conferenza Unificata

Il 22 ottobre 2026 la Conferenza Unificata approva il decreto correttivo del conto termico 3.0. Scopri le 16 modifiche al DM 7 agosto 2025 e come cambiano gli incentivi.

Conto Termico 3.0: ok al correttivo dalla Conferenza Unificata

Il 22 ottobre 2026 la Conferenza Unificata ha dato il via libera allo schema di decreto correttivo del conto termico 3.0, il provvedimento predisposto dal Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) che modifica il decreto originario — il DM 7 agosto 2025 — su più fronti: dalle condizioni di accesso agli incentivi, fino alla documentazione energetica richiesta a progettisti e certificatori. Un passaggio formale atteso, che ora apre la strada alla pubblicazione definitiva del testo correttivo.

Un decreto correttivo in 16 articoli

Lo schema approvato dalla Conferenza Unificata si struttura in 16 articoli di modifiche al DM 7 agosto 2025. Non si tratta di una riscrittura del conto termico 3.0, ma di un intervento mirato su disposizioni specifiche: le condizioni di accesso al beneficio, la misura dei contributi per alcune categorie di beneficiari e i requisiti documentali legati alla certificazione energetica.

Il testo introduce in particolare nuove condizioni di accesso e ridefinisce l’entità delle agevolazioni in alcuni scenari precisi. Tra i cambiamenti più rilevanti figura la previsione di incentivi ridotti per gli interventi successivi al primo realizzati nei piccoli comuni. Una scelta che punta evidentemente a contenere la spesa complessiva su soggetti che hanno già beneficiato del meccanismo, pur senza escluderli.

Vengono inoltre modificati i requisiti di documentazione energetica a carico di progettisti e certificatori, anche se i dettagli tecnici specifici di queste modifiche non sono ancora stati resi pubblici nella loro interezza.

→ Leggi anche: Rinnovabili al Sud: nuove regole per incentivi nei Comuni sotto 5.000 abitanti

900 milioni l’anno e una quota riservata alle PA

Il quadro finanziario del meccanismo rimane significativo. Lo schema del conto termico 3.0 distribuisce 900 milioni di euro annui, una dotazione che conferma l’intenzione di mantenere il meccanismo come strumento centrale per la transizione termica del patrimonio edilizio italiano.

All’interno di questa cifra, 200 milioni di euro sono riservati alle prenotazioni anticipate da parte delle pubbliche amministrazioni. Una quota dedicata che risponde a una logica precisa: le PA hanno tempi di progettazione e realizzazione più lunghi rispetto ai privati, e una corsia preferenziale di accesso consente loro di pianificare gli interventi con maggiore certezza sulle risorse disponibili.

La distinzione tra la quota pubblica e quella aperta al mercato privato è un elemento strutturale del conto termico sin dalle versioni precedenti. Il correttivo non sembra stravolgere questa impostazione, ma la aggiorna in funzione delle modifiche introdotte agli altri articoli del decreto.

Le osservazioni delle Regioni durante l’approvazione

L’approvazione del 22 ottobre non è avvenuta senza discussione. Durante la seduta della Conferenza Unificata, le Regioni hanno presentato osservazioni specifiche allo schema di decreto correttivo. Il contenuto puntuale di queste osservazioni non è ancora stato reso noto ufficialmente, ma la loro presentazione formale è un passaggio procedurale rilevante: le Regioni hanno un ruolo attivo nella governance del conto termico, anche perché molti degli interventi incentivati riguardano il patrimonio edilizio pubblico locale e le politiche di efficienza energetica a livello territoriale.

→ Leggi anche: Rinnovabili al Sud: nuovi incentivi e 270 milioni per reti, cosa cambia

Che le Regioni abbiano sollevato rilievi non significa necessariamente che l’intesa sia stata condizionata: il meccanismo della Conferenza Unificata prevede che le osservazioni vengano registrate e, in alcuni casi, recepite in fase di redazione finale del testo. Il Mase avrà ora il compito di valutarle prima della pubblicazione definitiva del decreto correttivo.

Cosa cambia per chi vuole accedere agli incentivi

Per chi sta valutando interventi di efficienza energetica — dalla sostituzione di caldaie a pompe di calore, fino all’isolamento termico degli edifici — il correttivo al conto termico 3.0 introduce un quadro regolatorio leggermente diverso rispetto a quello del DM 7 agosto 2025.

I punti più pratici da tenere d’occhio riguardano tre aree:

  • Condizioni di accesso: il decreto correttivo introduce nuovi requisiti che potrebbero modificare la platea dei beneficiari o le modalità di accesso alla piattaforma di incentivazione.
  • Misura del contributo: per alcune categorie, in particolare chi realizza interventi successivi al primo in piccoli comuni, l’incentivo sarà ridotto rispetto a quanto previsto dalla versione originaria del DM.
  • Documentazione energetica: progettisti e certificatori dovranno fare riferimento ai nuovi requisiti introdotti dal correttivo, il che potrebbe incidere sulle procedure di presentazione delle domande.

Per le pubbliche amministrazioni, la conferma della quota da 200 milioni di euro per le prenotazioni anticipate rappresenta un elemento di continuità rispetto all’impianto originario, utile per chi sta già pianificando interventi sul patrimonio edilizio pubblico.

Il testo definitivo del decreto correttivo al conto termico 3.0 dovrà ora essere formalizzato e pubblicato. Fino a quel momento, il riferimento normativo operativo resta il DM 7 agosto 2025 del Mase, con tutte le disposizioni già in vigore. Chi ha interventi in corso o in fase di progettazione dovrà quindi attendere la versione definitiva del correttivo per verificare se e come le modifiche approvate dalla Conferenza Unificata incideranno concretamente sulla propria situazione.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×