Energie rinnovabili

Le rinnovabili raggiungono il 39,4% dei consumi elettrici italiani a settembre 2026

A settembre 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto il 39,4% della domanda elettrica italiana con 10,9 TWh prodotti. Analisi Terna dei dati e trend nei primi nove mesi.

Rinnovabili al 39,4% dei consumi elettrici italiani a settembre 2026

A settembre 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto il 39,4% della domanda elettrica nazionale, producendo 10,9 TWh su un totale di 27,8 TWh consumati. Sono i dati ufficiali pubblicati da Terna il 21 ottobre 2026, che fotografano un sistema elettrico in rapida evoluzione: più consumi, più rinnovabili, ma anche una crescente pressione sulla rete che rende il quadro più complesso di quanto i soli numeri percentuali possano suggerire.

Un settembre da record per la domanda, non solo per le rinnovabili

Il dato che colpisce di più nel rapporto di Terna non è tanto la quota rinnovabili, quanto la dimensione della domanda. Con 27,8 TWh consumati, settembre 2026 ha registrato il valore più alto per questo mese dal 2014, con una crescita del 6,5% rispetto a settembre 2025. Un balzo significativo, che Terna ricollega anche alle temperature: settembre 2026 è stato in media 2°C più caldo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un effetto diretto sui consumi di climatizzazione.

Questo significa che le rinnovabili hanno prodotto più in valore assoluto, ma hanno dovuto inseguire una domanda in forte espansione. Il 39,4% di copertura è un risultato positivo in termini assoluti, ma va letto in questo contesto: la quota percentuale è condizionata sia dall’offerta rinnovabile sia dall’ampiezza della domanda totale.

Il ruolo del solare e dell’eolico nei consumi elettrici italiani da rinnovabili

Il quadro dei primi nove mesi del 2026 restituisce una fotografia più strutturale. Nei mesi da gennaio a settembre, le fonti rinnovabili hanno coperto il 42,1% della domanda elettrica italiana, con una produzione cresciuta dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una crescita contenuta in termini complessivi, ma con dinamiche interne molto diverse tra le singole fonti.

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Il solare fotovoltaico ha segnato un aumento del 20,5% nei primi nove mesi dell’anno: un dato che riflette sia le condizioni climatiche favorevoli sia l’accelerazione nelle installazioni. L’eolico ha registrato una crescita del 7% nello stesso periodo. Sono le due tecnologie che trainano l’espansione del parco rinnovabile italiano, mentre altre fonti — come l’idroelettrico, più legato alla disponibilità idrica — mostrano andamenti meno prevedibili.

Sul fronte delle nuove installazioni, nei primi nove mesi del 2026 sono stati aggiunti alla rete circa 5,3 GW di nuova capacità rinnovabile. Un ritmo che, se mantenuto, rappresenta uno degli anni più intensi per lo sviluppo delle fonti pulite in Italia.

La domanda cresce più velocemente della produzione rinnovabile

C’è un elemento che merita attenzione. Nei primi nove mesi del 2026, la domanda elettrica nazionale è cresciuta del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2025. La produzione rinnovabile è invece aumentata dell’1,1%. Questo divario segnala che, pur espandendo le rinnovabili a un ritmo sostenuto, la crescita dei consumi — alimentata da elettrificazione dei trasporti, industria, climatizzazione e data center — tende ad assorbire i guadagni percentuali.

Non è un paradosso: in una fase di transizione energetica, è normale che la domanda elettrica salga mentre i combustibili fossili vengono progressivamente sostituiti in altri settori. Ma significa che la quota rinnovabile sul totale non crescerà automaticamente in proporzione alla nuova capacità installata, se la domanda continua ad accelerare a questi ritmi.

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Il dato del 42,1% nei nove mesi rimane comunque rilevante: indica che quasi quattro kilowattora su dieci consumati in Italia tra gennaio e settembre 2026 provengono da fonti rinnovabili. Un valore che avrebbe sembrato ambizioso solo pochi anni fa.

Cosa dicono questi numeri sugli obiettivi nazionali

L’Italia ha fissato obiettivi di decarbonizzazione che richiedono una quota rinnovabile ben superiore al 40% nel mix elettrico nei prossimi anni. I dati di Terna mostrano che il percorso è avviato, ma non lineare. La crescita del solare è robusta, quella dell’eolico è positiva, le installazioni procedono. Il vero banco di prova sarà la capacità del sistema di mantenere — o aumentare — la quota rinnovabile anche mentre la domanda elettrica totale continua a espandersi.

Un altro fattore da monitorare è la stagionalità. Settembre, con il suo 39,4%, è un mese di transizione: il solare inizia a perdere ore di luce, la domanda resta elevata per le temperature. I mesi invernali, con meno irraggiamento e consumi termici più alti, rappresentano storicamente il momento più critico per la copertura rinnovabile.

I dati completi del rapporto mensile di Terna sono disponibili sul portale ufficiale dell’operatore, che aggiorna mensilmente le statistiche sui consumi e sulla produzione elettrica nazionale.

Il 2026 si conferma un anno di accelerazione per le rinnovabili italiane, con il solare che guida la crescita e nuove installazioni che procedono a un ritmo sostenuto. Ma la domanda elettrica che sale ai massimi da dodici anni ricorda che la transizione energetica non è solo questione di quanta energia verde si produce, ma di quanto velocemente riesce a stare al passo con un sistema che consuma sempre di più.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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