Energie rinnovabili

Decreto FER 2, le graduatorie di ottobre: 30 progetti per 64,4 MW tra biogas, biomassa e fotovoltaico galleggiante

Il GSE pubblica le graduatorie competitive del decreto FER 2 di ottobre 2026: 30 progetti ammessi tra biogas, biomasse e fotovoltaico galleggiante.

Decreto FER 2, graduatorie ottobre: 30 progetti per 64,4 MW tra biogas, biomassa e fotovoltaico galleggiante

Il GSE ha pubblicato il 23 ottobre 2026 le nuove graduatorie competitive del decreto FER 2, l’aggiornamento più recente di un meccanismo di incentivazione pensato per portare nuova capacità rinnovabile in rete entro il 2028. Questa tornata riguarda tecnologie ancora poco diffuse nel panorama italiano — biogas, biomasse, fotovoltaico galleggiante su acque interne e geotermia a emissioni nulle — e fotografa con precisione lo stato di avanzamento delle procedure competitive.

Trenta progetti ammessi, 64,4 MW complessivi

Le graduatorie del decreto FER 2 di ottobre 2026 ammettono 30 progetti per una potenza totale di 64,4 MW. Non si tratta di grandi numeri in valore assoluto, ma la composizione del risultato dice qualcosa di interessante sulla distribuzione tra le tecnologie coinvolte.

La quota più consistente riguarda biogas e biomasse, con 20 impianti selezionati. Il fotovoltaico galleggiante su acque interne segue con 8 impianti. Chiudono la lista 2 impianti di geotermia a emissioni nulle, che da soli coprono 29,4 MW dei 30 MW previsti dal contingente specifico per questa tecnologia — un dato che indica quanto questa categoria pesi in termini di potenza unitaria rispetto alle altre.

Un elemento rilevante emerso dalla pubblicazione: i contingenti destinati a biogas, biomasse e fotovoltaico galleggiante risultano saturati. Significa che la domanda presentata ha raggiunto o superato i limiti fissati per queste categorie nell’ambito delle procedure competitive del decreto FER 2.

Cosa sono le graduatorie competitive del decreto FER 2

Il decreto FER 2 è lo strumento con cui l’Italia incentiva le fonti rinnovabili considerate non ancora mature o comunque meno diffuse rispetto al fotovoltaico convenzionale e all’eolico. A differenza del regime a prezzi fissi riservato ai piccoli impianti, le procedure competitive prevedono che i produttori si confrontino in una sorta di asta: chi offre condizioni migliori — in termini di ribasso sull’incentivo richiesto — scala la graduatoria e accede al sostegno.

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Il meccanismo è gestito dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici, che pubblica periodicamente le graduatorie aggiornando l’elenco degli impianti ammessi. Le pubblicazioni di ottobre 2026 rientrano in questo ciclo ordinario.

L’obiettivo complessivo del decreto è incentivare circa 4,6 GW di nuova capacità entro il 2028, distribuiti tra le diverse tecnologie ammesse. I 64,4 MW di questa tornata rappresentano quindi una parte del percorso, non il traguardo finale.

Fotovoltaico galleggiante: otto impianti in graduatoria

Tra le categorie tecnologiche, il fotovoltaico galleggiante su acque interne è quella che negli ultimi anni ha attirato più attenzione mediatica, anche perché combina la produzione di energia con un utilizzo dello spazio idrico che non sottrae suolo agricolo o naturale. Gli 8 impianti ammessi in questa tornata confermano un interesse crescente da parte degli operatori, tanto da aver portato alla saturazione del contingente disponibile.

Si tratta di installazioni su laghi artificiali, bacini di irrigazione o invasi, dove i pannelli galleggianti possono anche ridurre l’evaporazione dell’acqua — un effetto collaterale non trascurabile in un contesto di siccità ricorrente. Va detto, però, che questa tecnologia porta con sé anche interrogativi legati all’impatto sugli ecosistemi acquatici, alla manutenzione in ambiente umido e alla durata dei materiali: aspetti che i progetti devono affrontare già in fase di autorizzazione.

Biogas e biomasse: venti impianti, contingente esaurito

Con 20 impianti selezionati, biogas e biomasse rappresentano la categoria numericamente più consistente in questa tornata del decreto FER 2. Il fatto che il contingente sia saturo suggerisce che la pipeline di progetti in attesa di incentivazione per queste tecnologie rimane robusta.

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Biogas e biomasse sono fonti rinnovabili programmabili — producono energia anche quando non c’è sole o vento — e per questo occupano un ruolo specifico nella strategia di diversificazione del mix elettrico italiano. Non sono però tecnologie prive di impatti: la filiera delle biomasse solleva questioni legate alla provenienza della materia prima, alle emissioni locali e alla competizione con usi alternativi del suolo. Il decreto FER 2 prevede requisiti di sostenibilità per accedere agli incentivi, ma la verifica concreta dipende dai controlli in fase di esercizio.

Geotermia a emissioni nulle: quasi raggiunto il tetto

I 2 impianti geotermici ammessi coprono 29,4 MW su 30 MW previsti dal contingente. È una percentuale di saturazione molto alta — superiore al 98% — che riflette sia la dimensione tipicamente maggiore degli impianti geotermici rispetto alle altre tecnologie, sia il numero limitato di operatori attivi in questo segmento in Italia.

La geotermia a emissioni nulle è una categoria specifica che esclude gli impianti tradizionali con rilascio di gas non condensabili, puntando su tecnologie a ciclo binario o su soluzioni che reiniettano interamente i fluidi nel sottosuolo. È un settore di nicchia, ma con un potenziale concentrato soprattutto in alcune aree del centro Italia.

Cosa cambia per chi segue il decreto FER 2

Per gli operatori che seguono le graduatorie del decreto FER 2, la pubblicazione del 23 ottobre 2026 offre un aggiornamento chiaro: i contingenti per biogas, biomasse e fotovoltaico galleggiante risultano esauriti, mentre la geotermia è quasi al limite. Chi non è rientrato in questa tornata dovrà attendere eventuali riaperture o verificare se esistono margini residui nelle procedure in corso.

Il GSE resta il riferimento istituzionale per tutte le informazioni aggiornate sulle graduatorie e sulle procedure. Chi vuole seguire l’evoluzione delle prossime tornate può consultare direttamente la sezione dedicata sul sito ufficiale del Gestore dei Servizi Energetici.

Più in generale, questa pubblicazione conferma che il decreto FER 2 sta procedendo lungo il suo percorso di assegnazione degli incentivi, anche se i 64,4 MW di ottobre mostrano quanto sia ancora lungo il cammino verso i 4,6 GW complessivi previsti entro il 2028. La velocità con cui si esauriscono i contingenti disponibili dipenderà dalla capacità del sistema autorizzativo italiano di smaltire i progetti in attesa — un collo di bottiglia che spesso rallenta la transizione più dei meccanismi di incentivazione in sé.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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