Il 22 ottobre 2026 la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha espresso parere favorevole allo schema di decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) che modifica il conto termico 3.0, allegando però un pacchetto di osservazioni e proposte. Un via libera condizionato, insomma, che fotografa bene le tensioni accumulate attorno a uno strumento partito con grandi aspettative e finito quasi subito in difficoltà operative.
Un programma nato sotto pressione
Il conto termico 3.0 è stato introdotto con il decreto ministeriale del 7 agosto 2025 e ha preso vita operativamente il 2 febbraio 2026, quando il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha aperto la piattaforma alle richieste di accesso. Lo schema incentiva interventi di efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili in edifici esistenti, con una copertura che per i privati può arrivare fino al 65% delle spese sostenute.
L’entità della risposta del mercato ha però sorpreso le stesse istituzioni. In meno di un mese dalla partenza, il GSE si è trovato a gestire domande per circa 1,3 miliardi di euro a fronte di una dotazione annuale di 900 milioni di euro. Il risultato è stato inevitabile: il 3 marzo 2026 il gestore ha sospeso l’accettazione delle domande, bloccando di fatto centinaia di cantieri e progetti già avviati o in fase avanzata di pianificazione.
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Quella sospensione ha innescato un dibattito acceso tra installatori, progettisti, enti locali e imprese, tutti alle prese con l’incertezza su quando e come il meccanismo sarebbe ripartito. Il decreto correttivo ora al vaglio delle istituzioni nasce proprio da quella crisi.
Il parere della Conferenza Unificata: favorevole, ma non senza riserve
Il pronunciamento del 22 ottobre 2026 non è un semplice timbro di approvazione. La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha espresso il proprio accordo allo schema di decreto MASE, ma lo ha accompagnato con osservazioni e proposte formulate dalle amministrazioni locali. Si tratta di un passaggio procedurale rilevante: il parere favorevole con osservazioni è una forma di consenso qualificato, che segnala al Ministero le aree in cui le Regioni ritengono necessari aggiustamenti o chiarimenti prima che il testo diventi definitivo.
I contenuti specifici delle osservazioni regionali non sono stati resi pubblici in dettaglio al momento della redazione di questo articolo, né è stato comunicato un calendario preciso per l’entrata in vigore del decreto correttivo. Quello che emerge con chiarezza è che le amministrazioni locali non hanno rinunciato a far sentire la propria voce su uno strumento che ha ricadute dirette sui territori, sulle imprese locali e sulle famiglie.
Perché il conto termico 3.0 è diverso dai suoi predecessori
Vale la pena ricordare il contesto. Il conto termico non è uno strumento nuovo: le versioni precedenti hanno finanziato nel corso degli anni la sostituzione di caldaie, l’installazione di pompe di calore, solare termico e altri sistemi a basse emissioni. La versione 3.0, però, ha alzato sensibilmente le aliquote di rimborso — fino al 65% per i privati — e ha ampliato la platea dei beneficiari, generando un effetto di domanda concentrata che il budget disponibile non era in grado di assorbire.
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Il meccanismo è gestito dal GSE, che eroga gli incentivi in rate annuali ai soggetti ammessi. Per i privati, l’accesso avviene in modo diretto e relativamente semplice rispetto ad altri strumenti fiscali, il che spiega in parte la corsa alle domande registrata a febbraio 2026. Quando uno strumento abbassa le barriere burocratiche e alza i rimborsi, la domanda risponde con velocità che i fondi stanziati non sempre riescono a seguire.
Cosa può cambiare con il decreto correttivo
Il testo del decreto modificativo è ancora in fase di definizione e il suo contenuto esatto non è stato ufficialmente pubblicato. Le osservazioni delle Regioni potrebbero riguardare aspetti come la gestione delle liste d’attesa, la priorità da assegnare a determinate categorie di interventi o di beneficiari, oppure le modalità di riapertura delle domande sospese. Tuttavia, in assenza di testi ufficiali verificati, è corretto limitarsi a registrare il passaggio istituzionale avvenuto il 22 ottobre senza anticipare contenuti che non sono ancora confermati.
Chi ha già presentato domanda prima della sospensione del 3 marzo 2026, o chi sta valutando interventi di efficienza termica, dovrà attendere la pubblicazione del decreto definitivo in Gazzetta Ufficiale per avere certezza sulle regole operative. Il sito del GSE rimane il riferimento ufficiale per aggiornamenti sulle modalità di accesso e sullo stato delle domande sospese.
Il parere della Conferenza Unificata rappresenta comunque un passaggio obbligato e ora superato: il percorso verso la revisione del conto termico 3.0 ha incassato il consenso delle Regioni, anche se con condizioni. Il MASE dovrà ora tenere conto di quelle osservazioni prima di portare il testo alla sua forma definitiva.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








