Abruzzo. Provincia dell’Aquila. 6 Aprile 2009. Ore 3:32. La terra trema. Per molti è condannata a non essere più la stessa, questa terra, ricca di storia, di sogni, di falchi che popolano il nostro immaginario e che vogliono continuare a volare su questi castelli, forse ruderi, ma vivi, come la gente che ancora è rimasta che e vuole continuare ad esserci .
Ora, molti aquilani sono ancora senza una casa, oppure un tetto sì, ce l’hanno, ma distante dal paese di origine, anche di qualche km, in una villetta a schiera che non parla più la lingua di questi boschi condannando alcuni tra i centri urbani i più belli del mondo, all’oblio. Ma non a Pescomaggiore, piccolo centro a 15 km dall’Aquila, e soprattutto, non oggi! EVA - l’Eco Villaggio Autocostruito infatti, è l’esempio più straordinario della vita che ricomincia e lo fa partendo proprio dall’ecologia, dal rispetto del territorio… e a prezzi straordinariamente bassi! Il tutto grazie alla cooperazione di alcuni tra gli abitanti di questo magnifico posto che, rimasti senza casa, hanno deciso di rimboccarsi le maniche ricostruendo, da soli, ciò che non li soddisfaceva.
Qui, dunque, si ricomincia sul serio con l’allegria e la bellezza delle cose fatte insieme ascoltando quelli che per qualcuno sono i consigli degli spiriti della natura e per altri i precetti dell’eco-edilizia. L’unico problema? Occorrono fondi: meno di 150 mila euro per ben 7 abitazioni. Pochi, eppure troppi per chi ha perso davvero ogni cosa. Per dare una mano o semplicemente vedere come procedono i lavori basta cliccare qui.
Pasolini diceva che per sanare le piaghe della società occorreva tornare al bello e alla natura. Oggi più che mai questa affermazione risulta vera. Perché l’appartenenza ad un territorio é qualcosa che non si può far rubare neppure dalla terra stessa. E’ qualcosa che ti scava dentro e forgia te stesso, ogni giorno.
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La Regione Lombardia ha dato avvio al Piano Casa, con l’approvazione della legge regionale 13/2009, che consente interventi di edilizia anche nei parchi e nelle aree protette su approvazione dei comuni.
Le conseguenze del Piano Casa all’italianasono disastrose per l’ambiente e per la tutela del patrimonio culturale ed artistico, perchè terreni fertili e costruzioni storiche sono a rischio per gli aumenti di cubatura concessi dalla nuova legge.
A ciò si aggiunge la diminuzione dei soprintendenti, dei mezzi a disposizione ed un ritardo nella pubblicazione del Codice dei Beni Culturali, che permette un giudizio solo a lavori conclusi. Viene quindi meno il potere di intervenire a bloccare i lavori nelle aree protette, avviati grazie a licenze comunali.
Perchè il nostro patrimonio culturale ed ambientale non sparisca sotto la logica del mattone e del cemento, Fai, Italianostra, Legambiente, WWf e Lipu hanno chiesto il blocco del Piano Casa della regione Lombardia, soprattutto riguardo alla norma che permette ampliamenti fino al 20% nei centri storici e nei parchi. Mentre l’Ance festeggia l’approvazione del Piano Casa per il rilancio dell’edilizia, sentitevi benvenuti nell’era in cui sarà possibile vedere ville spuntare nei parchi pubblici e dependances private dai palazzi storici, con la Lombardia a fare da apripista.
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Partono stamattina presso la Fiera di Verona due manifestazioni internazionali, aperte fino al 9 maggio: Solarexpo, giunta alla sua decima edizione e dedicata alle energie rinnovabili e Greenbuilding, mostra e convegno internazionale sull’efficienza energetica e l’architettura sostenibile.
All’interno di Solarexpo, tra mobilità sostenibile e biomasse, tra celle a combustibile e fotovoltaico, segnalo il Job Center, ideato per mettere in contatto sul posto le aziende che offrono posizioni nel settore ed i candidati che cercano lavoro verde. Segnalo, inoltre, la pagina dei corsi di formazione dedicati a chi ha esperienza nel settore del solare termico o a consulenti ed imprenditori del settore energetico. Curioso ed interessante appare anche il corso di formazione “Sviluppo e analisi di un progetto minieolico”, il cui scopo è trasferire i fondamenti professionali per affrontare lo sviluppo di un progetto e indicare gli strumenti per valutare la fattibilità, la realizzazione, i costi, le tecnologie disponibili, la normativa vigente, l’autorizzazione e le sovvenzioni previste in virtù del decreto che conferma l’incentivo per il microeolico a 300 Euro/MWh.
Tra gli stand di Greenbuilding si parla invece di efficienza energetica nell’involucro edilizio (coibentatura, infissi, vetrate, legno, etc.) e di efficienza energetica negli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Un’intera area della fiera è dedicata al verde nell’ambiente già costruito, ovvero a tecniche di greening urbano, a strutture di giardini pensili e tetti verdi. Per l’area “Sostenibilità del ciclo dell’acqua in edilizia” segnalo i topic dedicati al risparmio dell’acqua potabile e la sezione riservata al riciclo dell’acqua piovana e delle acque grigie.
Se per caso siete a Verona e andate a visitare Solarexpo o Greenbuilding, tornate su ecoblog a raccontarci cosa ve ne è parso.

Nonostante la crisi, sembra che il settore verde sia l’unico in crescita, l’unico con bilanci in positivo e l’unica risorsa che può dare lavoro e impiegare chi il lavoro l’ha perso. Tenendo presente che gli investimenti in energie alternative, la ricerca di materiali sostenibili, l’attenzione del mondo verso pratiche ecologiche sono piuttosto giovani rispetto agli altri settori, allora sì, possiamo dire che il settore è in crescita, e non disperare.
Più aumenta la consapevolezza delle necessità di trovare fonti di energia alternative, più aumentano gli investimenti in tecnologie e strutture per lo sviluppo sostenibile, più aumentano gli investimenti nel settore energetico, più crescono i posti di lavoro. Dallo State of the World 2009: “(…) si ritiene che il solare e l’eolico continueranno a espandersi rapidamente. Con stime di investimenti favorevoli, entro il 2030 il numero di posti di lavoro nell’eolico potrebbe raggiungere 2,1 milioni e per allora l’industria del solare fotovoltaico potrebbe impiegare 6,3 milioni di individui”.
Altri settori che potrebbero creare nuovi posti di lavoro verde sono l’edilizia, qualora venissero adottati standard sostenibili e fosse necessario riconvertire gli edifici esistenti secondo le norme che limitano il danno all’ambiente e il settore dell’automobile, oggi fortemente in crisi, qualora virasse “verso sistemi di propulsione molto più efficienti e che non funzionino con combustibili fossili. Analogamente, l’ammodernamento dei motori a due tempi, altamente inquinanti e diffusissimi soprattutto in Asia, potrebbe creare molti posti di lavoro”. Secondo la FAO, anche i progetti di riforestazione sono un’ottimo canale per limitare la disoccupazione.
Riuscite ad avere una visione altrettanto positiva del fatto che investimenti verdi possano contribuire a migliorare la salute del pianeta e anche la condizione occupazionale dell’uomo?
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Mentre il governo italiano si butta nell’impresa nucleare, i territori danno segnali di tutt’altra natura. O perlomeno è quello che appare dalla premiazioni di oggi dei Comuni Rinnovabili di Legambiente. Questo rapporto, arrivato alla quarta edizione, ci dice che sono quasi semila, 2800 in più rispetto allo scorso anno, i comuni italiani che hanno almeno un impianto rinnovabile installato nel loro territorio.
Questo nonostante ancora le procedure di autorizzazione degli impianti non siano agevoli, e manchino ancora delle linee guida nazionali per l’approvazione dei progetti, e sia forte la necessità di incentivare l’integrazione delle rinnovabili in edilizia, tutte misure che ne favorirebbero la diffusione.
La fonte rinnovabile più diffusa è il solare, termico e fotovoltaico. Quasi 700 i comuni che hanno impianti di mini-idroelettrico, 600 quelli a biomasse, 245 hanno impianti eolici e 73 geotermici. La maggior parte dei comportamenti virtuosi e degni di nota viene da piccoli comuni, che spesso sono in grado di coprire quasi interamente il fabbisogno energetico con fonti rinnovabili.
Continua a leggere: Aumentano in Italia i Comuni Rinnovabili
Abbiamo parlato qualche giorno fa dell’isolamento termico e acustico degli edifici come azione buona e giusta per aiutare il clima e le nostre tasche in occasione del lancio della Settimana Amica del Clima (che vede oggi la Giornata dell’isolamento termico con più di 200 banchetti informativi in tutta Italia).
Vediamo ora nel dettaglio cosa la Campagna Isolando ci suggerisce di fare e i passi da compiere per arrivare a sistemare come si deve la nostra casa. Niente di trascendentale, sono pochi semplici passi.
Si comincia, come quando si affronta una “malattia”, da un check up dello stato di salute della nostra casa. Ovvero, chiamate un professionista specializzato (architetto, ingegnere, geometra o termotecnico qualificato in materia e iscritto all’albo di competenza) che venga con tutte le strumentazioni adatte a fare il bilancio energetico di casa, per individuare i consumi, le dispersioni, infiltrazioni, spifferi, fonti di calore, esposizioni al sole etc.
Continua a leggere: Giornata dell'isolamento termico degli edifici: come fare?
L’intervista è stata fatta dal meet-up veneziano di Beppe Grillo. Lei è Carla Poli, la titolare del Centro di Riciclo di Vedelago, in provincia di Treviso. Il suo mestiere è ricevere, separare e riciclare i rifiuti. Nulla di straordinario, se non fosse che il centro riesce a riciclare quasi il 99% dei rifiuti che riceve.
Un risultato ancora più straordinario se si pensa al contesto culturale in cui si muove. Merito anche di una nuova tecnologia che permette di recuperare anche gli scarti plastici, o il rifiuto secco, per produrre un granulato di plastica che può essere utilizzato nell’edilizia, e tutto con un procedimento di estrusione che non emette sostanze nocive per l’ambiente.
Al di là dei risultati, è interessante anche la filosofia dell’imprenditrice. Vi faccio solo due esempi: “Io non voglio più nemmeno chiamarli rifiuti, per me sono materiali”; “Io non ho paura di rimanere senza lavoro perché, per quanto uno risparmi, ci sarà sempre qualcosa da riciclare. Questo qualcosa, questa frazione residua che viene conferita nel servizio pubblico, non si deve né bruciare, né seppellire, ma è tutta riciclabile”.
Via | Terranauta
L’invasione del cemento avviene nel silenzio generale. Immaginatevi. Due regioni, come il Lazio e l’Abruzzo, senza più un filo d’erba. Una sola distesa di cemento. E’ quello che è avvenuto in Italia tra il 1990 ed il 2005.
Nessuno, o quasi, è inorridito. Forse perché pochi giornali ne hanno parlato. Sarà un caso che gli ex-palazzinari, oggi immobiliaristi, ne controllano diversi? O forse invece è colpa del nostro senso comune. Senza il mattone il PIL non può aumentare. E se il PIL non cresce noi stiamo male…
Forse è per questo che nel comune di Sanremo solo un consigliere della Lega ha votato contro una modifica del piano regolatore che cancellava il 64% delle frane e le rendeva edificabili.
Gli Stati Uniti fronteggiano da anni il problema legato agli uragani da sempre protagonisti di veri e propri disastri ambientali. Uno dei sistemi di difesa che è utilizzato con maggior frequenza è quello della cosidetta barriera anti-uragano. In sostanza si tratta di una una membrana autoadesiva, a prova di uragano appunto, da applicare ai muri della abitazioni. La tecnologia è prodotta da un’azienda italiana il cui nome è Polyglass e che conta numerose filiali all’estero.
Il Building Code, ovvero la normativa per le costruzioni per lo Stato della Florida, ne riconosce le sue ottime caratteristiche eccellenti di contrasto alle violente intemperie climatiche. Negli Stati Uniti la tecnologia ha avuto un gran successo, a cominciare dalla Florida e dagli Stati del Sud devastati più volte dai tornado.
La barriera anti-uragano, si apprende dal sito web dell’azienda, è composta da due membrane autoadesive che permettono di contrastare efficacemente gli agenti atmosferici. Viene inoltre riportato che è di facile installazione in quanto auto-adesiva anche se devono essere tenuti in considerazione alcune metodologie di montaggio.
La storia è sempre la stessa: con il petrolio alle stelle cresce sempre più la percentuale di persone che optano per il miglioramento dell’efficienza energetica nelle proprie abitazioni.
Tuttavia, nonostante questo trend positivo (come già abbiamo avuto modo di leggere su
Ecoblog), il governo italiano non sembra voglia cavalcare quest’onda, tanto che (notizia di questi giorni) ha ridotto gli obblighi relativi alle certificazioni energetiche nelle abitazioni. Nonostante questo, fra le istituzioni pubbliche, c’è chi va decisamente controtendenza. Parliamo della Regione del Trentino Alto Adige dove è stato recentemente lanciato un sistema di certificazione internazionale chiamato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design).
Questo sistema ha la particolarità di avere degli standard di eccellenza talmente flessibili da poter essere applicati a qualsiasi tipo di abitazione. Il sistema LEED, sviluppato dall’associazione americana Green Building Council, è in sostanza una griglia di valutazione in 69 crediti a loro volta suddivisi in 6 categorie, così come viene riassunto qui di seguito: siti sostenibili, gestione delle acque, energia ed atmosfera, materiali e risorse, qualità ambientale interna, progettazione ed innovazione.