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MyNatour Eco Route: percorsi sostenibili e turismo responsabile per i Mondiali in Sud Africa

pubblicato da missunderstanding

foto sud africa mondiali 2010 turismo responsabile

Il team di MyNatour, una community online per viaggiatori in cerca di percorsi sostenibili e di vacanze in armonia con la natura, è partito alla scoperta del Sud Africa per poter offrire ai tifosi dei Mondiali un’alternativa di turismo sostenibile per un’evento altamente inquinante come sarà la Coppa del Mondo in Sud Africa.

Il 15 febbraio sono partiti alla volta del Sud Africa per viaggiare seguendo la loro Eco Route, un percorso di 6000km in carpool per cercare le migliori pratiche di sostenibilità che il Sud Africa ha da offrire e per consigliare vie alternative di turismo sportivo, perché assistere ai Mondiali 2010 facendo delle scelte ecologiche è possibile.

Il cammino verde di MyNatour ha toccato le 9 città del Sud Africa che ospiteranno la Coppa del Mondo, senza tralasciare aree e parchi protetti di incantevole bellezza, come il Kruger National Park ed attività amate dai viaggiatori responsabili, come percorsi in bici, trekking, l’osservazione di delfini e balene.

Chi si accinge a partire per il Sud Africa per tifare la nazionale può consultare qui il diario online di MyNatour, leggere i consigli di viaggio, seguire il loro percorso e trovare informazioni utili.

Foto | Courtesy of Mynatour

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L'impatto ambientale ai mondiali di calcio del 2010 in Sud Africa sarà enorme

pubblicato da missunderstanding

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I Mondiali di calcio del 2010, che si svolgeranno in Sud Africa, saranno ricordati non soltanto per le gesta dei calciatori e l’entusiasmo del pubblico, ma anche per il loro impatto ambientale, tra i più pesanti mai registrati per una manifestazione sportiva. I Mondiali del 2010 emetteranno CO2 10 volte in più rispetto alla Coppa del mondo del 2006 tenutasi in Germania con una stima sulle emissioni dell’evento pari a circa 900.000 tonnellate di CO2 per la sola competizione calcistica. L’arrivo dei turisti e la loro permanenza in Sud Africa sarà responsabile di circa il 67% della produzione totale di CO2, a causa dei viaggi interni in aereo, a cui si sommano i viaggi intercontinentali.

Invece di approfittare per rendere i mondiali un’occasione per sensibilizzare sulle tematiche ambientali o trasformare la competizione sportiva anche in una competizione ecologica, il Sud Africa sceglie di primeggiare per l’impatto ambientale, con l’impronta al carbonio più grande, così come ha detto il Ministro dell’Ambiente Sudafricano Buyelwa Sonjica, a cui si devono questi pronostici. E se pensate che l’impronta dell’italiano medio è grande come 6 campi di calcio, immaginate quanti campi ci vogliono per compensare quelle dei Mondiali di calcio del 2010.

Foto | Flickr

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