L’Italia arriva al 12 agosto 2026, data di entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, con il 77,3% dei packaging riciclati nel 2025, un risultato rivendicato dal Conai come base solida per affrontare le nuove regole Ue su riciclo, riuso e gestione dei materiali.
Imballaggi, l’Italia supera i target europei sul riciclo
Nel 2025, secondo l’ultima relazione generale del Consorzio nazionale imballaggi, pubblicata a luglio, l’Italia ha riciclato 10 milioni e 970mila tonnellate di imballaggi su un immesso al consumo pari a 14 milioni e 200mila tonnellate. Il dato complessivo, pari al 77,3%, colloca il Paese — nelle parole di Simona Fontana, direttore generale di Conai — “da leader a livello europeo per riciclo pro capite dei materiali di imballaggio”.
Fontana ha spiegato che il risultato “consolida” un percorso avviato da anni e, soprattutto, consente all’Italia di presentarsi al nuovo passaggio normativo europeo con tutti i target Ue già raggiunti e superati. Non è un dettaglio marginale. Il Regolamento che entra in vigore il 12 agosto introduce infatti obiettivi più severi, in particolare sulla plastica, e chiede ai 27 Stati membri una gestione più coordinata dell’intero ciclo di vita degli imballaggi.
Carta, vetro e acciaio trainano la raccolta nazionale
A pesare in modo rilevante sul risultato italiano sono alcune filiere ormai consolidate. Nel dettaglio, nel 2025 hanno trovato una seconda vita il 92,6% degli imballaggi in carta e cartone, pari a 4 milioni e 612mila tonnellate, e oltre l’82% degli imballaggi in vetro, per 2 milioni e 155mila tonnellate. Numeri alti, costruiti negli anni attraverso raccolta differenziata, impianti di selezione e una domanda industriale che continua ad assorbire materia prima seconda.
Buone anche le performance dell’acciaio, con l’82,2% di imballaggi riciclati, pari a oltre 442mila tonnellate, e dell’alluminio, arrivato al 69,5%, cioè circa 56mila tonnellate. La filiera del legno si attesta invece al 69,7%, con 2 milioni e 493mila tonnellate avviate a riciclo. Dati diversi tra loro, certo, ma accomunati da un punto: la rete nazionale dei consorzi di filiera continua a intercettare quantità consistenti di materiali, anche in una fase di consumi non lineari e costi industriali elevati.
Plastica, il nodo più delicato del nuovo Regolamento Ue
Il capitolo più sensibile resta quello degli imballaggi in plastica, anche perché proprio su questo fronte il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi alza l’asticella per tutti i Paesi dell’Unione. Nel 2025 l’Italia ha riciclato il 50,5% dei pack in plastica, pari a 1 milione e 161mila tonnellate di plastica tradizionale, a cui si aggiungono oltre 44mila tonnellate di bioplastica compostabile. È un risultato che supera gli obiettivi attuali, ma che apre comunque una fase più complessa.
Il punto, ha ammesso Conai attraverso le sue analisi, non riguarda solo la quantità raccolta, ma anche la qualità dei materiali selezionati, la progettazione degli imballaggi e la reale possibilità di reimpiego nei processi produttivi. Imballaggi composti da più materiali, etichette difficili da separare, residui alimentari: sono dettagli tecnici, eppure incidono molto. Per questo il nuovo quadro europeo spinge su ecodesign, riduzione degli scarti e maggiore responsabilità lungo tutta la catena, dal produttore al consumatore.
Riuso e circuiti monitorati, la seconda partita per il Paese
Il riciclo, ha avvertito Simona Fontana, “non è l’unica strada”. Il nuovo Regolamento mette infatti al centro anche il riuso degli imballaggi, un ambito nel quale l’Italia può contare su circuiti già monitorati e controllati, riconosciuti nei dati e nelle statistiche che Conai rende disponibili ogni anno. È un passaggio decisivo, perché non si tratta soltanto di recuperare materia, ma di allungare la vita degli imballaggi prima che diventino rifiuti.
Da più di dieci anni il Consorzio ha introdotto agevolazioni e semplificazioni per gli imballaggi riutilizzabili. Nel 2025 quasi 1 milione e 355mila tonnellate di imballaggi riutilizzabili sono stati dichiarati regolarmente a Conai, con un aumento di oltre 100mila tonnellate rispetto al 2024. La crescita, secondo quanto emerge dalla relazione, è legata soprattutto alla filiera degli imballaggi in legno, dove si stanno rafforzando circuiti di riparazione e riutilizzo, sia aperti sia chiusi. Una base concreta, ora, per misurarsi con regole europee più esigenti.








