Energie rinnovabili

Rinnovabili in calo nel primo semestre 2026: 495 operazioni secondo l’indice Irex

Nel primo semestre 2026 il mercato italiano delle rinnovabili registra una contrazione significativa: 495 operazioni con calo del 24% secondo l'Indice Irex.

Rinnovabili in calo nel primo semestre 2026: 495 operazioni secondo l'indice Irex

Nel primo semestre del 2026 il mercato italiano delle energie rinnovabili ha subito una brusca frenata: le operazioni censite dall’Indice Irex sono scese a 495, con un calo del 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che non può essere liquidato come una semplice oscillazione statistica, soprattutto se si considera che il calo in termini di potenza è stato ancora più marcato. Il fenomeno del rinnovabili calo 2026 solleva domande concrete su cosa stia frenando un settore che, fino a poco tempo fa, sembrava in espansione continua.

I numeri dell’Indice Irex: meno operazioni, meno megawatt

I dati pubblicati dall’Indice Irex nel report relativo al primo semestre 2026 fotografano una situazione di contrazione su più fronti. Le 495 operazioni registrate corrispondono a una capacità complessiva di 9,5 GW, ma il dato che colpisce di più riguarda la potenza: rispetto al primo semestre 2025, la riduzione in termini di GW è stata del 46%. Quasi la metà della capacità in meno, in dodici mesi.

Questo significa che non solo sono diminuiti i progetti, ma quelli rimasti in piedi tendono ad avere una taglia inferiore. Il mercato non si è semplicemente contratto in numero: si è anche rimpicciolito per dimensione media degli impianti. Un segnale che vale la pena leggere con attenzione, perché suggerisce che le difficoltà non riguardano solo l’avvio di grandi operazioni, ma il settore in senso più ampio.

Cosa frena i progetti rinnovabili in Italia

Il report Irex individua alcune aree di criticità strutturali che contribuiscono a spiegare questo rinnovabili calo 2026. Tra le principali figurano le difficoltà autorizzative, i ritardi nelle connessioni alla rete elettrica e una domanda di energia elettrica ancora incerta. Tre fattori che, combinati, creano un contesto poco favorevole agli investimenti nel breve periodo.

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Le autorizzazioni rappresentano da anni un nodo irrisolto del sistema italiano. I tempi per ottenere i permessi necessari alla costruzione di un impianto rinnovabile restano tra i più lunghi d’Europa, e le semplificazioni introdotte negli ultimi anni non hanno ancora prodotto effetti sufficientemente visibili sul mercato reale. Nel frattempo, la coda di richieste di connessione alla rete di Terna continua ad allungarsi, con attese che in certi casi superano i tre anni.

La domanda elettrica incerta aggiunge un ulteriore elemento di rischio per chi deve valutare la redditività futura di un impianto. Senza una proiezione affidabile dei prezzi e dei volumi, molti investitori scelgono di rimandare o ridurre l’esposizione.

Il fotovoltaico resta la tecnologia dominante

Nonostante la contrazione generale, il fotovoltaico mantiene saldamente la posizione di tecnologia trainante del mercato italiano delle rinnovabili. Secondo i dati Irex relativi al rapporto annuale, il solare ha registrato 761 operazioni, pari al 56% del totale. Una quota che conferma come il fotovoltaico sia ormai la scelta prevalente sia per i grandi operatori sia per i soggetti di dimensione più contenuta.

Questa concentrazione riflette anche la maggiore semplicità relativa nell’iter autorizzativo degli impianti solari rispetto all’eolico, nonché la riduzione dei costi dei pannelli avvenuta negli ultimi anni. Tuttavia, anche il solare non è immune dalle difficoltà di connessione alla rete e dai rallentamenti burocratici che caratterizzano il contesto italiano.

Flessibilità e accumuli: il mercato si ridisegna

Uno degli elementi più rilevanti che emerge dall’analisi Irex riguarda il ruolo crescente della flessibilità e dei sistemi di accumulo. Il mercato delle rinnovabili non si misura più soltanto in GW installati o in numero di operazioni: la capacità di gestire l’intermittenza della produzione, attraverso batterie e altre soluzioni di stoccaggio, sta diventando un fattore competitivo determinante.

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Questo cambiamento strutturale ha implicazioni pratiche significative. Gli impianti che integrano sistemi di accumulo possono offrire energia in modo più prevedibile e rispondere meglio alle esigenze della rete, ottenendo condizioni di remunerazione più favorevoli. Al contrario, chi produce solo energia senza gestirne la flessibilità si trova in una posizione sempre più difficile in un mercato dove i prezzi dell’elettricità sono sempre più volatili.

Il rinnovabili calo 2026 potrebbe quindi essere letto anche come una fase di transizione: meno operazioni di tipo tradizionale, ma una progressiva riconfigurazione verso modelli più integrati. Non è detto che questa contrazione sia solo negativa: in parte potrebbe riflettere una selezione verso progetti più solidi e tecnologicamente avanzati.

Un contesto geopolitico che pesa sugli investimenti

Il report Irex, pubblicato nell’ottobre 2026, segnala anche come le tensioni geopolitiche stiano influenzando il clima degli investimenti nel settore energetico. L’incertezza sui mercati globali delle materie prime, i costi di finanziamento ancora elevati rispetto ai minimi degli anni precedenti e le pressioni sulle catene di fornitura internazionali contribuiscono a rendere più cauto l’approccio degli operatori.

In questo scenario, il calo del 24% nelle operazioni e del 46% nella potenza non sorprende chi segue da vicino le dinamiche del settore. Ciò che resta aperto è capire se si tratti di un rallentamento temporaneo, destinato a rientrare con la risoluzione di alcuni colli di bottiglia strutturali, oppure di un segnale più profondo che richiede interventi di policy più incisivi.

I dati del secondo semestre 2026 e l’evoluzione del quadro autorizzativo e infrastrutturale nei prossimi mesi saranno decisivi per capire se il mercato italiano delle rinnovabili riuscirà a recuperare il terreno perso, o se il rinnovabili calo 2026 rappresenta l’inizio di una fase più lunga di stagnazione. Per chi vuole seguire l’evoluzione del settore con dati aggiornati, il think tank di Althesys pubblica aggiornamenti periodici sull’Indice Irex.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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