Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha approvato in ottobre 2026 i nuovi coefficienti di derating per i sistemi di accumulo a batterie destinati al capacity market 2028, un passaggio atteso da operatori e investitori del settore. Poco dopo, Terna ha comunicato la data dell’asta madre: 21 dicembre 2026. Un calendario preciso, due annunci ravvicinati che ridisegnano le regole del gioco per chi sta progettando impianti di stoccaggio in Italia.
Cos’è il capacity market e perché riguarda le batterie
Il capacity market italiano è uno strumento di politica energetica pensato per garantire l’adeguatezza del sistema elettrico nazionale: remunera non l’energia prodotta, ma la disponibilità di capacità che può essere chiamata in servizio nei momenti di stress della rete. In altre parole, paga la prontezza, non solo la produzione.
Con la crescita delle fonti rinnovabili non programmabili — fotovoltaico ed eolico su tutti — la questione dell’adeguatezza è diventata centrale. I sistemi di accumulo a batterie (Battery Energy Storage Systems, o BESS) sono sempre più candidati naturali a partecipare a questo mercato: possono caricarsi nei momenti di surplus e restituire energia quando la rete ne ha bisogno. Ma la loro capacità di contribuire alla sicurezza del sistema non è equivalente a quella di una centrale termica tradizionale, e qui entra in gioco il concetto di derating.
Cosa significa coefficiente di derating per uno storage
Il coefficiente di derating — traducibile come coefficiente di declassamento — esprime in che misura la capacità nominale di un impianto viene riconosciuta ai fini del capacity market. Un sistema da 100 MW con un coefficiente del 50% vale, ai fini dell’asta, 50 MW di capacità remunerabile.
Per le batterie, questo valore dipende da diversi fattori tecnici: la durata di scarica disponibile, la localizzazione geografica dell’impianto, la probabilità che il sistema sia effettivamente disponibile nei momenti critici per la rete. Non è un numero arbitrario: riflette una valutazione sulla reale utilità del sistema nella gestione delle situazioni di picco o di emergenza.
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I coefficienti di derating sono un elemento cruciale per la progettazione degli impianti di accumulo: determinano quanto capacity un operatore può offrire all’asta e, di conseguenza, quanto può attendersi di incassare dalla partecipazione al mercato. Cambiano i coefficienti, cambia la bancabilità dei progetti.
Il dato chiave: 21% per le batterie da 4 ore al Sud e nelle isole
Tra i nuovi valori approvati dal Mase, spicca quello relativo alle batterie con durata di scarica di 4 ore installate nel Sud Italia e nelle isole: il coefficiente di derating fissato è pari al 21%. Significa che un impianto da 100 MW in questa configurazione e in questa zona geografica può portare all’asta una capacità riconosciuta di 21 MW.
È un valore che merita attenzione, perché il Mezzogiorno e le isole sono proprio le aree dove negli ultimi anni si è concentrata la maggior parte dei progetti di accumulo di grande taglia, spesso abbinati a impianti fotovoltaici. La combinazione di alta irradiazione solare e storiche criticità infrastrutturali della rete ha reso queste zone particolarmente attrattive per i BESS. Il coefficiente del 21% per i sistemi da 4 ore incide direttamente sulla valutazione economica di questi progetti.
Per le altre configurazioni — durate di scarica diverse, altre zone geografiche — il Mase ha approvato coefficienti distinti, ma i dettagli completi per ciascuna combinazione non sono ancora stati resi disponibili in forma sistematica nelle fonti verificate al momento della pubblicazione di questo articolo.
L’asta madre del 21 dicembre 2026 e il percorso verso il 2028
Con i coefficienti approvati, Terna ha potuto fissare la data dell’asta madre per il capacity market 2028: 21 dicembre 2026. L’asta madre è il momento centrale del processo: è lì che gli operatori presentano le proprie offerte di capacità e che si determina il prezzo di equilibrio del mercato.
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Il calendario è importante perché tra l’asta e il periodo di consegna — il 2028 — c’è un intervallo che deve essere sufficiente per costruire o adeguare gli impianti. Chi sta sviluppando un progetto di accumulo oggi deve fare i conti con i nuovi coefficienti di derating già in fase di business plan: il valore del 21% per i sistemi da 4 ore al Sud, ad esempio, è un dato che entra direttamente nei modelli finanziari e può influenzare le decisioni di investimento.
Per approfondire il funzionamento del capacity market italiano e il ruolo dei sistemi di accumulo, RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) ha pubblicato un’analisi tecnica dedicata che fornisce il quadro metodologico di riferimento.
Perché i coefficienti cambiano nel tempo
I coefficienti di derating non sono fissi: vengono aggiornati asta per asta, in funzione dell’evoluzione della rete, delle tecnologie disponibili e della composizione del parco di generazione e stoccaggio. Il fatto che il Mase abbia approvato nuovi valori per il 2028 non è una sorpresa procedurale, ma un aggiornamento necessario in un contesto in cui la quota di rinnovabili nella rete italiana continua a crescere e i sistemi di accumulo diventano componenti sempre più rilevanti del sistema elettrico.
Dal punto di vista degli operatori, la definizione anticipata dei coefficienti è un segnale positivo: riduce l’incertezza regolatoria e permette di strutturare i progetti con parametri certi. Resta però da valutare, caso per caso, se il livello dei coefficienti rispecchi adeguatamente il contributo reale che i diversi sistemi di accumulo possono offrire all’adeguatezza della rete — una discussione tecnica che accompagnerà quasi certamente anche le prossime edizioni del mercato.
Con l’asta fissata per il 21 dicembre 2026 e i nuovi coefficienti già pubblicati, il settore dello stoccaggio italiano entra ora nella fase operativa più intensa: quella in cui i numeri del regolatore si traducono in scelte concrete di progetto e di investimento.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








