Il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato il 23 ottobre 2026 le nuove graduatorie del decreto Fer 2, relative al terzo bando per impianti a fonti rinnovabili non fotovoltaiche tradizionali. Il risultato: 30 progetti ammessi per una capacità complessiva di 64,4 MW, distribuiti tra biogas, biomasse, fotovoltaico galleggiante su acque interne e geotermia a emissioni nulle. Un aggiornamento che riguarda direttamente chi ha partecipato alla selezione e, più in generale, il percorso italiano verso la diversificazione delle fonti rinnovabili.
Cosa prevede il decreto Fer 2 e perché queste graduatorie contano
Il decreto Fer 2 è lo strumento normativo con cui l’Italia incentiva le tecnologie rinnovabili cosiddette “non mature”, cioè quelle che ancora non riescono a competere sul mercato senza un supporto pubblico. A differenza del Fer 1, che si concentra sul fotovoltaico e sull’eolico più diffusi, il Fer 2 copre un insieme più ristretto e specializzato di tecnologie: biogas, biomasse, fotovoltaico galleggiante su acque interne e geotermia a emissioni nulle.
Le graduatorie pubblicate dal GSE il 23 ottobre rappresentano l’esito del terzo bando nell’ambito di questo decreto. Per i soggetti che hanno presentato domanda, il posizionamento in graduatoria determina l’accesso agli incentivi e, di conseguenza, la fattibilità economica degli impianti. Non si tratta di numeri astratti: dietro ogni progetto ci sono investimenti, cantieri e capacità produttiva che, una volta installata, contribuisce al mix energetico nazionale.
La distribuzione dei 30 progetti ammessi
Dei 30 impianti selezionati, la ripartizione per tecnologia è la seguente: 20 impianti sono stati ammessi nelle categorie biogas e biomasse, 8 nel fotovoltaico galleggiante su acque interne, e 2 nella geotermia a emissioni nulle.
Un dato che colpisce è il peso specifico della geotermia: i soli 2 impianti geotermici coprono 29,4 MW dei 64,4 MW complessivi assegnati. Significa che quasi la metà della capacità totale di questo bando è concentrata in due soli progetti, a conferma della caratteristica strutturale della geotermia: impianti grandi, complessi e costosi, ma con una produzione di energia particolarmente stabile e continua rispetto ad altre fonti rinnovabili.
→ Leggi anche: Fotovoltaico galleggiante, saturata la seconda procedura FER 2: 8 impianti per 30 MW nel Nord Italia
Per quanto riguarda biogas, biomasse e fotovoltaico galleggiante, i contingenti previsti dal bando sono stati completamente saturati. Questo indica una domanda sostenuta da parte degli operatori del settore, almeno per queste tre categorie tecnologiche.
Fotovoltaico galleggiante: una tecnologia ancora di nicchia
Tra le tecnologie ammesse, il fotovoltaico galleggiante su acque interne è probabilmente quella meno conosciuta al grande pubblico. Si tratta di impianti installati su laghi, bacini artificiali o canali d’irrigazione, dove i pannelli vengono ancorati a strutture galleggianti invece di occupare suolo agricolo o naturale.
I vantaggi teorici sono diversi: si evita il consumo di terreno, l’acqua sottostante riduce il surriscaldamento dei pannelli migliorando in certi casi l’efficienza, e in alcuni contesti la presenza dei pannelli limita l’evaporazione dei bacini. I limiti riguardano invece i costi di installazione più elevati rispetto al fotovoltaico a terra, la complessità degli interventi di manutenzione e la necessità di valutare attentamente gli impatti sull’ecosistema acquatico.
Con 8 impianti ammessi in questo terzo bando Fer 2, la tecnologia rimane ancora una componente marginale del sistema rinnovabile italiano, ma la saturazione del contingente suggerisce che gli operatori stanno guardando con interesse crescente a questa soluzione.
Biogas e biomasse: i numeri più alti in termini di impianti
La fetta più ampia in termini di numero di progetti — 20 su 30 — riguarda biogas e biomasse. Sono tecnologie con una storia più consolidata nel panorama delle rinnovabili italiane, spesso legate ad attività agricole o alla gestione di scarti organici.
→ Leggi anche: FER X: 537 progetti fotovoltaici in prequalifica per 6.544 MW, il ruolo dei coefficienti
Il biogas si produce dalla fermentazione anaerobica di materiali organici come reflui zootecnici, scarti agricoli o rifiuti organici; può essere usato direttamente per produrre elettricità e calore, oppure purificato in biometano e immesso nella rete del gas. Le biomasse, invece, comprendono una gamma più ampia di materiali di origine biologica bruciati o trattati per ricavarne energia.
Entrambe le tecnologie sollevano domande legittime sulla sostenibilità complessiva, che dipende fortemente dalla filiera di approvvigionamento delle materie prime e dall’efficienza degli impianti. Il decreto Fer 2 prevede requisiti specifici per l’accesso agli incentivi, ma la valutazione degli impatti reali resta un tema aperto nel dibattito energetico e ambientale.
Il quadro degli incentivi e i prossimi passi
La pubblicazione delle graduatorie da parte del GSE non conclude il processo: i soggetti ammessi devono rispettare i tempi e le condizioni previste dal decreto per procedere con la realizzazione degli impianti e accedere effettivamente agli incentivi. Il meccanismo del Fer 2 prevede tariffe incentivanti riconosciute per l’energia prodotta, secondo modalità definite dal decreto stesso.
Per chi volesse consultare direttamente le graduatorie ufficiali e i dettagli dei contingenti, il riferimento è il portale ufficiale del Gestore dei Servizi Energetici, dove vengono pubblicati tutti gli aggiornamenti relativi ai bandi attivi.
I 64,4 MW complessivi di questo terzo bando sono una quota limitata rispetto agli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili fissati dall’Italia per il decennio in corso, ma il decreto Fer 2 ha un ruolo specifico: sostenere tecnologie che altrimenti faticherebbero a trovare spazio nel mercato. La saturazione dei contingenti per biogas, biomasse e fotovoltaico galleggiante indica che, almeno per ora, la domanda degli operatori c’è. La sfida è trasformare i progetti ammessi in impianti effettivamente operativi nei tempi previsti.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.






