Sono 537 le istanze di prequalifica presentate al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per progetti fotovoltaici nell’ambito del bando FER X fotovoltaico, per una potenza complessiva di 6.544 megawatt. Un volume significativo, che arriva pochi mesi dopo l’entrata in vigore del decreto il 7 agosto 2026, e che offre una prima misura concreta dell’interesse del mercato verso questo nuovo meccanismo di incentivazione delle rinnovabili in Italia.
Cosa è il FER X Definitivo e come funziona il meccanismo
Il Decreto FER X Definitivo è stato emanato il 18 giugno 2026 e ha introdotto un sistema di incentivazione tariffaria per la produzione di energia da fonti rinnovabili, con costi progettati per avvicinarsi alla competitività di mercato. Non si tratta di un sussidio diretto, ma di uno strumento più sofisticato: un contratto per differenza bidirezionale (two-way contract for difference), che regola la differenza tra il prezzo offerto in sede di gara e il prezzo di riferimento di mercato per un periodo di 20 anni.
In pratica, se il prezzo di mercato dell’energia scende sotto il prezzo di aggiudicazione, il produttore riceve la differenza; se invece il prezzo di mercato sale sopra, restituisce la differenza. Un meccanismo che riduce il rischio per gli investitori ma evita di garantire rendite eccessive a spese del sistema tariffario. L’obiettivo dichiarato è sostenere lo sviluppo delle rinnovabili mantenendo il costo per la collettività il più basso possibile.
I numeri della prequalifica: 6,5 GW fotovoltaici su un contingente da 10 GW
Il contingente totale previsto dal decreto è di 37,15 gigawatt per tutte le fonti rinnovabili, di cui 10 GW riservati al fotovoltaico. Le 537 domande di prequalifica per il FER X fotovoltaico — pari a 6.544 MW — rappresentano quindi circa il 65% della quota solare disponibile, già in questa prima fase di accesso al bando.
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È un dato che va letto con attenzione. La prequalifica non equivale all’assegnazione dell’incentivo: è uno step preliminare con cui il GSE verifica che i progetti rispettino i requisiti minimi per partecipare alle procedure competitive. Solo i progetti che superano questa fase possono poi accedere alle aste vere e proprie, dove la selezione avviene in base al prezzo offerto e ad altri criteri di valutazione.
Detto questo, il volume di potenza in prequalifica indica che la domanda è robusta. 6.544 MW in una singola fase di prequalifica è una cifra che testimonia quanto il settore fotovoltaico italiano stia spingendo per agganciare i nuovi incentivi, dopo anni di attesa per un decreto che sostituisse i meccanismi precedenti.
Il ruolo dei coefficienti nella valutazione dei progetti
Uno degli aspetti più discussi del FER X fotovoltaico riguarda i coefficienti di valutazione che entrano nel processo di selezione. Il decreto prevede che i progetti non siano selezionati esclusivamente sulla base del prezzo offerto, ma che vengano applicati criteri aggiuntivi capaci di orientare le scelte verso determinate caratteristiche qualitative o localizzative degli impianti.

Questi coefficienti possono incidere in modo determinante sulla graduatoria finale, premiando — o penalizzando — progetti in base a parametri che vanno oltre la semplice offerta economica. Tuttavia, l’impatto specifico dei coefficienti sulla distribuzione dei progetti attualmente in prequalifica non è ancora quantificabile con precisione: si tratta di una variabile che si chiarirà nelle fasi successive del procedimento, quando le domande ammesse passeranno alle procedure competitive vere e proprie.
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Quello che è certo è che il meccanismo dei coefficienti introduce una complessità aggiuntiva rispetto alle pure aste al ribasso. Per i proponenti, significa che il prezzo offerto non è l’unico elemento su cui competere: la struttura del progetto, la sua localizzazione e altri requisiti specifici possono fare la differenza tra aggiudicazione e esclusione.
Perché questo bando conta per la transizione energetica italiana
L’Italia ha obiettivi ambiziosi in materia di rinnovabili, e il fotovoltaico è la tecnologia su cui si punta di più in termini di nuova capacità installata. Il contingente da 10 GW riservato al solare nel FER X rappresenta un salto di scala rispetto ai meccanismi precedenti, e la partecipazione già elevata in fase di prequalifica suggerisce che il mercato ha risposto con interesse.
Il contract for difference bidirezionale, strutturato su vent’anni, offre una visibilità di lungo periodo che facilita il reperimento di finanziamenti. Questo è un fattore non secondario: molti progetti fotovoltaici di grande taglia faticano a trovare capitali senza una garanzia sui ricavi futuri. Il FER X, almeno sulla carta, risponde a questa esigenza.
Resta da vedere quanti dei 537 progetti in prequalifica supereranno le fasi successive e quanta potenza verrà effettivamente assegnata nelle prime procedure competitive. Il GSE gestisce l’intero iter, dalla verifica dei requisiti fino alla pubblicazione delle graduatorie, e i tempi dipenderanno anche dalla complessità istruttoria delle singole domande. Per aggiornamenti ufficiali sullo stato del procedimento, il riferimento diretto è la pagina dedicata sul sito del GSE.
Con 6.544 MW già in coda alla porta, il FER X fotovoltaico si conferma come uno dei bandi più attesi del settore energetico italiano degli ultimi anni. I prossimi mesi diranno se la macchina amministrativa riuscirà a trasformare questa domanda in capacità installata concreta.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








