Energie rinnovabili

Energia rinnovabile, 55 euro di risparmio per megawattora nel 2026: il bilancio dell’Ue

Le rinnovabili installate negli ultimi 5 anni hanno ridotto i prezzi elettrici in 11 mercati europei di 55 euro/MWh nel 2026, secondo l'IEA. Un risparmio complessivo di m

Prezzi elettrici Ue, le rinnovabili hanno risparmiato 55 euro/MWh nel 2026
Le rinnovabili installate negli ultimi 5 anni hanno ridotto i prezzi elettrici in 11 mercati europei di 55 euro/MWh nel 2026, secondo l'IEA. Un risparmio complessivo di m

Senza il fotovoltaico e l’eolico installati negli ultimi cinque anni, le bollette all’ingrosso dell’elettricità in Europa sarebbero oggi molto più alte. Secondo un’analisi dell’IEA (International Energy Agency) pubblicata il 6 novembre 2026, le rinnovabili hanno abbassato i prezzi elettrici in undici mercati europei di circa 55 euro per MWh nel corso del 2026 — un dato che traduce in cifre concrete quello che spesso resta un dibattito astratto sulla transizione energetica.

Cosa dice l’analisi IEA sui prezzi elettrici e le rinnovabili in Europa

L’International Energy Agency ha analizzato l’impatto delle installazioni di solare ed eolico realizzate tra il 2021 e il 2026 sui prezzi all’ingrosso dell’elettricità in 11 mercati dell’Unione Europea. Il risultato centrale è chiaro: in assenza di queste capacità rinnovabili, i prezzi di mercato sarebbero stati mediamente superiori di circa 55 euro per ogni MWh.

Non si tratta di una proiezione teorica. Il meccanismo è strutturale: le fonti rinnovabili, una volta installate, hanno costi marginali di produzione prossimi allo zero. Quando entrano nel merit order — cioè l’ordine con cui le centrali vengono chiamate a produrre in base al loro costo variabile — spingono verso il basso il prezzo di equilibrio del mercato, sostituendo impianti a gas o carbone che hanno costi di combustibile elevati. Più rinnovabili ci sono in rete, più questo effetto si amplifica.

Il risparmio di 55 euro/MWh è una media su undici mercati. Non è detto che sia distribuito uniformemente tra tutti i paesi analizzati: la quota di rinnovabili nel mix energetico, la struttura della rete, i livelli di interconnessione e la dipendenza dal gas naturale variano significativamente da uno stato all’altro, e questi fattori influenzano quanto l’effetto merit order si trasferisce effettivamente ai prezzi.

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I numeri del risparmio complessivo nel 2026

Il dato per MWh diventa ancora più significativo se tradotto in valori assoluti. Nei primi quattro mesi del 2026, le fonti rinnovabili hanno generato un risparmio di 29 miliardi di euro sul mercato elettrico all’ingrosso europeo. Su scala annua, la stima per l’intero 2026 è di 5,8 miliardi di euro di risparmio direttamente attribuibili alle nuove installazioni rinnovabili realizzate nell’anno in corso.

I due numeri non si contraddicono: il primo (29 miliardi nei primi quattro mesi) include l’effetto cumulato di tutto il parco rinnovabile esistente, mentre il secondo (5,8 miliardi per l’intero anno) si riferisce specificamente al contributo marginale delle installazioni più recenti, quelle del 2026. Sono misure di fenomeni diversi, entrambe rilevanti per capire la portata economica della transizione.

Il contesto italiano: rinnovabili al 47,7%, ma prezzi ancora alti

In Italia, nel 2025, le fonti rinnovabili hanno coperto il 47,7% della produzione elettrica nazionale, un valore leggermente superiore alla media europea del 47%. Una quota rilevante, che tuttavia non ha impedito al nostro paese di mantenere prezzi dell’elettricità tra i più elevati del continente.

Questo apparente paradosso ha diverse spiegazioni. La struttura del mercato elettrico italiano, la limitata capacità di interconnessione con alcuni mercati vicini, la presenza di costi di sistema e oneri di rete, e la dipendenza storica dal gas naturale come fonte di bilanciamento contribuiscono a mantenere il prezzo finale più alto rispetto a paesi con mix energetici simili ma mercati più integrati. Il beneficio delle rinnovabili esiste — e i dati IEA lo confermano — ma non si trasferisce automaticamente e in modo uniforme dal prezzo all’ingrosso alla bolletta del consumatore finale.

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È una distinzione importante: il mercato all’ingrosso e la bolletta finale sono collegati, ma non identici. Tra i due si inseriscono oneri di sistema, costi di distribuzione, accise e imposte che possono attenuare o ritardare il beneficio per famiglie e imprese.

Perché questo dato cambia la lettura dei costi della transizione

Il dibattito pubblico sulle rinnovabili si concentra spesso sui costi di installazione, sugli incentivi statali, sull’impatto paesaggistico o sulle difficoltà di integrazione nella rete. Tutti temi legittimi. Ma l’analisi IEA aggiunge un elemento che spesso manca dalla discussione: il valore economico che le rinnovabili già producono sul mercato, in termini di riduzione dei prezzi all’ingrosso.

Un risparmio di 55 euro/MWh non è trascurabile. Per dare un termine di paragone, i prezzi all’ingrosso dell’elettricità in Europa hanno oscillato, negli ultimi anni, tra valori inferiori a 50 euro/MWh nei periodi di abbondanza e picchi superiori a 300 euro/MWh durante le crisi energetiche del 2022. Un abbattimento strutturale di quella entità, generato dall’accumulo di capacità rinnovabile, rappresenta un fattore di stabilizzazione dei mercati che va oltre il singolo anno.

Questo non significa che la transizione sia priva di costi o di criticità. La variabilità della produzione solare ed eolica richiede investimenti in reti, accumuli e flessibilità che hanno un prezzo. Ma ignorare il beneficio lato prezzi — come spesso accade nel dibattito — porta a una lettura parziale e distorta dei conti complessivi della transizione energetica europea.

I dati dell’IEA, disponibili nell’analisi riportata da QualEnergia, offrono una base quantitativa per ragionare su quanto costerebbe, in termini di prezzi di mercato, rallentare o invertire il percorso di installazione delle rinnovabili in Europa. La risposta, almeno sul fronte dei prezzi all’ingrosso, è ora meno ambigua di prima.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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