Energie rinnovabili

Rinnovabili, l’IEA prevede 4.800 GW di nuova capacità entro il 2031: il solare guida la crescita

Il rapporto IEA Renewables 2026 stima quasi 4.800 GW di nuova capacità rinnovabile entro il 2031, con il solare fotovoltaico in testa alla crescita globale.

Rinnovabili, l'IEA prevede 4.800 GW di nuova capacità entro il 2031: il solare guida la crescita
Il rapporto IEA Renewables 2026 stima quasi 4.800 GW di nuova capacità rinnovabile entro il 2031, con il solare fotovoltaico in testa alla crescita globale.

Quasi 4.800 gigawatt di nuova capacità rinnovabile tra il 2026 e il 2031: è la proiezione centrale del rapporto Renewables 2026 pubblicato il 6 novembre dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), un documento che ridisegna le aspettative sulla transizione energetica globale e che pone le energie rinnovabili al 2031 come protagoniste assolute del sistema elettrico mondiale. I numeri, presentati dal direttore esecutivo Fatih Birol, segnalano un’accelerazione senza precedenti rispetto al passato recente.

Un salto del 57% rispetto al ciclo precedente

Per capire la portata di questa previsione, basta un confronto: i quasi 4.800 GW attesi nel periodo 2026–2031 rappresentano un incremento del 57% rispetto alle installazioni realizzate nei sei anni precedenti, cioè tra il 2020 e il 2026. Non si tratta di una crescita lineare, ma di un cambio di ritmo che riflette sia la maturità tecnologica raggiunta dal settore sia la spinta crescente delle politiche energetiche nazionali, sempre più orientate alla sicurezza degli approvvigionamenti.

Il rapporto IEA stima che, entro il 2031, le fonti rinnovabili potrebbero coprire quasi il 45% della generazione elettrica globale. Un traguardo che fino a pochi anni fa sembrava difficilmente raggiungibile in tempi così brevi, e che oggi appare invece come lo scenario centrale — non ottimistico — dell’agenzia.

Il fotovoltaico rimane la tecnologia che traina l’intera crescita. Le installazioni di solare fotovoltaico continuano a superare ogni altra fonte rinnovabile per volumi aggiunti, grazie alla combinazione di costi in calo, tempi di installazione rapidi e scalabilità che nessun’altra tecnologia riesce a eguagliare in questa fase.

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Dove cresce di più: la svolta delle economie emergenti

Uno degli elementi più significativi del rapporto riguarda la geografia della crescita. Per la prima volta, secondo le proiezioni IEA, la capacità rinnovabile aggiunta dalle economie emergenti e in via di sviluppo — escludendo la Cina — dovrebbe eguagliare quella installata nelle economie avanzate nel periodo 2026–2031. È un segnale di redistribuzione del mercato globale che ha implicazioni profonde, sia sul piano degli investimenti sia su quello geopolitico.

Le regioni che mostrano la crescita più marcata sono il Sud-est asiatico, il Medio Oriente e Nord Africa e l’Africa subsahariana. In questi territori, le installazioni rinnovabili previste per il 2026–2031 dovrebbero quasi triplicare rispetto al ciclo precedente. Si tratta di mercati che fino a poco tempo fa erano considerati periferici nella transizione energetica, e che invece stanno diventando aree di espansione primaria.

Le economie emergenti nel loro complesso — sempre esclusa la Cina — sono previste aggiungere 1.100 GW di capacità rinnovabile entro il 2031. Un dato che indica come la transizione non sia più un fenomeno concentrato esclusivamente nei paesi ad alto reddito.

Il ruolo della sicurezza energetica come motore della crescita

Il titolo del comunicato IEA che accompagna il rapporto parla esplicitamente di energy security concerns — preoccupazioni per la sicurezza energetica — come uno dei fattori che stanno accelerando l’adozione delle rinnovabili in un numero crescente di paesi. Questa lettura è rilevante: la transizione non viene più presentata soltanto come risposta alla crisi climatica, ma anche come strumento per ridurre la dipendenza da combustibili fossili importati e da mercati energetici volatili.

È un cambio di narrativa che ha conseguenze pratiche: governi che in passato avrebbero potuto rallentare le politiche rinnovabili per ragioni economiche o politiche trovano oggi nella sicurezza degli approvvigionamenti un argomento ulteriore a favore degli investimenti nel settore. Il rapporto IEA sembra riflettere questa dinamica, sottolineando come la crescita stia avvenendo in una costellazione sempre più ampia di paesi.

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Cosa significa per l’Europa e per gli investitori

Il contesto europeo si inserisce in questo quadro con caratteristiche proprie. Le economie avanzate, Europa inclusa, mantengono un ruolo centrale nelle proiezioni, ma la novità è che non sono più le uniche protagoniste. La competizione per attrarre investimenti nel settore rinnovabile si fa più intensa, con mercati emergenti che offrono rendimenti potenzialmente elevati ma anche rischi regolatori e infrastrutturali maggiori.

Per chi segue il mercato energetico europeo, i dati IEA confermano una tendenza già visibile: il fotovoltaico continua a crescere a ritmi sostenuti anche nel Vecchio Continente, con installazioni che si moltiplicano sia a livello utility-scale sia nel segmento distribuito — pannelli su tetti industriali, commerciali e residenziali. La traiettoria globale descritta dal rapporto rafforza le aspettative di lungo periodo per il settore, anche se le condizioni specifiche di ogni mercato nazionale — incentivi, connessione alla rete, burocrazia — restano determinanti per la velocità effettiva di dispiegamento.

Proiezioni e limiti di lettura

Vale la pena ricordare che si tratta di proiezioni, non di certezze. L’IEA costruisce i propri scenari sulla base delle politiche energetiche attualmente in vigore e degli impegni dichiarati dai governi. Se le politiche cambiano — per ragioni economiche, politiche o tecnologiche — le traiettorie possono modificarsi in entrambe le direzioni.

Il rapporto Renewables 2026 è consultabile attraverso il sito ufficiale dell’IEA, che pubblica anche i dati metodologici alla base delle stime. La distinzione tra capacità installata e generazione effettiva rimane cruciale: aggiungere gigawatt non equivale automaticamente a produrre la stessa quantità di elettricità, poiché fattori come il fattore di carico e la disponibilità di rete incidono in modo significativo sulla produzione reale.

Detto questo, la direzione indicata dal rapporto è inequivocabile: le energie rinnovabili al 2031 saranno una componente strutturale del sistema elettrico globale, con un peso che nessun’altra fonte energetica potrà avvicinare in termini di nuova capacità aggiunta. La domanda non è più se la transizione avverrà, ma a quale velocità e con quale distribuzione geografica dei benefici e degli investimenti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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