
Settantacinque ettari al giorno. A questo ritmo procede il consumo di suolo in Italia. Impietosa la foto scattata dal dossier del FAI e del WWF Terra Rubata - Viaggio nell’Italia che scompare, presentato a Milano. Nei prossimi vent’anni l’urbanizzazione sottrarrà altri 600 mila ettari alla natura. Negli ultimi cinquant’anni il tasso di cementificazione è più che triplicato.
Tra le cause principali del consumo di territorio in Italia l’abusivismo edilizio, troppi condoni che perdonano gli scempi architettonici, il boom di centri commerciali, periferie che esplodono sempre più verso l’esterno mentre le case in centro restano vuote e cadono a pezzi. E di riqualificazione se ne intravede solo l’ombra.
Secondo FAI e WWF occorre:
dare priorità al riuso dei suoli anche utilizzando la leva fiscale per penalizzare l’uso di nuove risorse territoriali; procedere ai Cambi di Destinazione d’Uso solo se coerenti con le scelte in materia di ambiente, paesaggio, trasporti e viabilità. E ancora. Bisogna rafforzare la tutela delle nostre coste estendendo da 300 a 1000 metri dalla linea di battigia il margine di salvaguardia; difendere i fiumi non solo attraverso il rispetto delle fasce fluviali ma con interventi di abbattimento e delocalizzazione degli immobili situati nelle aree a rischio idrogeologico; farsi carico degli interventi di bonifica dei siti inquinati, escludendo che i costi di bonifica vengano compensati attraverso il riuso delle aree a fini edificatori.
Via - Foto | WWF

I leopardi delle nevi sono circa seimila in tutto il mondo. Il WWF ha immortalato due esemplari della specie in Russia, precisamente sulle montagne Altai dove si stima vivano 10-15 esemplari della specie.
Una di queste foto è stata scattata in pieno giorno ed è dunque ancora più rara, dal momento che il leopardo delle nevi non si espone quasi mai prima del crepuscolo, quando esce per andare a caccia.
Il monitoraggio della popolazione dei leopardi delle nevi è fondamentale per studiare la concentrazione geografica degli animali e valutare le migliori strategie per la conservazione della specie.
Via | WWF Russia
Foto | Sergey Spitsyn WWF
Se in Italia ci ha pensato il maestro Uto Ughi a commemorare i 50 anni del WWF in Francia sono andati ben oltre.
Champs-Élysées, i 50 anni del WWF

Infatti fino al 25 settembre sugli Champs-Élysées, promenade parigina e turistica sono state installate 36 gigantografie di scatti di Micheline Pelletier con testimonial d’eccezione: Yannick Noah che sostiene la tutela delle tigri, Ellen Mac Arthur, Desmond Tutu, Wangari Maathai, il Principe Albert II di Monaco, Coline Serreau, Christian Karembeu solo per citarne alcuni. Ogni personaggio rappresenta una causa sostenuta dal WWF
Uto Ughi in concerto con la Filarmonica di Roma per salvare i boschi italiani. Il maestro si esibirà per il WWF il 14 settembre alla Sala Sinopoli a Roma. La serata sarà presentata da Donatella Bianchi conduttrice di Linea Blu.
Leggo dalla pagina dedicata all’iniziativa che il maestro Ughi possiede uno Stradivari ottenuto dal legno della foresta di Paneveggio sulle Dolomiti, detta anche Foresta dei violini:
un bosco gestito in modo sostenibile a dimostrazione di come la natura e le attività umane, nelle loro forme più diverse, possano convivere e sostenersi reciprocamente nel tempo.
Trovo commovente che sia la bella musica a voler aiutare il Pianeta e che la sensibilità di un musicista si presti a ciò.
Da bambina, sulle spiagge di Brancaleone, ho avuto la fortuna di assistere dal vivo a una scena simile: la deposizione di uova di una tartaruga marina.
Oggi, grazie al lavoro di Lucia Berti volontaria del WWF ecco il video che documenta la deposizione di uova di una Caretta caretta sulla spiaggia di Torre Salsa a Agrigento. Le tartarughe marine vivono, assieme a altre specie acquatiche, un momento molto delicato a causa della distruzione progressiva del loro habitat. Molti problemi arrivano sia dalla cementificazione delle coste sia dalla pesca intensiva.
Ogni altra info è disponibile sul sito del WWF dedicato alle tartarughe.

Il problema delle certificazioni forestali è complesso. Proprio ieri vi abbiamo raccontato dello scambio di accuse fra la Asia Pulp and Paper e Greenpeace e aldilà del caso della Tigre di Sumatra persa contro quello della Tigre salvata si ritorna sempre lì, alle certificazioni. APP può godere del marchio PFEC, ma Greenpeace sostiene che “l’operato del PEFC è stato già messo in discussione da molte associazioni ambientaliste“.
La questione diventa ancora più spinosa quando nel mirino entra un’altra certificazione, una di quelle “al di sopra di ogni sospetto“, la Global Forest and Trade Network del WWF. Il simbolo del Panda, almeno ai profani, è indiscutibilmente una garanzia, ma se non fosse più così?
Tutto nasce da un report (”Pandering to the Loggers“) diffuso da Global Witness e rilanciato dal New York Times ottenendo così immediata diffusione sui media di tutto il mondo. I casi controversi, che servono a smontare la credibilità del GFTN, sono tre. La Danzer Group (ritenuta responsabile nella Repubblica democratica del Congo di “violazioni dei diritti umani”), la malaysiana Ta Ann Holding Berhad (capace di sfruttare ogni giorno l’equivalente di 20 campi di calcio in una zona che è habitat che nonostante si fregi del marchio con il panda ha operazioni forestali che distruggono foreste tropicali per un equivalente di 20 campi di calcio al giorno, tra l’altro in una zona che è habitat dal orangutan, specie protetta dallo stesso WWF) e l’inglese Jewson, che continuerebbe ad acquisire legnami da fonti illegali. Queste tre imprese hanno ottenuto la certificazione dal WWF e continuano a poter pubblicamente fregiarsi del marchio del famigerato panda.
Continua a leggere: Global Witness solleva dubbi sulle certificazioni forestali WWF
Il WWF ha lanciato Na.tu.re, Natura e Turismo Responsabile, un nuovo portale per venire incontro all’esigenza di chi sta cercando una vacanza ecologica o magari non l’ha ancora immaginata, ma vuole capire come trovarne una. Il sito si prefigge lo scopo di diventare una guida al turismo responsabile, ma anche un motore di ricerca che consente di individuare l’offerta su misura per tutti gli aspiranti turisti ecologici.
Campi avventura per ragazzi, viaggi per adulti e per famiglie, vacanze in fattoria a partire da soluzioni sul singolo weekend in Italia fino a viaggi più impegnativi in giro per il mondo. Non soltanto i tradizionali campi avventura organizzati dal WWF (affiancati anche dai Campi Oasi e dalle Vacanze Natura per over 18). Il sito contiene consigli per il turista responsabile (per il prima, il dopo e il durante), e approfondimenti sulle mete già oggi fra le più gettonate dagli italiani.
Per il WWF è necessario andare a votare lo stesso ai referendum del prossimo 12 e 13 giugno. Dovrebbe restare in piedi quello sul nucleare mentre certamente resteranno quelli sull’acqua pubblica e sul legittimo impedimento.
In una nota stampa fa sapere Stefano Leoni presidente del WWF Italia:
Ad una lettura piu’ approfondita l’emendamento di sospensione sine die del programma nucleare presentato al Senato ha le conseguenze di un’abrogazione delle disposizioni sottoposte a quesito referendario ma non del complesso di norme che hanno rilanciato il nucleare in Italia. Questo significa che in realta’ si dovrebbe andare in ogni caso alle urne. Il WWF chiede che il Governo abroghi senza se e senza ma le norme sul nucleare.
Più incisivo è Tommaso Sodano ex senatore di Rifondazione e attualmente penna per Il Fatto quotidiano, che nel suo editoriale scrive:
Tuttavia va detto che, al momento, il Governo ha presentato un emendamento a un decreto legge che, per diventare legge dello Stato, deve essere definitivamente convertito prima dal Senato e poi dalla Camera senza modifiche, e quindi deve essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale: tutto questo non avverrà prima del 20 o 25 maggio. Quindi una prima considerazione è che bisogna mantenere elevata l’attenzione sul referendum fino a quando non ci sarà la certezza della effettiva cancellazione e per evitare sorprese all’ultimo minuto.
Dunque il Governo, come rilevano i sondaggi, avrebbe subito con il referendum il voto di circa il 54% degli italiani, che si sarebbero espressi contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Di fatto la campagna resta in piedi e le opposizioni si stanno coordinando per questo.
Foto | Flickr

Lo diciamo spesso su Ecoblog: non è necessario essere neo francescani per rispettare l’ambiente. Il benessere, le comodità e i vantaggi si possono ottenere anche senza sprecare le risorse del Pianeta. Come sarebbe possibile? Lo spiega bene Tim Jackson docente di sostenibilità (ebbene sì esiste una cattedra del genere!) all’università del Surrey nonché membro della Sustainable Development Commission del Governo britannico.
Ospite del WWF a Roma, Jackson, ha tenuto una lezione su come sia possibile vivere bene senza per questo sfruttare le risorse. Tra l’altro i paradigmi della sua economia sostenibile sono presentati nel libro:Prosperità senza crescita (Ed.Ambiente, 24 Euro), che può sembrare un ossimoro.
Prende di mira Jackson le fondamenta stesse del consumismo che si basa sul debito e sullo spendere più di quello che si ha. Che non sia la strada giusta lo stiamo capendo. Capiremo anche quale strada intraprendere? Dopo il salto in 11 punti le proposte di Jackson.
Continua a leggere: Tim Jackson presenta in Italia gli 11 passi per la prosperità senza crescita
Ecco 5 tra le celebrità che nel 2010 hanno fatto qualcosa per rendere il nostro pianeta un posto migliore dove vivere.
Madonna
Si è unita con uno studio di New York per costruire una scuola femminile alimentata da energia solare in Malawi, Africa.
Pamela Anderson
Si è unita No Tanks Coalition e ha filmato un messaggio per la causa.
Leonardo DiCaprio
L’attore americano noto per le sue donazioni ”verdi” quest’anno ha donato al WWF un milione di dollari per salvare le tigri dall’estinzione.
Betty White
Questa popolare attrice ha recentemente coronato il suo sogno di diventare un ranger. E’ diventata un U.S. Forest Service onorario e spera di poter proteggere i preziosi alberi e la natura.
Jenny McCarthy
L’attrice americana ha lanciato la sua linea ”verde” chiamata ”Too Good” in cui usa materiali non tossici, 100% riciclabili e senza PVC.
Via | GreenDiary