
Che il mercato dell’auto elettrica sia destinato a crescere in maniera sensibile nei prossimi anni è sempre più probabile e ancora di più lo è in questo momento alla luce di un importante accordo, segnalatoci dagli amici di Autoblog.it, recentemente sottoscritto da alcune delle più importanti case automobilistiche al mondo. Sette grandi produttori di auto (Audi, Bmw, Daimler, Ford, General Motors, Porsche e Volkswagen) hanno infatti approvato uno standard comune per la ricarica dei veicoli elettrici.
Il sistema attuato, si legge, uniforma in un unico connettore tutte le diverse configurazioni di ricarica delle auto e le stazioni di rifornimento; questo varrà sia in Europa che negli Stati Uniti. L’approccio comune dei costruttori in entrambi i continenti agevolerà quindi la pianificazione delle infrastrutture future; inoltre, l’adozione di un protocollo di comunicazione comune, permetterà l’integrazione dei veicoli elettrici nelle smart grid.
La nuova piattaforma di ricarica comune è retrocompatibile sia con il connettore J1772 (utilizzato nel mercato americano), sia con i sistemi europei basati sullo standard Lec 62196 di tipo 2, che adotta un connettore della medesima forma. Insomma, nulla di trascendentale, ma semplicemente un piccolo passo in avanti nella comunicazione fra le parti; una situazione che potrebbe però sortire effetti importanti, non ultimo quello di dare un imput, chissà decisivo, verso la tanto agognata elettrificazione del parco veicolare.

L’occasione è per quanti hanno voglia di provare un auto elettrica. Renault al Motor Show di Bologna, dal 4 al 12 dicembre apre il test drive per Renault Fluence Z.E. e Kangoo Express Z.E., sulla pista indoor di Electric City (Padiglione 30).
Le iscrizioni si possono effettuare da Fb su questa pagina o sul sito di Renault. La Fluence Z.E sarà in vendita dal 2011 e costerà 27.200 euro Iva inclusa e le batterie in noleggio costeranno a partire da 79 euro al mese. Il Kangoo Z.E costerà 20mila euro Iva esclusa e il noleggio delle batterie a partire da 72 euro al mese.
Se riscite a passarci scriveteci le vostre impressioni e valutazioni.
Ho letto con profondo interesse un post su Enerzine dal titolo L’automobile est morte, vive l’automobilité , che devo ammettere rende benissimo il senso. La traduzione purtroppo è infedele al gioco di parole, ma in sostanza lo capite anche da voi: l’automobile è morta, viva la mobilità. Si fa riferimento nell’articolo all’esperienza di grandi multinazionali, quali Oréal, Sodexo, Icade, Airbus, CEA, che hanno messo a disposizione dei loro dipendenti una flotta aziendale in modalità car sharing, questo per semplificare il loro accesso al luogo di lavoro.
A Parigi il servizio è erogato da Carbox che appunto fornisce le autovetture in punti di prelievo e sosta, il che consente di non possedere un auto, di abbatterne i costi, di usarla quando realmente serve, di inquinare di meno, di avere un parcheggio sempre disponibile e di non rinunciare alla flessibilità dello spostamento.
Ebbene ecco la verità che a oggi viene ancora negata: l’automobile, almeno nella forma, versione, oggetto che attualmente conosciamo è morta. E essendo morta non c’è ragione di rianimarla quanto piuttosto di iniziare a fare spazio alla mobilità che dovrà venire. A gravare sul vecchio concetto di vettura anche i costi: hanno calcolato all’Ademe Agence de l’Environnement et de la Maîtrise de l’Energie, che ogni proprietario di auto spende annualmente tra carburante, manutenzione, assicurazione, bollo ecc. ecc. circa 4000 euro se possiede una vettura a benzina; 6000 euro se è diesel; oltre i 10mila euro se è monovolume. Decisamente costi troppo esosi per famiglie che sono costrette a fare i conti con la crisi economica e la fine del mese.
Di contro per noi italiani un auto non è solo status symbol ma una comodità irrinunciabile e non ne vogliamo sapere di responsabilità ambientale e di scelte ecologiche. Le aziende automobilistiche però sono strozzate dalla crisi economica e devono per forza di cose ripensare al loro prodotto. Come venirne fuori? L’auto elettrica sembra essere solo una parte della risposta. Anche in Francia, come riferisce il sondaggio Harris Intercactive, sebbene favorevoli alla loro presenza sul mercato si dicono frenati al loro acquisto a causa del prezzo elevato e della poca autonomia delle batterie. Dunque, il passaggio intermedio offerto dal car sharing sembra essere un buon compromesso tra mobilità sostenibile e libertà del privato.
Foto | Flickr
Ecco una delle novità al Salone dell’auto di Parigi che si è appena concluso: la Bollorè Bluecar, progetto di PininFarina, una city car elettrica, 4 posti, due porte. Il cuore del progetto sono le batterie L.M.P. che assicurano stabilità, ricarica veloce a autonomia di 250 Km.
I colleghi di autoblog, che sono stati al salone (qui la gallery completa) ci dicono che:
La prima, lunga 3,65 metri ed alta 1,70 metri ha un bagagliaio da 350 decimetri cubi e dichiara un peso di 1120 kg. Questo è possibile grazie all’uso dell’alluminio per il telaio e di compositi plastici per i pannelli della carrozzeria, così da bilanciare la massa delle batterie ai polimeri di litio da 30 Kwh. Il motore da 50kw consente di toccare i 130 km/h autolimitati e di coprire lo 0-60 km/h in 6,3 secondi, mentre l’autonomia è di 250 km nel ciclo urbano e circa 150 km nell’extra urbano. La vettura è pronta ad entrare in produzione e verrà commercializzata nel corso del 2011, con una formula commerciale che prevede il noleggio ad una cifra stimata di 10 Euro al giorno.
Riuscirà a fare breccia nel mercato italiano?

Dopo l’approvazione in manovra della possibilità di dotarsi in casa di un distributore per fare il pieno all’auto a metano, arriva anche la possibilità di ricaricare in casa l’auto elettrica. L’Autorità per l’energia ha eliminato i divieti che impedivano alle utenze domestiche di possedere un duplice punto di fornitura elettrica per stessa unità immobiliare.
La modifica introdotta nella delibera ARG/elt 56/10 risponde così, almeno parzialmente al Piano Cars 21 della Commissione europea con cui si cerca di incoraggiare la diffusione di auto elettriche. Dunque sarà ora possibile richiedere al fornitore di energia un nuovo contatore con relativo punto di ricarica da adibire all’alimentazione di un auto elettrica e la tariffa applicata sarà quella per “altri usi”.
Via | Autorità per l’energia
Foto | Flickr

Forte di circa 8000 prenotazioni arrivano i prezzi (inclusi le batterie) della Nissan Leaf, destinati al mercato europeo calcolati sottraendo i vari benefit offerti per l’acquisto di un auto elettrica: 27,471 euro in Inghilterra; 32,839 euro in Olanda; Germania 19,000 euro; 29,995 euro in Irlanda così come in Portogallo. Le auto saranno distribuite il prossimo anno.
Nissan in un comunicato stampa fa sapere che ha deciso di lanciare la vettura in quei mercati dove sono presenti incentivi interessanti per le auto elettriche e questo per mantenere il prezzo al di sotto dei 30mila euro.
La Leaf è una family car da cinque posti, dotata di serie di: aria condizionata, navigatore satellitare, camera per il parcheggio, ricarica veloce e connessione smart-phone. Queste le caratteristiche tecniche descritte dai colleghi di autoblog:
La Nissan Leaf offre un motore elettrico da 80 Kw abbinato a batterie al litio, con un valore di coppia massima pari a 280 Nm, che consentono alla vettura riprese ed accelerazioni paragonabili ad una vettura media tradizionale, con una velocità massima di 140 km/h. Il gruppo batterie da 200kg è posizionato sul fondo del pianale, sotto ai sedili, per ottimizzare la distribuzione dei pesi e garantiscono una autonomia di 160 km/h, con tempi di ricarica di circa 8 ore da una fonte elettrica casalinga.
L’Italia per ora non è contemplata.
Dopo il racconto della visita allo stabilimento Renault di Maubeuge, che si appresta a produrre dal 2011 la Kangoo Express eletrrica, vi propongo nel video su, un intervista a Uwe Hochgeschurtz, Director of Corporate Sales di Renault a proposito del punto di vista dei produttori di auto elettriche in merito al mercato e alle aspettative di vendita.
Sostanzialmente Mr. Hochgeschurtz parla di vantaggi sia nei costi sia di immagine. L’intervista è preceduta da quel che si chiama in gergo giornalistico “pezzo di colore”, dove sono raccolti pareri dell’”uomo della strada”. I francesi si mostrano in qualche caso scettici, in altri entusiasti, ma convergono su un punto: va ridimensionata la dipendenza da petrolio, almeno nella mobilità.
Il punto è: le auto elettriche sono una azione di greenwashing delle aziende automobilistiche? o una reale soluzione al problema di una mobilità al tracollo nelle nostre città? (Vi risparmio il claim: l’auto elettrica per combattere i cambiamenti climatici). Il ragionamento è complesso. Se vogliamo sganciarci dalla dipendenza del petrolio (per un milione di motivi che ben conoscete) abbiamo bisogno anche di non avere più in circolazione milioni di autovetture e mezzi di trasporto che ne facciano uso; ma al punto in cui siamo nella nostra (in)civiltà saremmo capaci di rinunciare definitivamente alle quattro ruote per viaggi entro i 10km al giorno in favore delle biciclette?
Continua a leggere: Auto elettriche: il punto di vista di Renault

Bmw, costruttore noto fino ad oggi per le sue grosse berline di lusso e per gli inquinantissimi Suv, da qualche tempo ha deciso di abbandonare il progetto dell’auto all’idrogeno e di trasferire gli sforzi sulle auto elettriche. L’abbandono dell’idrogeno deriva dal fatto che l’azienda tedesca considera ormai tale tecnologia superata da altre più efficienti ed economiche e, oltre tutto, dal fatto che è molto difficile che i distributori di idrogeno si diffondano in numero sufficiente nei prossimi anni.
L’elettrico, invece, sembra una realtà molto più a portata di mano e anche la concorrenza si sta dando da fare per sviluppare questa tecnologia e le colonnine di ricarica necessarie alla mobilità elettrica. Ecco quindi che Bmw preme sull’acceleratore e inizia a stringere le prime alleanze per la sua prima auto elettrica, che avrà il nome di “Megacity“. Come leggiamo su Autoblog
Bmw e SGL Group hanno ufficializzato la nascita della joint-venture SGL Automotive Carbon Fibers per la costruzione di uno stabilimento a Moses Lake, nello stato di Washington, dove verrà prodotta fibra di carbonio in esclusiva per le vetture della futura gamma Megacity. Le due aziende hanno sostenuto un investimento complessivo pari a 100 milioni di dollari, che permetterà di concepire una nuova lega definita CFRP (fibra di carbonio rinforzata con plastica).

Presentata a Torino, la K-Way motus è la prima moto-auto ecologica, già conosciuta come TTW One, progetto di uno spin off del Politecnico di Torino, unico prototipo italiano che parteciperà al concorso internazionale Automotive X Prize, la competizione riservata ai veicoli ad alta efficienza e basse emissioni.
K-Way Motus è una via di mezzo tra uno scooter a tre ruote ed un’auto: è lunga quanto uno Smart, è pratica come una moto. Si propone come il veicolo del futuro, adatto al trasporto urbano ed extraurbano, agile come una moto, sicura come un’auto protetta dal guscio che avvolge guidatore e passeggero grazie alla speciale cellula di sicurezza.
K-Way Motus è un prototipo ecosostenibile, dotato di una trazione elettrica ibrida. In modalità solo elettrica ha un’autonomia di 25 km. Sicura, stabile in ogni condizione, K-Way è in grado di percorrere 43 km con 1 litro di benzina, criterio base per essere ammessi all’Automotive X Prize, che si correrà il 26 aprile in Michigan.
Un’altra delle condizioni per accedere alla competizione è che il veicolo sia progettato per la produzione in serie di almeno 10mila unità per anno, e K-Way è pronta per essere prodotta ed conquistare il mercato. Voi siete pronti a provarla?
Tesla ha vinto l’Eco rally Monte Carlo Energies Alternatives. La competizione, che si è tenuta nei giorni scorsi, ha visto la partecipazione di auto alimentate a GPL, idrogeno, elettriche, a benzina o diesel ma con meno di 120 gr. di emissioni di C02. Ci svelano i colleghi di autoblog che è stato prolungato l’accordo tra Lotus e Tesla e che dunque entro fine 2011 le auto da destinare al mercato passerano dal 1700 a 2400.
La Tesla guidata dall’ex pilota di F1 Eric Comas, ha vinto una gara riconosciuta dalla FIA ed oltre alla prima posizione assoluta ha vinto anche L’Efficient Cup e la categoria riservata alle auto elettriche.
La gara prevedeva 1000 Km da percorrere in tre giorni e la Tesla ha speso per il suo carburante di gara 24 euro.