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Arriva lo stop per gli impianti fotovoltaici in aree agricole

pubblicato da Simone Muscas

Campo fotovoltaicoLa notizia era nell’aria da tempo, ma ora è arrivata l’ufficialità: installare impianti fotovoltaici in aree agricole non sarà più possibile; stop quindi alla lunga serie di polemiche degli ultimi anni che puntavano il dito contro una norma che di fatto ha permesso a tanti (forse troppi) proprietari di terreni agricoli di trasformare aree destinate a coltivazione in distese di pannelli per la produzione di energia.

A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.19 del 24 gennaio 2012 del Decreto legge n.1/2012 “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” viene quindi a bloccarsi questa possibilità. Nella nuova disposizione normativa (l’articolo di riferimento è il numero 65 del decreto), si prevede infatti che a decorrere dal 24 gennaio 2012, gli impianti fotovoltaici a terra in aree agricole non potranno più accedere al sistema di incentivazione del Conto Energia.

Il decreto naturalmente non sarà retroattivo, nel senso che tutti quegli impianti che hanno ottenuto, entro il 24 gennaio 2012, la concessione all’installazione o per i quali è stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo entro la stessa data, potranno avvalersi (normative regionali permettendo) di continuare con le vecchie norme. Piccola modifica anche per le tariffe dei moduli fotovoltaici sulle serre (che potranno continuare ovviamente ad usufruire del Conto Energia): finalmente l’incentivazione per questa tipologia di impianti verrà equiparata a tutti gli effetti a quella spettante per gli edifici anziché da tariffe determinate da medie di calcolo poco intuibili.

Via | Dirittodeiservizipubblici.it
Foto | Flickr

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Sardegna record mondiale per parco serricolo fotovoltaico Su Scioffu

pubblicato da Marina

Su scioffu

E’ da Guinness il parco serricolo fotovoltaico Su Scioffu inaugurato un paio di giorni fa a Villasor, comune a 25 km da Cagliari. l’impianto è composto da 26 serre fotovoltaiche per un totale di 84mila pannelli in grado di alimentare 10mila famiglie e far risparmiare 25mila tonnellate di CO2.

In serra, contestualmente saranno coltivati angurie, melone, zucchine, finocchi e i frutti dell’amore, ossia la rosa da bacca molto richiesta in Olanda.

Scrive Unione Sarda:

Il grande parco fotovoltaico stabilisce un record mondiale per dimensione e potenza installata: 20MW su una superficie di 27 ettari, dotata di 84mila pannelli in un solo campo solare e 134 serre. La centrale verde è stata realizzata con un investimento di 70milioni di euro dall’indiana Moser Baer Clean Energy (Mbcel) in collaborazione con il colosso americano General electric (Ge). La gestione agricola è affidata alla Twelve Energy che ha coinvolto cinque cooperative e che potrà contare su 90 nuovi posti di lavoro. Le coop si occuperano della commercializzazione e vendita dei prodotti, garantendosi una sicura fonte di reddito.

Peccato che questo progetto non preveda capitali sardi. Qualche mese fa il sindaco di Villasor Walter marongiu commentava così, come riporta il VulcanoNews:

Non ci siamo potuti opporre alle loro scelte nelle maestranze. Non esistono in Sardegna, e tanto meno a Villasor, imprese o aziende competitive nel settore. L’unica cosa che si è potuto fare, pur non avendone la competenza e neanche il potere, è stato di chiedere alla Twelve che fossero impegnate a lavorare anche le imprese di Villasor; per cui, anche se per pochi mesi, si è riuscito ad occupare, almeno nella fase di costruzione dell’impianto, una cinquantina di persone. Poi quando l’impianto andrà a regime saranno circa otto le cooperative impegnate che, per una serie di questioni difficili da spiegare, erano inizialmente tre di Villacidro e una di Decimoputzu. Poi visto che l’impianto è stato ulteriormente ampliato, stiamo cercando, attraverso un accordo, di inserire anche alcune cooperative agricole di Villasor. Altra nota positiva è che per il Comune vi sarà un ritorno economico: circa 40 mila euro l’anno; una bazzecola dirà qualcuno, ma che di questi tempi, dopo i tagli che vedranno i Comuni incapaci di poter mantenere anche i servizi più essenziali, non sono da buttare. Sia chiaro che queste somme non arriveranno al nostro ente come un favore fatto dall’azienda alla nostra comunità, fatto questo che costituirebbe un reato, ma saranno semplicemente il pagamento di imposte dovute dall’azienda al nostro Comune quale realtà produttiva operante nel nostro territorio .

Via | Sardegna Oggi, Unione Sarda, VulcanoNews, Sardegna
Foto | GE Energy

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Fondato il Comitato nazionale contro il fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi

pubblicato da Marina

Enzo Cripezzi della Lipu E’ stato fondato da qualche giorno il Comitato nazionale contro il fotovoltaico ed eolico nelle Aree verdi. Com’è intuibile vi hanno preso parte tutte quelle associazioni che oramai da tempo si battono per evitare che impianti fotovoltaici e pale eoliche siano installate in aree vincolate e di interesse naturalistico e ambientale. L’espansione selvaggia di impianti dunque, rischia di rivelarsi una vera e propria emergenza ambientale e di legalità (Qui trovate il video degli interventi alla conferenza del Comitato dal titolo: Emergenza ambientale e di legalità da “Green Economy Industriale!)

impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn)
impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn) impianto eolico San Giorgio La Molara (Bn)
Vale la pena precisare che non ci troviamo di fronte a ecofissati del partito del No, ma a persone che hanno colto la necessità di regole anche in merito alle rinnovabili che pure restano uno dei sistemi migliori di produzione di energia pulita. Tra le adesioni al comitato sono giunte quelle di alcune sezioni di Italia Nostra, della Lipu e le Oasi WWF della Maremma. Insomma, quelle associazioni ambientaliste che si battono affinché neanche gli impianti di produzione da energie rinnovabili intacchino territorio, avifauna quali la Cicogna, il Nibbio reale o l’Aquila e paesaggi protetti.

Spiega Enzo Cripezzi di Lipu-BirdLife Italia (a sinistra nella foto) al Giornale del Cilento:

La vincolistica delle aree di tutela (Parchi, riserve, SIC, ZPS, ecc) fu configurata non prevedendo l’avvento di nuove minacce di particolare invasività come appunto l’eolico (i più grandi manufatti mai creati dall’uomo). Il paradosso è che le aree tutelate, ammesso che lo siano, stanno diventando “isole” assediate da queste piantagioni allucinanti che, indirettamente, minacciano i valori faunistici e scenici su ben più vasta scala del confine comunale o di quello della vincolistica. Per la Biodiversità e gli ecosistemi, infatti, i limiti amministrativi non esistono.

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Record di efficienza per le nuove celle fotovoltaiche della Sharp

pubblicato da Simone Muscas

Pannello fotovoltaicoSui tetti delle nostre case tarderemo a vederle (e chissà se mai le vedremo); nonostante ciò vorrei segnalarvi quest’importante novità. Il colosso giapponese Sharp, grazie al programma di ricerca e sviluppo promosso dal Japan’s New Energy and Industrial Technology Development Organization (NEDO), ha infatti messo a punto delle celle fotovoltaiche capaci di raggiungere un record di efficienza mai testato prima d’ora per una tecnologia di questo tipo. Il valore raggiunto è quello del 36,9%, che supera ampiamente il precedente risultato (sempre della stessa azienda) che si attestava al 35,9%. Ciò significa che questi prototipi sarebbero in grado di convertire in energia elettrica (nelle migliori condizioni) più di un terzo della radiazione solare incidente.

Il nuovo primato è stato raggiunto grazie a delle celle a tripla giunzione; si tratta di sistemi composti da tre strati: quello più in alto è fatto di fosfuro di indio e gallio, quello al centro di arseniuro di gallio e quello più in basso di arseniuro di indio e gallio, il tutto poggiato su uno strato di supporto di silicio. L’alta percentuale di conversione, apprendiamo dalle dichiarazioni dei responsabili dell’azienda giapponese, è stata ottenuta riducendo la resistenza delle aree di giunzione, necessarie a connettere i diversi strati in serie delle celle, e migliorando così il rendimento energetico delle celle stesse.

Le celle a tre strati Sharp sono infine molto sottili; il loro spessore è infatti di appena 12 micron. Gli intenti del progetto di ricerca erano quelli di raggiungere per l’anno 2011 il 35% di conversione: l’obiettivo è stato quindi ampiamente superato tant’è che ora si lavora per arrivare, per il 2020, al 40%. Nonostante tutte queste bello parole, l’invito è però quello di non fare troppi voli pindarici: insomma se qualcuno di voi sta già ipotizzando di sostituire i propri pannelli con quelli della Sharp, rimandi pure a tempi migliori l’idea. Motivo? Innanzitutto perché si tratta di tecnologie testate sinora soltanto su satelliti spaziali, ma anche (e soprattutto) perché una loro commercializzazione appare per il momento alquanto improbabile.

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La Spal deferita per il business nel fotovoltaico

pubblicato da Marina

la spal deferita per il parco fotovoltaic Troppo bello per essere vero. Il progetto della Spal 1907 che avrebbe dovuto portare nelle casse della società interessanti liquidità a fronte di un impianto fotovoltaico pari a 4 campi di pannelli solari da 3.5 megawatt, in totale 14 megawatt è divenuto oggetto di 3 deferimenti della Commissione Disciplinare della FCGI. In sostanza la società ferrarerese avrebbe messo in piedi non un progetto ma una vera attività commerciale vietata dalla Legge 91/1981.

Ma alla Spal non sono degli sprovveduti e prima di intraprendere l’investimento informarono la Covisoc (la commissione di Federcalcio che vigila sui conti delle società NdR) che non ebbe nulla da eccepire. Scrive La Nuova Ferrara:

La Spal allora prese tutte le precauzioni del caso; tra queste, proprio per non incappare in qualche guaio, la gestione dell’attività del parco è stata affidata a quattro società unite nel Consorzio Energia Futura, che poi elargisce alla Spal una quota annua predeterminata, in forma di sponsorizzazione.

Il Presidente della Spal Cesare Butelli ha così commentato:

Non siamo preoccupati, ma la vicenda è anomala e paradossale. La Covisoc ci fa le pulci senza ragione.

Via | Estense, La Nuova Ferrara
Foto | Spal 1907

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Incentivi al fotovoltaico su base geografica? Il Governo dice no

pubblicato da Simone Muscas

Impianto fotovoltaicoNei giorni scorsi si è appreso come nel Governo si stesse discutendo sulla norma delle perequazione del Conto Energia. Cos’è la perequazione? In sostanza si tratta di un particolare sistema di incentivi al fotovoltaico che tiene conto, oltre a tutti gli aspetti che conosciamo, anche dell’ubicazione geografica delle installazioni; in soldoni verrebbero elargite tariffe più alte per gli impianti che nasceranno al nord Italia.

Perché questa disparità? Il motivo tecnico (ci fidiamo che sia così) è da ricercarsi sul fatto che al nord vi sono ovviamente condizioni climatiche che svantaggiano chi produce energia da impianti fotovoltaici in quanto in queste zone tali impianti, a causa di un irraggiamento solare minore, producono meno energia; gli investitori impiegano quindi molti più anni per rientrare nell’investimento. Viceversa, dove vi è un irraggiamento solare maggiore, ossia al sud, si rientra prima nelle spese sostenute perché si produce di più. Le repliche non si sono fatte attendere; le associazioni di categoria infatti, a questi rumors, hanno prontamente protestato minacciando di aprire una battaglia con il Governo.

Tuttavia, quando proprio si stava temendo il peggio, è arrivata poche ore fa la smentita del sottosegretario allo Sviluppo Saglia che ha sottolineato come la perequazione sia una norma che non piace e che pertanto non verrà applicata; questo perché creerebbe non pochi squilibri al sistema del fotovoltaico. E come non dargli torto? Oltre all’acuirsi delle eterne diatribe politico-sociali nord e sud, avremmo dovuto sorbirci incentivi con premialità agli impianti che producono meno e all’inevitabile graduale disinteresse per gli investimenti nelle regioni del sud.

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Il fotovoltaico è donna: finanziate le ricerche di Elisabetta Collini sulla fotosintesi

pubblicato da Marina

Un milione e mezzo di euro per scoprire come replicare il meccanismo della fotosintesi per produrre energia. A credere nel progetto QUENTHREL,“Quantum-coherent drive of energy transfer along helical structures by polarized light”, ideato da Elisabetta Collini del Dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Padova è il Consiglio Europeo della Ricerca che lo finanziato attraverso uno “Starting Grants”. Dunque se in futuro avremo energia fotovoltaica più efficiente lo dovremo con ogni probabilità alle scoperte di questa giovane scienziata padovana.

Spiega Elisabetta Collini a Padova24ore:

L’idea del progetto è maturata nei due anni di post dottorato che ho trascorso alla University of Toronto in Canada dove partecipavo a progetti sulla trasformazione dell’energia. L’intuizione che sta alla base della futura ricerca padovana è quella di utilizzare delle molecole artificiali che imitano, il più fedelmente possibile, i processi della fotosintesi che troviamo in natura. Attraverso la spettroscopia di un fascio di laser impulsati ultraveloci si colpiscono queste molecole e si studiano le variazioni energetiche che avvengono intorno, specie in termini di trasformazione in energia elettrica. Il progetto QUENTHREL proprio perché articolato su cinque anni mi permetterà di realizzare un laboratorio ad hoc per questa tipologia di analisi e di ottenere i primi risultati sperimentali nell’arco di 18 mesi, che verranno via approfonditi negli anni successivi. Questo tipo di ricerca, pur essendo di base, ha però fortissime ricadute immediate in molti campi primo tra tutti quello del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, perché punta a scoprire il meccanismo originario, e quindi replicabile, alla base dell’efficienza della fotosintesi nel trasformare l’energia solare in energia chimica.

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La pazza idea: energia solare dalla Grecia per pagare i debiti alla Germania

pubblicato da Marina

la grecia potrebbe pagare alla germania i suoi debiti in energia solare La Grecia potrebbe rimborsare i propri debiti alla Germania iniziando una fornitura di energia elettrica proveniente da impianti solari. La pazza idea è arrivata dopo un vertice a tra Günther Oettinger Commissario europeo per l’Energia (a destra del cancelliere Merkel), il direttore generale per l’energia Philip Lowe e il capo dell’Unione per la task force di Atene Horst Reichenbach che hanno discusso su come far rimborsare alla Grecia i suoi debiti.

Euractiv ha raccolto diverse indiscrezioni che mostrano un interessato orientamento positivo:

Diverse aziende tedesche hanno espresso interesse per l’idea, ma sarebbe certamente più interessante se fossero coinnvolti anche altri Stati membri.

Marlene Holzner, portavoce del Commissario per l’energia Gunther Oettinger ha confermato che i colloqui erano in corso:

C’è una task force della Commissione europea dove abbiamo esperti di energia che stanno esaminando come l’energia possa aiutare la Grecia a crescere economicamente. Il solare è un argomento e l’efficienza energetica è un altro.

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Sul sito del GSE è disponibile il contatore fotovoltaico

pubblicato da Simone Muscas

Pannello fotovoltaico

Da qualche giorno, sul sito del Gse, è possibile consultare i dati del contatore fotovoltaico. Si tratta di un database, aggiornato in tempo reale, che riporta il valore del costo indicativo annuo degli incentivi per ciascun Conto energia (a partire dal Primo sino all’attuale Quarto) e la relativa potenza fotovoltaica installata in Italia.

Come ricorda il Gse nella nota informativa, tale costo “è pari alla sommatoria dei prodotti della componente incentivante riconosciuta per la producibilità annua di ciascun impianto, calcolata sulla base dell’insolazione media del sito in cui è ubicato l’impianto e della tipologia di installazione”. Il contatore fotovoltaico in questo momento, si può leggere sul sito, ha un costo cumulato annuo complessivo pari a poco meno di 4,9 miliardi di euro, con un totale di 287.784 impianti distribuiti sul territorio per una potenza installata di circa 11.100 MW.

Con questo risultato si può affermare che, al di là di tutti i problemi derivati dall’avvento del Quarto Conto Energia, nel corso dell’ultimo anno il settore sia comunque cresciuto tantissimo raggiungendo numeri davvero importanti.

Via | Gse.it
Foto | Flickr

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Inaugurato in Francia l'impianto fotovoltaico integrato più grande al mondo

pubblicato da Simone Muscas

Impianto fotovoltaicoMentre in Francia gli Indignati transalpini manifestano contro il nucleare, sempre nel Paese d’Oltralpe si registra una notizia di tutt’altro sapore. Nei giorni scorsi è stato infatti inaugurato a Perpignan, attraverso un sistema innovativo di tegole fotovoltaiche, il più grande impianto integrato fotovoltaico ad un edificio esistente al mondo. Per la sua messa a punto sono stati necessari due anni di costruzione. L’impianto ha una potenza di 8,8 MW ed è realizzato per intero sul tetto di quella che è una grande struttura commerciale.

Per capire le dimensioni di cui stiamo parlando, basti pensare che l’estensione della copertura è di 68 mila metri quadrati di superficie e che le tegole originarie sono state sostituite con ben 97 mila tegole fotovoltaiche. Insomma, numeri non da poco. Il sistema, che è stato progettato dalla Solaire France, è completamente innovativo ed ha la caratteristica di essere poco invasivo, facile da installare e resistente all’acqua.

Il nuovo impianto è costato la bellezza di 54 milioni di euro ed ovviamente, viste le dimensioni, cederà l’energia prodotta alla rete elettrica francese, con la quale è stato stipulato un contratto di vendita della validità di venti anni. Il dimensionamento dell’impianto permetterà la produzione di 9.400 MWh l’anno di elettricità, corrispondente al 10% del fabbisogno della città di Perpignan.

Via | Solarbuzz.com
Foto | Flickr

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