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Brindisi-Cerano: mega fotovoltaico sui terreni inquinati dal carbone? Il patron del Palermo Calcio Zamparini pronto a sfidare Enel

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Persone Rinnovabili Solare

Brindisi-Cerano: mega fotovoltaico sui terreni inquinati dal carbone? Il patron del Palermo Calcio Zamparini pronto a sfidare EnelChe il patron del Palermo Calcio, Maurizio Zamparini, non tema le grandi è noto ormai a tutti, tifosi e non. Ma questa volta la sfida è veramente grossa…

Non parliamo di calcio, però, ma di energia: Zamparini sfida l’Enel. E lo fa nell’ormai famosissima “location” di Brindisi-Cerano che già ospita, oltre ad un concerto l’anno, anche una gigantesca centrale termoelettrica a carbone. Gigantesca ed inquinante, tanto è vero che è vietato coltivare i terreni intorno all’impianto ed è in corso un braccio di ferro Enel-Comune-agricoltori su tutta una serie di risarcimenti. Per finire, come se non bastasse, c’è anche un’inchiesta penale in corso.

Cosa ci fa Zamparini da quelle parti? Un mega impianto fotovoltaico a terra. Ma mega veramente: 500 MW per 1,5 miliardi di investimento su decine e decine di ettari di terreno. Buona parte dello spazio occupato, però, non dovrebbe far arrabbiare i detrattori del fotovoltaico visto che si tratta dei terreni resi non coltivabili dalle ceneri del carbone della vicina centrale termoelettrica di Enel.

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Frontiere del fotovoltaico: i ricercatori di Stanford e il pannello solare con efficienza al 60%

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Scienza Rinnovabili Solare

Uno dei più grossi problemi dei pannelli fotovoltaici, cioè la scarsa efficienza complessiva (che oggi si aggira sul 15-20% massimo), potrebbe essere risolta in tempi più brevi del previsto. O almeno così affermano i ricercatori dell’università di Stanford che stanno lavorando a pannelli di nuova generazione in grado di arrivare fino al 60%.

Sostituendo l’effetto fotovoltaico con l’effetto “termoionico” si sta cercando di coniugare i pregi di un pannello solare fotovoltaico con quelli di un pannello solare termodinamico. L’effetto fotovoltaico, infatti, soffre molto il caldo: a circa 100 gradi va a farsi benedire e, più in generale, diminuisce con le alte temperature.

E’ questo uno dei motivi per cui i grossi parchi fotovoltaici vengono piazzati su colline ventilate: abbassando le temperature di esercizio i pannelli rendono di più.

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A Cesena e Forlì autobus elettrici alimentati dal fotovoltaico

pubblicato da Marina in: Energia Solare Elettrico Bus, Tram, Taxi

Autobus elettrici a forli e cesena alimentati dai pannelli fotovoltaici

Due impianti fotovoltaici installati sui tetti dei depositi degli autobus di Forlì e Cesena produrranno energia alettrica per alimentare i bus elettrici. L’operazione è messa in atto da RInnova, Romagna Innovazione con il progetto Green2 Trasportation nato in Atr Forlì Cesena, l’azienda municipalizzata dei trasporti.

Gli impianti saranno pronti a settembre e produrranno energia immediatamente utile con la previsione di far risparmiare a Forlì e Cesena 121 tonnellate di Co2 annue.

Spiega RomagnaOggi:

Il progetto firmato da RInnova è corredato inoltre da numeri decisamente interessanti relativi alla produzione di energia: a Forlì gli autobus elettrici consumano 100.000 kWh/y (kilowattora per anno); l’energia potenzialmente producibile dal fotovoltaico nel deposito di via Pandolfa è oltre 120.000 kWh/y, pari al 120% del fabbisogno degli autobus elettrici. Cesena il consumo dei bus è superiore (250.000 kWh/y), e l’energia potenzialmente producibile dal deposito Spinelli è oltre 115.000 kWh/y (46% del fabbisogno). Nel complesso, il consumo di energia elettrica degli autobus di Forlì e Cesena è di 350.000 kWh/y; quindi di questi ben 235.000 kWh/y potranno essere prodotti grazie ai due impianti fotovoltaici installati da ATR, a copertura del 67% del fabbisogno complessivo.

Foto | Atr

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Il Giornale crede che il fotovoltaico non sorpasserà il nucleare a causa del climategate

pubblicato da Marina in: Clima Scienza Persone

climategate

A Il Giornale l’idea che l’energia fotovoltaica possa risultare meno costosa dell’energia nucleare proprio non piace. A scagliarsi contro la ricerca Solar e nuclear costs- The historic crossover, del prof. John Blackburn è Paolo Granzotto, che già in altre occasioni ha scritto della sua avversione per tutte le forme di energia rinnovabile.

Eppure la ricerca dimostra dati alla mano che:

Se nel 2002 per costruire una centrale nucleare ci volevano in media circa due miliardi di dollari, per fare lo stesso impianto oggi ce ne vogliono quasi dieci. E, poiché nel nucleare il grosso del costo del Kwh kWh deriva dalla costruzione dell’impianto, ne deriva che i conti dell’atomo stanno saltando con il caso limite dei due reattori di Atomic Energy of Canada a Darlington che sono stati cancellati a causa della crescita del costo per singolo reattore dagli iniziali 3,48 miliardi ai 12,96.

Granzotto sostiene che i conti non tornano poiché mancano le spese di manutenzione degli impianti fotovoltaici (e quanto mai costeranno?) e che ci sono da calcolare le sovvenzioni statali (se è per questo anche il nucleare lo pagano i cittadini….) e che lo studio si riferisce alla situazione del North Carolina. In effetti è proprio dichiarato nella premessa allo studio che i dati riguardano il North Carolina e che sono indirizzati al Governatore Bev Perdue per spiegarle il perché attualmente non convenga far costruire una centrale nucleare nello Stato.

Ma in fondo, il mondo è pieno di scettici, ma ciò che sconcerta sono le argomentazioni trattate per smontare la ricerca: i cambiamenti climatici e il climategate.

Mi spiego meglio. Risponde Granzotto al lettore che chiedeva lumi sulla ricerca:

La patacca del North Carolina Warn non deve stupire, caro Bellia: la lobby ambientalista ha infatti la mano facile quando si tratta di dare un’aggiustatina alle cifre, fossero esse riferite al dollaro o alla temperatura. In fondo, la Grande Bufala del riscaldamento globale è finita nel dimenticatoio per la scoperta del «Mann-trick», del trucchetto di Michael Mann, il più influente esperto dell’Agenzia dell’Onu incaricata, appunto, di tener sotto controllo i progressi del global warming.

Perciò, per Granzotto è tutta colpa del climategate se il fotovoltaico non funziona quanto il nucleare.

Foto | Flickr

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Fotovoltaico: Sharp raddoppierà la produzione in Galles. E produrrà energia rinnovabile in proprio

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Europa Rinnovabili Solare

Fotovoltaico: Sharp raddoppier�  la produzione in Inghilterra. E produrr�  energia elettrica in proprioSharp ha annunciato di voler raddoppiare, da 250 a 500 MW annui, la produzione di moduli fotovoltaici della propria fabbrica Gallese di Wrexham.

E, afferma Sharp, il raddoppio della capacità produttiva avverrà in brevissimo tempo: dal dicembre di quest’anno al febbraio del 2011. Attualmente Sharp già produce in Galles sia moduli cristallini che a film sottile, in modo da coprire il più possibile la richiesta del mercato.

Parallelamente al raddoppio della fabbrica Sharp ha confermato anche la volontà di procedere ad una sorta di “integrazione verticale fotovoltaica”: vorrebbe, in pratica, coprire tutta la filiera. Moduli costruiti in Galles, Stati Uniti e Giappone, pannelli assemblati (anche) nella futura fabbrica catanese in JV con Enel e STM e, infine, i veri e propri parchi fotovoltaici per produrre energia rinnovabile.

Se Sharp riuscirà a realizzare i suoi programmi industriali assai probabilmente tra qualche anno avremo un gigante del fotovoltaico in grado di gestire i progetti fotovoltaici dalla culla alla tomba, abbattendo anche i costi di produzione, dei pannelli e del KWh, e semplificando notevolmente la filiera che, oggi, è talmente tanto spezzettata che non è semplice, quando si analizza un progetto, capire chi produce cosa. E quanto ci guadagna.

Via | Sharp

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Fotovoltaico Catania: cosa ci mettono Enel, Sharp e STMicroelectronics

pubblicato da Peppe Croce in: Tecnologia Italia Rinnovabili Solare

Fotovoltaico Catania: cosa ci mettono Enel, Sharp e STMicroelectronicsA dieci giorni dall’ok del Cipe al maxi finanziamento statale per l’impianto di produzione di pannelli fotovoltaici più grande d’Italia, quello che Enel, Sharp e STMicroelectronics faranno nascere a Catania, oggi è stato firmato l’accordo definitivo tra i tre partner per definire ruoli e pesi all’interno della joint venture, che sarà paritetica e avrà il nome di 3Sun.

Oltre ai 49 milioni di euro pubblici ognuno dei tre partner metterà 70 milioni, o in cash o in asset già esistenti (l’impianto avrà sede in un capannone di STM). Sharp porterà la tecnologia: moduli a film sottile che, però, verranno fabbricati non in Italia ma in Giappone, nella fabbrica di Sakai.

Enel, ovviamente, ci mette la forza industriale in Italia e la capacità di project management. In pratica è il big di casa e curerà la politica e i rapporti industriali della futura 3Sun. STM, sostanzialmente, oltre al capannone ci mette la manodopera specializzata: un bel numero di tecnici elettronici che, senza l’accordo, rischiavano seriamente la cassa integrazione. Sono perfettamente in grado di montare i pannelli fotovoltaici, prima facevano cose molto più complesse.

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Fotovoltaico: la Cina investe in Puglia, Veneto e Lombardia

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Persone Asia Rinnovabili

Fotovoltaico: la Cina investe in Puglia, Veneto e LombardiaLa Cina è pronta ad investire 30 milioni di dollari in Puglia nel settore del fotovoltaico e circa 100 milioni nel resto del sud Italia. Anche i cinesi, quindi, hanno adocchiato il mezzogiorno italiano ed il suo sole.

La scelta della Puglia deriva da una precedente intesa, siglata lo scorso 30 giugno a Guangzhou, tra il governatore pugliese Nichi Vendola e il vice Governatore della Provincia del Guangdong Lin Musheng. Il classico protocollo di intesa internazionale che, questa volta, ha avuto risultati fulminei: in meno di un mese quattro aziende cinesi sono sbarcate in Italia.

L’investimento più interessante è proprio quello che riguarda la Puglia: China Energy Conservation & Environment Protection Group (Cecep) completerà entro settembre 2010 una prima serie di investimenti per 30 milioni di dollari in impianti fotovoltaici sul territorio pugliese. Non sono stati dati maggiori dettagli ma si suppone si tratti di fotovoltaico a terra. Soddisfatto Vendola che spera di poter approfondire la conoscenza, nel settore energia e non solo, con i cinesi:

Continuiamo dunque a lavorare per intensificare i nostri rapporti di scambio internazionale con questo paese e per rendere durature e solide le nostre relazioni con gli operatori e le istituzioni cinesi

Oltre al sud italiano, i cinesi hanno intenzione di frequentare anche alcune regioni del nord: Lombardia e Veneto.

Fonte | Press Regione Puglia
Foto | Flickr

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Il sorpasso: il fotovoltaico costa meno del nucleare?

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Tecnologia Scienza Internazionale Nord America Nucleare Solare

Il sorpasso: il fotovoltaico costa meno del nucleare

Il mese di luglio dell’anno 2010 verrà ricordato per i sorpassi storici, reali, presunti o smentiti, nel settore dell’energia. Dopo quello della Cina sugli Stati Uniti nel consumo complessivo di energia, dopo pochi giorni smentito dalla Cina, ora arriva il sorpasso del fotovoltaico sul nucleare: secondo uno studio dell’università della North Carolina già oggi il KWh prodotto dal fotovoltaico è più economico di quello da fonte nucleare.

O, meglio, il KWh che verrà prodotto dalle future centrali nucleari oggi in costruzione. Perchè, e questa è la novità interessante messa in luce dallo studio americano, se il costo del fotovoltaico scende per questioni meramente tecnologiche e industriali, quello del nucleare è inesorabilmente destinato a crescere. E lo sta già facendo nel caso delle nuove centrali in costruzione che registrano fortissimi ritardi rispetto al progetto e una vertiginosa crescita dei costi degli impianti.

Dai dati disponibili emerge che, se nel 2002 per costruire una centrale nucleare ci volevano in media circa due miliardi di dollari, per fare lo stesso impianto oggi ce ne vogliono quasi dieci. E, poiché nel nucleare il grosso del costo del Kwh deriva dalla costruzione dell’impianto, ne deriva che i conti dell’atomo stanno saltando con il caso limite dei due reattori di Atomic Energy of Canada a Darlington che sono stati cancellati a causa della crescita del costo per singolo reattore dagli iniziali 3,48 miliardi ai 12,96.

Chi volesse leggere l’intero studio lo potrà trovare a questo link.

Via | Corriere della sera, New York Times, NC Warn

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iPad a 35 dollari. Ed è pure fotovoltaico...

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Tecnologia Internazionale Asia Gadget Solare

Sull’utilità di questo fantastico prodotto di Apple ormai nessuno ha più dubbi. Il prezzo, però, ancora spaventa qualcuno: centinaia di dollari sono veramente tanti per qualunque gadget elettronico, anche per il più figo…

Soluzione: l’iPad a 35 dollari. Esiste ed è pure fotovoltaico, nel senso che ha la ricarica solare (ma è opzionale) e lo faranno a breve in India: è stato progettato dai ricercatori dell’Indian Institute of Technology e dall’Indian Institute of Science per dare un pc agli studenti meno abbienti e colmare il digital divide. Ovviamente non sarà Apple ma un tarocco.

Fa piacere, però, che gli ingegneri indiani nel “prendere spunto” dal prodotto di Apple abbiano anche avuto un occhio di riguardo per l’ambiente pensando alla ricarica solare. Opzione tutt’altro che inutile in un posto come l’India dove, nei villaggi, avere l’energia elettrica è tutt’altro che scontato.

Via | Fotovoltaico Blog
Video | Youtube

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Caselli fotovoltaici sull'autostrada Palermo-Messina

pubblicato da Peppe Croce in: Energia Italia Persone Solare

Caselli fotovoltaici sull'autostrada Palermo-MessinaIl Commissario Straordinario del Consorzio Autostrade Siciliane (Cas), Matteo Zapparrata, ha approvato il progetto per coprire di pannelli fotovoltaici i fabbricati dell’autostrada Palermo-Messina e ha richiesto, per farlo, un finanziamento di 3.725.826 euro che proverranno dai fondi europei F.E.S.R. 2007-2013.

A questi fondi il Consorzio aggiungerà altri 745.ooo euro circa, per un totale che si aggira, euro più euro meno, sui 4,5 milioni di euro per una potenza complessiva pari a 368 KWp da installare sui caselli e sugli altri fabbricati di competenza del Consorzio stesso.

Il progetto, nel dettaglio, prevede l’installazione di pannelli su ogni casotto dell’autostrada: un tetto ventilato fotovoltaico con la duplice funzione di produrre energia e di abbassare la temperatura all’interno degli edifici.

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