Mobilità sostenibile

Smart #2: la due posti elettrica ritorna sul mercato sotto i 20.000 euro

La Smart #2 torna sul mercato come due posti elettrica con prezzo base tra 19.900 e 19.990 euro. Motore 60 kW, batteria LFP e debutto a Parigi 2026.

Smart #2: la due posti elettrica torna sul mercato a meno di 20.000 euro

La Smart #2 è reale, ha una targa, un prezzo e una data di debutto: la due posti elettrica è tornata sul mercato con un listino base compreso tra 19.900 e 19.990 euro, posizionandosi sotto la soglia psicologica dei 20.000 euro che da anni mancava nel segmento delle citycar a zero emissioni. La presentazione mondiale è avvenuta a Parigi nell’ottobre 2026, con commercializzazione attesa per il 2027. Per chi segue la mobilità urbana elettrica, è una notizia che vale la pena leggere con attenzione — anche perché non tutto quello che si legge in giro sulla Smart #2 è ancora confermato.

Un ritorno atteso: la due posti ritrova la corrente

Il formato due posti era stato praticamente abbandonato dal mercato europeo delle elettriche. Le citycar si erano allungate, ingrossate, trasformate in crossover compatti. La Smart #2 inverte questa tendenza con misure dichiarate di circa 2,75 metri di lunghezza, un valore che la colloca tra le auto più corte in commercio — paragonabile, per dare un riferimento concreto, alla generazione originale della Smart ForTwo.

La trazione è posteriore, una scelta tecnica che per una vettura così compatta incide sul comportamento dinamico e sulla distribuzione dei pesi. Il motore eroga 60 kW di potenza, sufficiente per la guida urbana e per i percorsi extraurbani brevi che rappresentano il caso d’uso tipico di un’auto di queste dimensioni. La batteria è di tipo LFP — litio ferro fosfato — una chimica che garantisce maggiore stabilità termica e cicli di ricarica più longevi rispetto alle celle NMC tradizionali, ma che tende a offrire densità energetica inferiore. Questo dettaglio tecnico è rilevante: significa che a parità di capacità, una batteria LFP pesa di più, ma dura di più nel tempo e gestisce meglio le temperature estreme.

Il prezzo della Smart #2 elettrica: cosa significa stare sotto i 20.000 euro

Il dato più significativo è proprio quello economico. Il prezzo della Smart #2 elettrica si colloca tra 19.900 e 19.990 euro nella versione base — una soglia che, almeno sulla carta, apre il segmento delle elettriche pure a una fascia di acquirenti che finora era rimasta ai margini. Per contestualizzare: la maggior parte delle BEV compatte disponibili oggi in Europa parte da cifre superiori ai 23.000-25.000 euro, spesso con dotazioni base ridotte.

→ Leggi anche: Smart #2: il ritorno dell'iconica due posti al Salone di Parigi 2026

Questo posizionamento non è casuale. Marco Sina, Product Manager per l’Europa, ha confermato la strategia di prezzo come elemento centrale del rilancio del modello. L’obiettivo dichiarato è rendere la mobilità elettrica accessibile nel segmento urbano, dove la concorrenza include sia modelli cinesi a basso costo sia citycar ibride di costruttori europei. Il prezzo sotto i 20.000 euro è dunque sia un segnale di mercato sia una risposta concreta alla pressione competitiva che si è intensificata negli ultimi due anni.

È però utile ricordare che il prezzo base corrisponde alla configurazione minima. Le versioni con maggiore dotazione, colorazioni specifiche o optional tecnologici si collocheranno presumibilmente su livelli più alti. Come sempre, il confronto reale va fatto sul prezzo on the road e sulle eventuali incentivazioni disponibili al momento dell’acquisto.

Cosa resta ancora da verificare

Alcune informazioni circolate nelle prime ore dopo la presentazione parigina non sono ancora confermate da fonti ufficiali. La capacità specifica della batteria LFP, per esempio, non è stata comunicata ufficialmente in modo completo — i dati parziali circolati indicano una cifra intorno ai 35 kWh, ma non si tratta di un dato verificato. Allo stesso modo, le cifre precise di autonomia dichiarata nel ciclo WLTP non sono state ancora rese disponibili in forma definitiva.

Questo non è un dettaglio secondario. Per una vettura che punta sulla mobilità urbana, l’autonomia reale — quella che si ottiene in città, con clima acceso e batteria non al massimo — è il parametro più rilevante per l’acquirente quotidiano. Vale la pena aspettare i dati omologati prima di trarre conclusioni sul valore complessivo della proposta.

→ Leggi anche: Smart mobility in Italia: il report Eurispes su un settore da 220 miliardi di euro

Anche i dettagli sulla rete di assistenza, le condizioni di garanzia sulla batteria e le opzioni di ricarica rapida sono informazioni che il costruttore non ha ancora diffuso in modo esaustivo. La presentazione al Salone di Parigi ha segnato il debutto pubblico del modello, ma la comunicazione tecnica completa arriverà presumibilmente con l’avvicinarsi del lancio commerciale nel 2027.

Perché questa auto conta, al di là dell’entusiasmo del lancio

Il ritorno di una due posti elettrica sotto i 20.000 euro ha implicazioni che vanno oltre il singolo modello. Dimostra che esiste ancora spazio — e domanda — per vetture progettate specificamente per la città, senza cercare di coprire ogni caso d’uso possibile. Una Smart #2 non è l’auto giusta per chi percorre 300 chilometri al giorno o ha bisogno di trasportare quattro persone regolarmente. È invece una risposta concreta per chi vive in un centro urbano, ha accesso a una ricarica domestica o condominiale, e cerca un mezzo compatto, manovrabile e con costi di gestione contenuti.

Il motore da 60 kW e la trazione posteriore suggeriscono una guida vivace nelle condizioni per cui la vettura è progettata. La batteria LFP, pur con i suoi limiti in termini di densità energetica, è una scelta orientata alla durata nel tempo — un aspetto che incide direttamente sul valore residuo dell’auto e sulla tranquillità dell’acquirente nel lungo periodo.

Il 2027 è ancora lontano abbastanza da permettere aggiustamenti al listino, alla dotazione e alle specifiche tecniche. Ma la direzione è tracciata: la Smart #2 elettrica, con il suo prezzo dichiarato e le sue dimensioni ridotte, rimette al centro del dibattito una domanda che sembrava accantonata — se sia possibile fare mobilità elettrica urbana senza spendere come per un’auto di segmento superiore.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Change privacy settings
×