Mobilità sostenibile

Ricarica elettrica, go-e e il settore si adeguano ai nuovi standard AFIR e ISO 15118

La norma ISO 15118 e il regolamento AFIR ridisegnano le infrastrutture di ricarica EV in Europa. Go-e e il settore si adeguano ai nuovi standard di interoperabilità.

Infrastrutture di ricarica: go-e e il settore si adeguano ai nuovi standard AFIR e ISO 15118
La norma ISO 15118 e il regolamento AFIR ridisegnano le infrastrutture di ricarica EV in Europa. Go-e e il settore si adeguano ai nuovi standard di interoperabilità.

Chi possiede un’auto elettrica sa bene che ricaricare fuori casa può ancora essere un’esperienza frammentata: app diverse, tessere incompatibili, colonnine che non comunicano con il veicolo. Proprio per superare questa frammentazione, l’Unione Europea ha fissato scadenze precise che stanno ridisegnando il mercato delle infrastrutture di ricarica. Il tema della wallbox AFIR ISO 15118 — ovvero l’adeguamento delle stazioni di ricarica ai nuovi standard tecnici e regolatori europei — è diventato centrale per produttori, installatori e operatori di rete. E il 2026 è già l’anno in cui le prime obbligazioni sono entrate in vigore.

Cosa prevede l’AFIR e perché cambia le regole del gioco

L’Alternative Fuels Infrastructure Regulation, nota con l’acronimo AFIR, è il regolamento europeo che disciplina lo sviluppo delle infrastrutture per i carburanti alternativi, inclusa la ricarica elettrica. Non si tratta di una direttiva con margini di recepimento nazionale: è un regolamento, quindi direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza mediazione legislativa.

Uno dei suoi pilastri è l’interoperabilità: i punti di ricarica pubblici devono funzionare per qualsiasi utente, indipendentemente dal contratto o dall’operatore. Niente ecosistemi chiusi, niente app proprietarie obbligatorie. AFIR richiede che i caricatori siano accessibili senza barriere proprietarie, il che implica una standardizzazione profonda del protocollo di comunicazione tra veicolo e colonnina.

Il punto tecnico centrale è proprio questo: la comunicazione. Ed è qui che entra in scena la norma ISO 15118.

ISO 15118: il linguaggio comune tra auto e colonnina

La norma ISO 15118 definisce il protocollo di comunicazione tra veicoli elettrici e punti di ricarica. In termini semplici, stabilisce come l’auto e la wallbox si “parlano” durante una sessione di ricarica. Senza un linguaggio comune, i due dispositivi possono scambiare solo informazioni elementari — corrente, tensione — ma non dati più complessi legati all’identità dell’utente, alla gestione intelligente dell’energia o alla fatturazione automatica.

Tra le funzionalità che ISO 15118 abilita, due meritano attenzione particolare:

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  • Plug & Charge: il veicolo si autentica automaticamente alla colonnina nel momento in cui viene collegato il cavo, senza necessità di app, tessere o QR code. L’autenticazione avviene tramite un certificato contrattuale memorizzato nel veicolo stesso.
  • V2G (Vehicle-to-Grid): la ricarica bidirezionale, che consente al veicolo di restituire energia alla rete elettrica. Una funzione ancora poco diffusa ma destinata a diventare rilevante con la crescita del parco elettrico e la necessità di bilanciare la rete.

AFIR impone che i nuovi punti di ricarica pubblici rispettino questo standard. Dal 8 gennaio 2026, le nuove colonnine pubbliche devono già supportare ISO 15118. Ma c’è un secondo livello: dal 1° gennaio 2027, la versione estesa ISO 15118-20 diventa obbligatoria per le infrastrutture di nuova installazione. Questa versione aggiornata aggiunge il supporto alla ricarica bidirezionale e rafforza le capacità di comunicazione sicura.

Il caso go-e: hardware pronto, software in aggiornamento

Il produttore austriaco go-e è uno degli esempi più citati nel settore quando si parla di adeguamento ai nuovi standard. I modelli go-e Charger PRO CABLE e go-e Charger CORE sono già dotati dell’hardware necessario per supportare lo standard europeo emergente. Questo significa che la transizione, almeno per questi prodotti, non richiede una sostituzione fisica del dispositivo, ma un aggiornamento software.

È una distinzione importante per chi ha già installato una wallbox di questi modelli: l’investimento hardware non è destinato a diventare obsoleto nel breve periodo. La conformità ai requisiti AFIR e ISO 15118 potrà essere raggiunta tramite aggiornamenti firmware, senza dover rimuovere e sostituire l’intera stazione.

Questo approccio riflette una tendenza più ampia nel settore: i produttori più lungimiranti stanno progettando dispositivi con margini di aggiornabilità, consapevoli che le normative europee in questo campo sono in rapida evoluzione. Chi ha invece progettato wallbox con hardware chiuso o non aggiornabile rischia di trovarsi con prodotti non conformi già entro il 2027.

Cosa cambia concretamente per installatori e operatori

Per chi installa o gestisce infrastrutture di ricarica, le implicazioni sono dirette. Le scadenze AFIR non riguardano solo i grandi operatori di rete autostradale: si applicano a qualsiasi punto di ricarica pubblico di nuova installazione. Questo include parcheggi condominiali con accesso pubblico, stazioni presso centri commerciali, aree di sosta comunali.

La conformità richiede che la wallbox o la colonnina:

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  • supporti il protocollo ISO 15118 per la comunicazione con il veicolo;
  • consenta la ricarica ad hoc senza registrazione obbligatoria a sistemi proprietari;
  • sia compatibile con sistemi di autenticazione aperti e interoperabili.

Per gli installatori, questo significa verificare attentamente le specifiche tecniche dei prodotti prima dell’acquisto. Un dispositivo che non supporta ISO 15118 — né via hardware né via aggiornamento software — potrebbe non essere installabile su siti pubblici dopo le scadenze previste, o richiedere una sostituzione anticipata.

Il nodo della ricarica bidirezionale e del V2G

La versione ISO 15118-20, richiesta dal 2027, introduce un elemento che va oltre la semplice autenticazione: abilita tecnicamente il V2G, ovvero la possibilità per il veicolo elettrico di cedere energia alla rete. Questo apre scenari interessanti per la gestione dei picchi di domanda elettrica e per l’integrazione delle rinnovabili.

Va detto con chiarezza che il V2G non è ancora diffuso su larga scala: richiede veicoli compatibili, wallbox bidirezionali e accordi contrattuali con i gestori di rete. Ma la norma ISO 15118-20 crea le basi tecniche per rendere questa funzione interoperabile e standardizzata, evitando che ogni produttore sviluppi soluzioni proprietarie incompatibili tra loro.

Per approfondire i dettagli tecnici della normativa, il portale GetReadyCompliance offre una panoramica aggiornata dei requisiti AFIR e del loro rapporto con ISO 15118.

Perché queste scadenze riguardano anche chi ha già una wallbox privata

Una precisazione necessaria: gli obblighi AFIR si applicano ai punti di ricarica pubblici di nuova installazione. Chi ha una wallbox domestica privata, installata nel proprio garage per uso esclusivamente personale, non è soggetto agli stessi requisiti regolatori.

Tuttavia, il mercato si muove comunque in questa direzione. I produttori stanno aggiornando le proprie gamme per allinearsi agli standard ISO 15118 anche per i dispositivi residenziali, perché la domanda di funzionalità come il Plug & Charge e la gestione intelligente della ricarica cresce anche tra gli utenti privati. E chi installa oggi una wallbox con hardware già compatibile si trova in una posizione migliore se in futuro dovesse aprire l’accesso della propria stazione a terzi — per esempio tramite piattaforme di condivisione — o se la normativa dovesse estendersi ad altri contesti.

Il settore della ricarica elettrica sta attraversando una fase di consolidamento tecnico che era attesa da anni. Gli standard ISO 15118 e il regolamento AFIR non sono solo obblighi burocratici: definiscono l’architettura su cui si costruirà la mobilità elettrica europea nei prossimi anni. Per produttori come go-e, adeguare i propri prodotti in anticipo è una scelta tecnica che può fare la differenza tra restare nel mercato o uscirne.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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