Mobilità sostenibile

Kia Tri-Fuel: la strategia del marchio coreano al Salone di Parigi

Scopri la strategia Kia Tri-Fuel presentata a Parigi 2026: come il brand coreano combina benzina, ibrido e GPL per il mercato italiano.

Kia Tri-Fuel: la strategia del marchio coreano al Salone di Parigi
Scopri la strategia Kia Tri-Fuel presentata a Parigi 2026: come il brand coreano combina benzina, ibrido e GPL per il mercato italiano.

Al Salone di Parigi 2026, Giuseppe Bitti, Presidente di Kia Italia, ha illustrato la visione del brand sulla mobilità multi-carburante: un approccio che il costruttore coreano chiama Kia Tri-Fuel, e che punta a offrire al mercato europeo — e in particolare a quello italiano — una risposta concreta alle incertezze ancora presenti nella transizione verso l’elettrico. Non si tratta di un singolo modello, ma di una strategia di gamma che combina motori termici, sistemi ibridi e alimentazione a GPL in configurazioni diverse a seconda del modello.

Cosa significa davvero “Tri-Fuel” per Kia

Il termine tri-fuel descrive la capacità di un veicolo di sfruttare tre fonti energetiche in modo integrato: benzina, elettricità (attraverso il sistema ibrido) e GPL. Kia Sportage Tri-Fuel è il modello che incarna più compiutamente questa logica: monta un motore quattro cilindri turbo da 1.6 litri abbinato a un sistema ibrido da 1,49 kWh, per una potenza complessiva di 237 cavalli, il tutto integrato con un impianto a GPL.

Non è una soluzione di ripiego rispetto all’elettrico puro. È una risposta a un mercato che, soprattutto in Italia, continua a mostrare una domanda consistente per motorizzazioni alternative che non richiedano infrastrutture di ricarica capillari. Il GPL è distribuito in modo relativamente omogeneo sul territorio nazionale, ha un costo al litro generalmente inferiore alla benzina, e abbinato a un sistema ibrido consente di ridurre sensibilmente i consumi nelle percorrenze urbane.

Seltos: il debutto ibrido e la versione GPL solo per l’Italia

Al Salone di Parigi 2026 ha debuttato anche la Kia Seltos Full-Hybrid, novità rilevante perché si tratta del primo modello Kia dotato di sistema e-AWD. La trazione integrale elettrica — che Kia chiama appunto e-AWD — è gestita da un’unità elettrica posteriore che si affianca al motore termico anteriore da 1.6 litri GDI. La potenza combinata è di 154 CV nella versione a trazione anteriore, che sale a 178 CV nella variante con e-AWD.

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Ma c’è un capitolo del Seltos che riguarda specificamente il mercato italiano. A partire dal 2 novembre 2026, sarà disponibile in esclusiva per l’Italia una versione del Seltos con motore 1.6 T-GDi da 180 CV alimentato a GPL. Un’offerta pensata per un paese dove il GPL rappresenta ancora una scelta diffusa, soprattutto tra chi percorre molti chilometri l’anno e cerca un compromesso tra costi di esercizio contenuti e autonomia elevata.

Questa versione non rientra nella definizione tecnica di Tri-Fuel — non combina ibrido e GPL — ma si inserisce nella stessa logica commerciale: ampliare il ventaglio di soluzioni disponibili anziché scommettere su un’unica tecnologia.

Il Salone di Torino e la presentazione dell’EV5 GT

La strategia di Kia in Italia si è articolata su più eventi nel corso del 2026. Al Salone dell’Auto di Torino, svoltosi dall’11 al 13 settembre 2026, il brand ha presentato in anteprima nazionale il nuovo Seltos e l’EV5 GT, confermando un posizionamento che non rinuncia all’elettrico ma lo affianca — anziché sostituire — alle motorizzazioni ibride e a GPL.

L’EV5 GT rappresenta la direzione opposta rispetto al Tri-Fuel: nessun motore termico, nessun GPL, solo elettricità. La coesistenza delle due famiglie di prodotto nella stessa gamma è probabilmente il punto più interessante della strategia attuale di Kia: non un’unica scommessa tecnologica, ma un portafoglio pensato per mercati con livelli diversi di maturità infrastrutturale.

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Perché il GPL torna al centro della discussione

Abbinare il GPL a un sistema ibrido non è una scelta banale dal punto di vista ingegneristico. I due sistemi devono dialogare in modo efficiente: quando il motore termico è spento e il veicolo viaggia in modalità elettrica, il GPL non viene consumato; quando il termico si attiva, può sfruttare il gas invece della benzina, con emissioni di CO₂ generalmente inferiori e costi di rifornimento più bassi.

Il risultato, almeno sulla carta, è un veicolo che può percorrere lunghe distanze con un costo per chilometro competitivo, senza dipendere dalla disponibilità di colonnine di ricarica. Per molti automobilisti italiani — specialmente in aree periferiche o per chi usa l’auto prevalentemente fuori città — questa combinazione ha una logica pratica difficile da ignorare.

Va detto che il GPL non è una fonte rinnovabile: è un combustibile fossile, e anche se brucia in modo più pulito rispetto alla benzina, non azzera le emissioni. La riduzione dei consumi grazie all’ibrido aiuta, ma il bilancio ambientale complessivo dipende da quanti chilometri vengono percorsi in modalità elettrica e da quanto il sistema ibrido riesce effettivamente a ottimizzare l’uso del motore termico. Sono variabili che dipendono fortemente dallo stile di guida e dal tipo di percorso.

Per chi volesse approfondire le caratteristiche tecniche della Sportage Tri-Fuel, Drivek ha pubblicato una prova con dati sui consumi reali, utile per capire cosa aspettarsi nella guida quotidiana.

Quello che emerge dal Salone di Parigi e dagli altri appuntamenti del 2026 è un’industria automobilistica che, almeno in alcuni segmenti, sta rallentando la corsa verso l’elettrico puro per rispondere a una domanda reale di flessibilità. Kia non è l’unica a muoversi in questa direzione, ma la scelta di dare un nome esplicito a questa strategia — Tri-Fuel — e di portarla sui principali palcoscenici europei dice qualcosa su dove il brand intende collocarsi nei prossimi anni.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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