Cinque giorni fa, il 29 settembre 2026, Taranto ha ospitato la prima edizione del REM – Renewable Energy Meeting, un convegno sulle energie rinnovabili che ha riunito al Relais Histò, in Via Santandrea Circummarpiccolo, oltre 150 partecipanti tra operatori del settore energetico, professionisti e rappresentanti del mondo istituzionale. L’evento, organizzato da Teksud in partnership con lo studio legale Legance, ha affrontato alcune delle questioni più concrete che caratterizzano oggi la transizione energetica: agrivoltaico, mobilità del futuro e le sfide tecniche e normative legate all’integrazione delle fonti rinnovabili.
Un convegno sulle energie rinnovabili che parte dal Sud
Scegliere Taranto per un energie rinnovabili convegno dedicato alla transizione non è una scelta neutra. La città ionica porta con sé una storia industriale pesante — letteralmente, in termini di emissioni e impatto ambientale — e si trova oggi in una fase in cui le politiche energetiche nazionali e le trasformazioni del mercato elettrico la coinvolgono direttamente. In questo contesto, il REM ha offerto uno spazio di confronto tra chi opera sul campo: sviluppatori di impianti, consulenti legali, tecnici e soggetti che a vario titolo partecipano alla filiera delle rinnovabili nel Mezzogiorno.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, la prima edizione del REM è nata dalla volontà di Teksud — società attiva nel settore energetico — di costruire un appuntamento dedicato specificamente alle sfide del territorio meridionale, con il supporto tecnico-legale di Legance, uno degli studi legali italiani più strutturati nel diritto dell’energia. La formula scelta è stata quella di un incontro mattutino compatto, con avvio dei lavori alle 09:30 tra registrazioni e saluti introduttivi, per favorire la qualità del confronto rispetto alla quantità degli interventi.
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Agrivoltaico e mobilità: i temi al centro del dibattito
Tra gli argomenti trattati nel corso del convegno, l’agrivoltaico ha occupato uno spazio rilevante. Si tratta di una tecnologia che consente di combinare la produzione di energia fotovoltaica con l’attività agricola sullo stesso terreno, e che negli ultimi anni è diventata oggetto di un acceso dibattito normativo e territoriale in tutta Italia, con una concentrazione significativa di progetti proprio nel Sud.
Le questioni aperte sull’agrivoltaico non sono poche: come definire la compatibilità effettiva tra le due attività, quali colture si prestano meglio alla convivenza con i pannelli, come strutturare i contratti di affitto dei terreni, e quali iter autorizzativi si applicano. In un contesto come quello pugliese, dove la pressione degli operatori per installare nuovi impianti è elevata e i tempi di connessione alla rete restano un nodo critico, avere un momento strutturato di confronto tecnico e legale risponde a un’esigenza concreta.
Accanto all’agrivoltaico, il programma ha incluso un focus sulla mobilità del futuro, tema che si intreccia con la transizione energetica su più livelli: dalla diffusione dei veicoli elettrici alla necessità di infrastrutture di ricarica, fino al ruolo che le rinnovabili possono giocare nell’alimentare una mobilità a basse emissioni su scala locale e regionale.

Oltre 150 presenze: un segnale di interesse concreto
Il dato di oltre 150 partecipanti alla prima edizione del REM, riportato da Staffetta Quotidiana, è indicativo di un interesse che va oltre la cerchia ristretta degli addetti ai lavori più specializzati. Per un evento alla sua prima edizione, con una formula mattutina e una sede periferica rispetto ai grandi centri del settore energetico italiano, la partecipazione suggerisce che la domanda di momenti di confronto territoriale sulle rinnovabili è reale e non ancora del tutto soddisfatta dai convegni nazionali di settore.
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L’abbinamento tra Teksud, con la sua presenza operativa sul territorio, e Legance, con la sua competenza legale in materia energetica, ha probabilmente contribuito ad attrarre un pubblico eterogeneo: da chi cerca aggiornamenti normativi a chi valuta opportunità di sviluppo, da chi gestisce impianti esistenti a chi si occupa di finanza di progetto. Questo tipo di energie rinnovabili convegno — radicato nel territorio ma con una prospettiva tecnica e legale solida — tende a generare conversazioni più operative rispetto ai grandi forum generalisti.
Perché Taranto, e cosa significa per il settore
La scelta della sede non è irrilevante dal punto di vista simbolico e pratico. La Puglia è una delle regioni italiane con la maggiore concentrazione di impianti rinnovabili installati e con un numero elevato di richieste di connessione alla rete in attesa di essere evase — una situazione che il Gestore dei Servizi Energetici monitora e che pesa sui tempi di sviluppo dei nuovi progetti. Taranto, in particolare, si trova al crocevia di trasformazioni industriali significative, con la questione siderurgica ancora aperta e un interesse crescente per le energie rinnovabili come possibile componente di una riconversione economica più ampia.
Questo non significa che il REM abbia risolto queste tensioni, né che un singolo convegno possa farlo. Ma un appuntamento annuale dedicato alle energie rinnovabili convegno nel cuore del Mezzogiorno, con partecipanti che superano quota 150 già alla prima edizione, costruisce un punto di riferimento che mancava. Il settore ha bisogno di spazi dove le questioni pratiche — autorizzazioni, contratti, connessioni, compatibilità territoriale — vengano discusse con la stessa serietà con cui si affrontano nei grandi centri decisionali del Nord.
Se il REM riuscirà a consolidarsi come appuntamento fisso dipenderà dalla capacità degli organizzatori di mantenere la qualità del confronto e di aggiornare i temi anno dopo anno. La prima edizione, stando ai numeri e agli argomenti trattati, ha posto una base credibile su cui costruire.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








