A luglio 2026, la società cinese LONGi ha stabilito un nuovo record mondiale per le celle solari tandem perovskite silicio, raggiungendo un’efficienza certificata del 35,5% in laboratorio. Il risultato, validato dall’istituto europeo ESTI, rappresenta un salto significativo per una tecnologia che da anni promette di superare i limiti fisici del fotovoltaico tradizionale — ma che deve ancora dimostrare di saper reggere il confronto con le esigenze del mercato reale.
Come funziona una cella tandem perovskite-silicio
Il principio alla base delle celle tandem è relativamente semplice da descrivere, anche se la sua realizzazione tecnica è tutt’altro che banale. Due celle vengono sovrapposte l’una sull’altra: il silicio, che costituisce la base di quasi tutto il fotovoltaico commerciale attuale, cattura una parte dello spettro solare. La perovskite — un materiale cristallino con proprietà semiconduttrici scoperto in forma sintetica nei laboratori di ricerca — si occupa di un’altra porzione dello spettro luminoso, quella che il silicio da solo non riesce a convertire in modo efficiente.
Il risultato è una cella che sfrutta una quota maggiore dell’energia solare disponibile rispetto a quanto possibile con un singolo materiale. In teoria, questa architettura consente di avvicinarsi a limiti di efficienza che le celle in silicio puro non potranno mai raggiungere, indipendentemente da quanto vengano ottimizzate.
Le celle in silicio monocristallino di alta qualità oggi commercializzate si attestano generalmente tra il 22% e il 24% di efficienza. Il 35,5% certificato da LONGi non è quindi un miglioramento marginale: è un risultato che appartiene a un’altra categoria.
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Il divario tra laboratorio e produzione su scala
Ogni volta che un record di efficienza fotovoltaica viene annunciato, vale la pena distinguere con chiarezza due contesti molto diversi: il laboratorio e la produzione industriale. In laboratorio, le condizioni sono controllate, le celle sono piccole, i materiali vengono selezionati con cura e i processi possono essere ottimizzati senza vincoli di costo o velocità.
In questo senso, il dato del 31,4% di efficienza comunicato da LONGi per un modulo tandem — un formato più vicino a quello commerciale — è forse ancora più interessante del record assoluto. Significa che parte delle prestazioni raggiunte in laboratorio riesce a sopravvivere al passaggio verso dimensioni maggiori, il che non è affatto scontato con la perovskite.
Uno dei problemi storici di questo materiale è proprio la scalabilità: depositare strati uniformi di perovskite su superfici ampie, senza difetti che ne compromettano l’efficienza, è tecnicamente complesso. LONGi non ha reso noti i dettagli delle strategie adottate per ridurre i costi di produzione, né ha fornito una roadmap precisa per la commercializzazione.
La durabilità resta la domanda aperta

Efficienza e costi sono due variabili decisive, ma non sono le uniche. La durabilità è probabilmente la sfida più difficile che le celle tandem perovskite-silicio devono ancora superare prima di poter competere seriamente sul mercato globale.
I moduli fotovoltaici in silicio vengono tipicamente garantiti per 25-30 anni, con una degradazione delle prestazioni limitata e prevedibile. La perovskite, nella sua storia recente, ha mostrato una tendenza a degradarsi più rapidamente quando esposta a umidità, ossigeno e calore. Non si tratta di un problema insormontabile — la ricerca ha già prodotto formulazioni più stabili — ma nessun produttore ha ancora dimostrato, con dati indipendenti e a lungo termine, che una cella tandem commerciale possa garantire le stesse aspettative di vita di un pannello in silicio standard.
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LONGi non ha fornito specifiche sui test di durabilità relativi a questo record, e i dati verificati disponibili non consentono di trarre conclusioni su questo aspetto. È un punto che qualsiasi acquirente, installatore o investitore dovrà tenere presente quando valuterà le future proposte commerciali basate su questa tecnologia.
Perché questo record conta, al di là del numero
Il 35,5% non è solo una cifra da comunicato stampa. È un segnale che la traiettoria di sviluppo delle celle tandem perovskite-silicio sta accelerando, e che almeno uno dei principali produttori mondiali di fotovoltaico sta investendo risorse significative in questa direzione.
LONGi è già uno dei più grandi produttori di moduli solari al mondo, il che significa che ha sia le capacità produttive sia l’interesse commerciale a trasformare un risultato di laboratorio in un prodotto vendibile. La certificazione da parte di ESTI — l’istituto europeo di riferimento per la misurazione delle prestazioni fotovoltaiche — conferisce al dato una credibilità che va oltre l’autocertificazione aziendale.
Per chi segue il settore energetico, il messaggio è che il fotovoltaico non ha ancora raggiunto il suo tetto tecnologico. Le celle in silicio puro hanno margini di miglioramento sempre più ridotti, ma l’architettura tandem apre uno spazio nuovo. Quanto tempo ci vorrà per portare questa tecnologia fuori dai laboratori e sui tetti, con costi competitivi e garanzie di durata affidabili, è ancora una domanda senza risposta certa. Ma la direzione, almeno sul piano tecnico, è sempre più definita.
Chi vuole seguire gli aggiornamenti ufficiali può consultare il comunicato ufficiale di LONGi sul record certificato.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








