Energie rinnovabili

FER X definitivo: contingenti e coefficienti delle prime due aste 2026

Il decreto MASE 93/2026 approva le regole operative GSE per FER X aste 2026, fissando contingenti e coefficienti locazionali per le prime procedure competitive.

FER X definitivo: contingenti e coefficienti delle prime due aste 2026

Il decreto MASE 93/2026, pubblicato il 2 ottobre 2026, ha messo un punto fermo su uno dei capitoli più attesi della politica energetica italiana: le regole operative del nuovo regime di incentivazione per le rinnovabili noto come FER X. Con le FER X aste 2026 finalmente definite nei contingenti e nei coefficienti locazionali, il settore può ora pianificare con maggiore certezza i prossimi passi. Non si tratta di un aggiornamento marginale: il provvedimento integra e sostituisce integralmente le regole operative approvate con il precedente decreto 82/2026 di agosto 2026, segnando il passaggio dal regime transitorio a quello definitivo.

Cosa cambia con il decreto 93/2026 rispetto al regime precedente

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) lavorano da mesi alla messa a regime del FER X, il meccanismo che ridisegna il sistema di aste per l’accesso agli incentivi alle fonti rinnovabili in Italia. Il decreto direttoriale n. 93 del 2 ottobre 2026 rappresenta l’atto conclusivo di questo percorso normativo: approva le Regole Operative del GSE nella loro versione definitiva e fissa i parametri operativi delle prime due procedure competitive previste nel 2026.

Il punto di discontinuità rispetto al provvedimento 82/2026 è sostanziale. Quel decreto, emanato ad agosto, aveva avviato la fase di qualifica preliminare — aperta, secondo quanto riportato da BibLus ACCA, a partire dal 25 agosto 2026 — ma lasciava ancora aperte le questioni centrali sui contingenti e sui coefficienti locazionali per il fotovoltaico. Il decreto di ottobre colma questi vuoti, rendendo il quadro operativo completo e applicabile.

I contingenti delle prime due aste: i numeri disponibili

Tra i dati più attesi dagli operatori del settore c’erano i contingenti obiettivo delle prime due procedure ordinarie. Per quanto riguarda la prima procedura ordinaria, il decreto fissa per il solare un contingente minimo di 0,21 GW. Si tratta di un valore che fotografa la dimensione iniziale del meccanismo, ma che va letto nel contesto di un sistema progettato per scalare progressivamente.

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I dati relativi ai contingenti della seconda asta 2026 non sono stati resi pubblici in modo completo nelle fonti disponibili al momento della pubblicazione di questo articolo, e sarebbe scorretto anticipare cifre non verificate. Ciò che il decreto stabilisce con certezza è la definizione dei coefficienti locazionali per il fotovoltaico, strumento pensato per modulare gli incentivi in funzione della localizzazione geografica degli impianti — un elemento che introduce una differenziazione territoriale assente nei regimi precedenti.

Perché i coefficienti locazionali contano per chi investe nel solare

L’introduzione dei coefficienti locazionali per il fotovoltaico è una delle novità strutturali del FER X rispetto ai meccanismi di incentivazione precedenti. L’idea di fondo è che la redditività di un impianto solare non dipende solo dalla tecnologia o dal costo di costruzione, ma anche dalla posizione geografica: irraggiamento, congestione della rete, distanza dai centri di consumo sono tutti fattori che incidono sul valore reale dell’energia prodotta.

Applicare coefficienti differenziati per zona significa, in pratica, che due impianti fotovoltaici identici collocati in regioni diverse possono ricevere incentivi di entità diversa. Questo approccio punta a orientare gli investimenti verso le aree dove la produzione rinnovabile è più efficiente o dove la rete ha maggiore capacità di assorbimento, riducendo i casi in cui impianti vengono costruiti in zone già congestionate semplicemente perché il terreno costa meno.

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Immagine generata con AI

Per gli operatori, significa che la fase di selezione del sito diventa ancora più rilevante nella valutazione economica di un progetto. Il coefficiente locazionale può fare la differenza tra un progetto che risulta competitivo in asta e uno che non riesce a coprire i costi di sviluppo.

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Il FER X nel contesto delle aste rinnovabili italiane

Il regime FER X si inserisce in un percorso che l’Italia sta cercando di accelerare per rispettare gli obiettivi europei di decarbonizzazione. Le aste per le rinnovabili sono lo strumento principale attraverso cui il sistema incentiva la nuova capacità installata, e la loro efficacia dipende in larga misura dalla chiarezza delle regole e dalla certezza dei tempi.

Uno dei problemi ricorrenti nelle aste italiane degli anni scorsi è stato proprio l’eccesso di incertezza normativa: decreti attesi per mesi, regole operative pubblicate a ridosso delle scadenze, contingenti modificati in corsa. Il decreto 93/2026, arrivando a completare un quadro già avviato ad agosto, sembra rispondere a questa esigenza di stabilità — almeno per le prime due procedure del 2026.

Resta da vedere come risponderà il mercato. La capacità di un’asta di attrarre offerte competitive dipende non solo dai contingenti e dai coefficienti, ma anche dalla bancabilità dei progetti, dalla disponibilità di connessioni alla rete e dai tempi di autorizzazione — variabili che il decreto non può controllare direttamente ma che continuano a influenzare i risultati concreti delle procedure competitive.

Per chi segue il settore, il riferimento diretto rimane il sito ufficiale del GSE, dove le Regole Operative approvate con il decreto 93/2026 sono disponibili nella loro versione integrale, con tutti i dettagli tecnici sulle procedure di qualifica, i contingenti e i coefficienti applicabili alle prime aste.

Le prossime settimane diranno se il calendario delle procedure riuscirà a tenere i ritmi previsti e se i contingenti fissati saranno sufficienti a generare una competizione reale tra i soggetti che hanno già completato la qualifica preliminare avviata ad agosto. Il regime FER X è operativo: adesso tocca al mercato rispondere.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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