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Agenzia delle Entrate, brutte sorprese in arrivo se hai debiti con il Fisco: da quando preleveranno direttamente dal conto

L'Agenzia delle Entrate può bloccare pagamenti e prelevare dal conto dei professionisti con debiti fiscali. Da giugno 2026 addio alla soglia dei 5.000 euro.

Agenzia delle Entrate, brutte sorprese in arrivo se hai debiti con il Fisco
Agenzia delle Entrate, brutte sorprese in arrivo se hai debiti con il Fisco-ecoblog.it

Occhio ai debiti col Fisco: l’Agenzia delle Entrate può prelevare somme direttamente dal conto corrente o bloccare i compensi dei professionisti senza bisogno di pignoramento. Ecco tutto quello che devi sapere, da quando scatta la nuova regola e chi è davvero a rischio.

Contrarre debiti è certamente una delle cose che più mettono a dura prova un cittadino. Se poi li si contrae con il Fisco, il timore di non riuscire a saldare aumenta e può creare una certa ansia. Questo, soprattutto per le conseguenze che derivano da rate non versate o da cartelle esattoriali ignorate.

Come sappiamo, può succedere che una persona finisca per ritrovarsi un fermo amministrativo o un pignoramento. Ma non è l’unico problema che potrebbe verificarsi. Nello specifico, ci sono novità importanti, già operative nel corso di quest’anno, che riguardano i rapporti tra Pubblica Amministrazione e lavoratori autonomi — in particolare liberi professionisti — e che aprono scenari inediti anche per i titolari di conto corrente con pendenze fiscali aperte.

Agenzia delle Entrate e debiti col Fisco: da quando prelevano direttamente dal conto

La domanda che si pongono in molti è precisa: da quando l’Agenzia delle Entrate può prelevare direttamente dal conto corrente o bloccare i pagamenti in arrivo? La risposta è già realtà. A partire dal 15 giugno di quest’anno è entrata in vigore una modifica molto significativa per ciò che concerne i pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni nei confronti dei lavoratori autonomi.

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In concreto, se esistono debiti iscritti a ruolo, il pagamento dovuto al professionista viene bloccato o subisce una decurtazione automatica, anche se si tratta di cifre basse. Fino a questo momento, la verifica presso il Fisco scattava solo se i pagamenti dovuti oltrepassavano i 5.000 euro.

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Addio alla soglia dei 5.000 euro: cosa cambia per i professionisti

Con la modifica in vigore, il cambiamento è radicale. Non esiste più la soglia dei 5.000 euro: per qualunque cifra dovuta dalla PA a un professionista scatta un controllo automatico volto a verificare se vi siano debiti con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER).

Persino una multa di importo basso, non pagata, può portare a non vedersi liquidare il compenso. Nel caso in cui il lavoratore autonomo risulti inadempiente, l’ente pubblico versa l’importo dovuto direttamente all’ADER fino a copertura del debito. Il professionista si vedrà accreditare solo l’eventuale eccedenza rispetto a quanto deve al Fisco.

Non servirà nessun pignoramento formale: si procede direttamente con la trattenuta. La retribuzione per prestazioni svolte può essere completamente bloccata oppure trattenuta in parte, a seconda dell’entità del debito iscritto a ruolo.

Perché questa norma è considerata

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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